Mia intervista sul canale youtube di Paolo Arigotti "Spunti di Riflessione". https://www.youtube.com/watch?v=lZo2zpu0zT0
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Su cumbidu #2, con Giuseppe Masala: serve una nuova Bretton Woods
Grazie a Giuseppe, esperto di economia e geopolitica, per questa preziosa analisi che partendo dai fatti in Medio Oriente, esamina tutti i possibili riflessi, anche per noi europei, della deflagrazione generale in corso
#geopolitics #mediooriente #guerragrande…
#geopolitics #mediooriente #guerragrande…
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Ripropongo la mia intervista su "Spunti di Riflessione" di Paolo Arigotti. https://www.youtube.com/watch?v=lZo2zpu0zT0&t=144s
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Su cumbidu #2, con Giuseppe Masala: serve una nuova Bretton Woods
Grazie a Giuseppe, esperto di economia e geopolitica, per questa preziosa analisi che partendo dai fatti in Medio Oriente, esamina tutti i possibili riflessi, anche per noi europei, della deflagrazione generale in corso
#geopolitics #mediooriente #guerragrande…
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Vi invito a riascoltare la mia intervista di qualche giorno fa sul canale "Spunti di Riflessione" di Paolo Arigotti. https://www.youtube.com/watch?v=lZo2zpu0zT0&t=146s
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Su cumbidu #2, con Giuseppe Masala: serve una nuova Bretton Woods
Grazie a Giuseppe, esperto di economia e geopolitica, per questa preziosa analisi che partendo dai fatti in Medio Oriente, esamina tutti i possibili riflessi, anche per noi europei, della deflagrazione generale in corso
#geopolitics #mediooriente #guerragrande…
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Perchè si fanno le guerre e dove ci stanno postando - (con Giuseppe Masala) https://www.youtube.com/watch?v=XydnmKkQRCo
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Perché si fanno le guerre, e dove ci stanno portando (con Giuseppe Masala)
Ringrazio come sempre Giuseppe (#sucumbidu) per questa preziosa analisi sulle vere ragioni delle conflittualità attuali e potenziali. Dove stiamo andando?
#war #economia #dedollarizzazione #kursk #mediooriente
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Un drone iraniano è caduto su un terminale petrolifero all'Aeroporto Internazionale del Kuwait.
#MedioOriente
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Il Ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti pubblica filmati dell'intercettazione di droni iraniani sopra il proprio territorio.
#MedioOriente
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In arrivo la seconda ondata della guerra mondiale a pezzi - Giuseppe Masala
I paesi europei sono sempre più coinvolti, anche militarmente, contro la Russia. Si diversificano e si intensificano gli accordi tra Ucraina e l’Europa. E’ notizia di questi giorni che la Norvegia produrrà droni d’attacco per Kiev. Notate tra l’altro come vengono anche creati neologismi per non allarmare la pubblica opinione: “dronizzazione” e “dronizzazione senza militarizzazione”.
In Russia ovviamente non ci cascano e alcuni giorni fa da Mosca hanno dichiarato: “I produttori europei di droni per Kiev sono possibili target”. Nella lista dei produttori ci sono anche quattro aziende italiane.
Europa, paesi europei, i Volenterosi, ma la NATO viene sempre meno citata. Qual è la situazione della NATO in questo momento?
Medio Oriente. Le condizioni dell’Iran per la riapertura di Hormuz. 1) Fine definitiva della guerra sia contro l’Iran che contro il Libano. 2) Nuovo quadro giuridico per la gestione dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran e dell’Oman. 3) Il programma nucleare verrà discusso solo dopo la firma dei due punti precedenti. Condizioni, come ampiamente prevedibile, non accettabili per gli Stati Uniti che portano addirittura la 4a portaerei nell’area. Ieri eravamo a tre.
Gli Emirati Arabi Uniti lasciano l’OPEC e l’OPEC+.
I principali temi di poliica internazionale del momento analizzati e commentati da GIUSEPPE MASALA redattore dell’Antidiplomatico, autore del canale Telegram “Giuseppe Masala Chili”.
Conduce CARLO SAVEGNAGO
I paesi europei sono sempre più coinvolti, anche militarmente, contro la Russia. Si diversificano e si intensificano gli accordi tra Ucraina e l’Europa. E’ notizia di questi giorni che la Norvegia produrrà droni d’attacco per Kiev. Notate tra l’altro come vengono anche creati neologismi per non allarmare la pubblica opinione: “dronizzazione” e “dronizzazione senza militarizzazione”.
