Forwarded from l'AntiDiplomatico
🇾🇪💥🇸🇦 "Le Forze Armate yemenite hanno condotto un'operazione militare su larga scala e di alta qualità, prendendo di mira strutture militari e infrastrutture, tra cui hangar per aerei, installazioni radar, piste di atterraggio, depositi di munizioni e altri obiettivi alla base aerea di King Khalid a Khamis Mushait. Sono stati utilizzati decine di missili balistici e droni, e i colpi sono stati precisi e diretti.
L'operazione ha inflitto perdite significative alla base.
Continueremo a mantenere l'equilibrio "assedio per assedio" e "escalation con escalation", prendendo di mira i rinforzi delle truppe saudite, finché l'aggressione non cesserà e l'assedio sul nostro amato paese non sarà revocato.
Intercettate due formazioni di aerei sauditi nella provincia di Saada, di tipo Typhoon e F15, grazie a numerosi missili di difesa aerea di produzione locale, costringendo gli aerei a ritirarsi e a tornare indietro".
Yahya Saree
_
❗️Spegni i fake media. Segui l'AntiDiplomatico:
t.me/lantidiplomatico
L'operazione ha inflitto perdite significative alla base.
Continueremo a mantenere l'equilibrio "assedio per assedio" e "escalation con escalation", prendendo di mira i rinforzi delle truppe saudite, finché l'aggressione non cesserà e l'assedio sul nostro amato paese non sarà revocato.
Intercettate due formazioni di aerei sauditi nella provincia di Saada, di tipo Typhoon e F15, grazie a numerosi missili di difesa aerea di produzione locale, costringendo gli aerei a ritirarsi e a tornare indietro".
Yahya Saree
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t.me/lantidiplomatico
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Forwarded from Saker Italia
🇺🇸🛰Gli Stati Uniti hanno dispiegato la prima arma spaziale per supportare le truppe dall'orbita, afferma il ministro dell'Aeronautica.
▪️Questo è il primo caso in cui gli Stati Uniti ammettono di possedere un proprio potenziale militare offensivo nello spazio, scrive il Washington Post.
▪️Il ministro dell'Aeronautica, Troy Main, non ha specificato quale tipo di arma sia stata messa in orbita, ma ha suggerito che sarà utilizzata per il "controllo dello spazio".
▪️Un funzionario americano ha dichiarato che potrebbe trattarsi di sistemi per la distruzione dei satelliti nemici, nel caso in cui l'arma venga utilizzata per colpire le truppe o un satellite statunitense.
Fonte voenkor
▪️Questo è il primo caso in cui gli Stati Uniti ammettono di possedere un proprio potenziale militare offensivo nello spazio, scrive il Washington Post.
▪️Il ministro dell'Aeronautica, Troy Main, non ha specificato quale tipo di arma sia stata messa in orbita, ma ha suggerito che sarà utilizzata per il "controllo dello spazio".
▪️Un funzionario americano ha dichiarato che potrebbe trattarsi di sistemi per la distruzione dei satelliti nemici, nel caso in cui l'arma venga utilizzata per colpire le truppe o un satellite statunitense.
Fonte voenkor
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L'Occidente che ha smarrito la realtà
https://www.analisidifesa.it/2026/09/loccidente-che-ha-smarrito-la-realta/?fbclid=IwdGRjcAUWJ6xjbGNrBRYnq3Bkb2YFZXh0bgNhZW0CMTEAc3J0YwZhcHBfaWQMMzUwNjg1NTMxNzI4AAEe20X0PUL9o5RDuVfnhetB7wW_sFr4aQVHQX88Qltv-Gsm3vmGDFK1NM12aX8_aem_XTeG7u5CJANHjWb_RMed9w
https://www.analisidifesa.it/2026/09/loccidente-che-ha-smarrito-la-realta/?fbclid=IwdGRjcAUWJ6xjbGNrBRYnq3Bkb2YFZXh0bgNhZW0CMTEAc3J0YwZhcHBfaWQMMzUwNjg1NTMxNzI4AAEe20X0PUL9o5RDuVfnhetB7wW_sFr4aQVHQX88Qltv-Gsm3vmGDFK1NM12aX8_aem_XTeG7u5CJANHjWb_RMed9w
Analisi Difesa
L’Occidente che ha smarrito la realtà
Iran, servizi d’informazione e guerra permanente: quando l’emozione sostituisce l’analisi e l’incompetenza diventa una dottrina strategica
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Un rapporto pubblicato il 27 agosto, immagina un futuro in cui Stati Uniti e Cina sono in corsa per raggiungere l’AGI, cioè quello che viene presentato come il passo successivo rispetto all’attuale intelligenza artificiale.
Il report consiglia fermamente attività di intelligence, hackeraggio e altre misure per valutare costantemente quanto la Cina sia vicina all’AGI. Ma non si ferma qui. Nel rapporto prende in considerazione anche scenari molto più estremi, quello di bombardare i data center e le infrastrutture di calcolo cinesi.
Ad 'affermarlo e Jacob Stokes, ex funzionario per la sicurezza nazionale della Casa Bianca durante l’amministrazione Obama e attualmente Senior Fellow e Vice Direttore dell’Indo-Pacific Security Program presso il Center for a New American Security (CNAS).
Inoltre afferma che se l’avanzata della Cina fosse impossibile da fermare , gli Stati Uniti non dovrebbero esitare a rubare la tecnologia attraverso ingegneria inversa, corruzione o sottrazione di talenti.
Il punto centrale del rapporto è che una Cina che arriva prima all’AGI penalizzerà pesantemente la crescita economica statunitense, il controllo dell’informazione, le capacità militari e l’influenza politica globale degli Stati Uniti, aumentando inoltre il rischio di un conflitto militare tra Stati Uniti e Cina.
Dopo aver letto il rapporto, e tralasciando la classica megalomania statunitense secondo cui gli Stati Uniti sono il centro del mondo e sono stati scelti da Dio, per cui certe cose possono farle o averle solo loro, su un punto sono totalmente d’accordo.
Se la Cina dovesse arrivare per prima all’AGI, gli Stati Uniti entrerebbero in una pesante crisi finanziaria.
Attualmente, la narrativa americana sulla corsa all’intelligenza artificiale si sta spostando sempre di più verso l’AGI. Il motivo è che la Cina, ormai l’intelligenza artificiale ce l’ha.
Dopo aver investito migliaia di miliardi di dollari e costruito le aspettative finanziarie attorno alla supremazia nell’AI, serve quindi una nuova narrativa capace