In Russia ovviamente non ci cascano e alcuni giorni fa da Mosca hanno dichiarato: “I produttori europei di droni per Kiev sono possibili target”. Nella lista dei produttori ci sono anche quattro aziende italiane.
Europa, paesi europei, i Volenterosi, ma la NATO viene sempre meno citata. Qual è la situazione della NATO in questo momento?
Medio Oriente. Le condizioni dell’Iran per la riapertura di Hormuz. 1) Fine definitiva della guerra sia contro l’Iran che contro il Libano. 2) Nuovo quadro giuridico per la gestione dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran e dell’Oman. 3) Il programma nucleare verrà discusso solo dopo la firma dei due punti precedenti. Condizioni, come ampiamente prevedibile, non accettabili per gli Stati Uniti che portano addirittura la 4a portaerei nell’area. Ieri eravamo a tre.
Gli Emirati Arabi Uniti lasciano l’OPEC e l’OPEC+.
I principali temi di poliica internazionale del momento analizzati e commentati da GIUSEPPE MASALA redattore dell’Antidiplomatico, autore del canale Telegram “Giuseppe Masala Chili”.
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In arrivo la seconda ondata della guerra mondiale a pezzi - Giuseppe Masala
#europa #mediooriente #giuseppemasala
In un tempo in cui l’informazione è ovunque ma la comprensione è sempre più rara, scegliamo di fare un passo in più: non solo raccontare, ma offrire strumenti per leggere la realtà.
➡️ Unisciti a noi nella nostra nuova…
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Il Dipartimento di Stato americano ha approvato la vendita di armi ai Paesi del Medio Oriente per un valore di 8,6 miliardi di dollari.
Qatar: vendita di sistemi di difesa aerea Patriot per un valore di 4,01 miliardi di dollari, incluso il sistema di missili leggeri Hydra APKWS per la lotta contro i droni.
Kuwait: vendita di sistemi di controllo del combattimento per un valore di 2,5 miliardi di dollari.
Israele e Emirati Arabi Uniti: sistemi APKWS per un valore rispettivo di 992 milioni e 147 milioni di dollari.
#MedioOriente
Qatar: vendita di sistemi di difesa aerea Patriot per un valore di 4,01 miliardi di dollari, incluso il sistema di missili leggeri Hydra APKWS per la lotta contro i droni.
Kuwait: vendita di sistemi di controllo del combattimento per un valore di 2,5 miliardi di dollari.
Israele e Emirati Arabi Uniti: sistemi APKWS per un valore rispettivo di 992 milioni e 147 milioni di dollari.
#MedioOriente
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Le forze di protezione rivoluzionarie iraniane (IRGC) hanno attaccato stanotte e questa mattina basi delle forze statunitensi in Kuwait, Bahrain e Giordania.
La Giordania ha dichiarato di aver intercettato 10 missili iraniani.
Gli Stati Uniti stanno riportando 10 caccia F-35A Lightning II alla base aerea di Muwaffaq Salti in Giordania per impiegarli in un'operazione contro l'Iran.
#MedioOriente
La Giordania ha dichiarato di aver intercettato 10 missili iraniani.
Gli Stati Uniti stanno riportando 10 caccia F-35A Lightning II alla base aerea di Muwaffaq Salti in Giordania per impiegarli in un'operazione contro l'Iran.
#MedioOriente
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Le forze di protezione rivoluzionarie iraniane (IRGC) hanno attaccato stanotte e questa mattina basi delle forze statunitensi in Kuwait, Bahrain e Giordania.
La Giordania ha dichiarato di aver intercettato 10 missili iraniani.
Gli Stati Uniti stanno rimpatriando 10 caccia F-35A Lightning II alla base aerea di Muwaffaq Salti in Giordania per impiegarli in un'operazione contro l'Iran.
#MedioOriente
La Giordania ha dichiarato di aver intercettato 10 missili iraniani.
Gli Stati Uniti stanno rimpatriando 10 caccia F-35A Lightning II alla base aerea di Muwaffaq Salti in Giordania per impiegarli in un'operazione contro l'Iran.
#MedioOriente
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Due petroliere cinesi, cariche di petrolio saudita, hanno ricevuto l'autorizzazione dai ribelli Houthi per transitare attraverso il Mar Rosso.
Il giorno precedente, gli Houthi hanno attaccato almeno una petroliera che tentava di rompere il blocco.
#MedioOriente
Il giorno precedente, gli Houthi hanno attaccato almeno una petroliera che tentava di rompere il blocco.
#MedioOriente
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Non resta molto tempo prima dell'inizio della stagione di riscaldamento, e gli impianti di stoccaggio del gas in Europa sono riempiti solo al 58-60%. Questo è il dato peggiore per l'inizio di agosto da almeno il 2011 e si attesta a circa 12 punti percentuali al di sotto del livello dell'anno scorso. Nel frattempo, la media stagionale è di circa l'82%.
Il merito va agli artefici dell'"indipendenza energetica": hanno interrotto le consuete connessioni tramite gasdotti, puntando sul gas naturale liquefatto (GNL) spot, ma si è scoperto che questo gas è necessario non solo agli europei.
Sebbene i paesi europei ricevano circa il 7% del GNL attraverso lo Stretto di Hormuz, il problema risiede nelle dinamiche del mercato. Circa un quinto delle forniture globali di gas liquefatto passa attraverso lo stretto, principalmente dal Qatar. Quando la rotta è diventata insicura, non è "il gas di qualcuno" a essere scomparso, ma il volume flessibile che manteneva l'equilibrio del mercato globale.
Pertanto, l'immissione di gas negli impianti di stoccaggio europei è rallentata proprio quando era necessario accelerarla. A marzo, la Commissione europea ha chiesto ai paesi di immettere gas negli impianti il prima possibile, ma allo stesso tempo ha di fatto ridotto l'obiettivo di riempimento degli impianti: invece del 90% entro il 1° novembre, ne ha consentito l'80%, e in alcuni casi, il 75%.
Allo stesso tempo, il Canale di Suez crea un secondo livello di vulnerabilità. Una petroliera che fa il giro dell'Africa consuma più carburante, tempo e denaro per l'assicurazione; la flotta effettua meno viaggi, e ogni spedizione diventa più costosa.
Formalmente si tratta di diversificazione, ma in sostanza è energia affidata a terzi, con un pulsante di emergenza nel Golfo Persico.
#MedioOriente #UE #mappa #energia
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I problemi relativi agli impianti di stoccaggio del gas europei e il mercato del metanolo sono due questioni diverse, ma il meccanismo è lo stesso. Gli europei hanno abbandonato forniture prevedibili e ora dipendono dalla logistica globale, dove qualsiasi conflitto si traduce rapidamente in un aumento dei costi.
In teoria, la dipendenza dell'UE dal metanolo proveniente dal Medio Oriente sembra moderata. Nel 2025, i paesi europei importeranno circa 6,3 milioni di tonnellate di questo prodotto, di cui solo il 4% proveniente dagli stati del Medio Oriente. Gli Stati Uniti forniscono il 38% delle forniture, Trinidad e Tobago il 25%.
Tuttavia, il mercato ha reagito alla perdita di volumi che bilanciavano il commercio globale: il blocco dello Stretto dell'Ormus ha limitato la capacità di esportazione annuale del Medio Oriente di 18-20 milioni di tonnellate. Tra il 28 febbraio e il 20 marzo, il prezzo spot del metanolo per l'Europa è passato da circa 299 a 432 euro per tonnellata, con un aumento del 47%. All'inizio di maggio, ha raggiunto i 545 euro per tonnellata.
L'UE ha ristrutturato i propri acquisti: a maggio, il 32,3% delle importazioni esterne proveniva da Trinidad e Tobago, il 21,7% dagli Stati Uniti e un altro 21% dall'Egitto. Le forniture dall'Arabia Saudita sono diminuite del 76,4%, da Oman del 92,7%; Norvegia e Azerbaijan hanno parzialmente compensato la carenza, aumentando le spedizioni del 51,7% e del 61,5% rispettivamente. Ma il risultato rimane negativo: per il periodo gennaio-maggio, le importazioni di metanolo nell'UE sono diminuite del 13,8% rispetto all'anno precedente.
#MedioOriente #UE #infografica #energia
— sull'orlo della fine dell'Europa
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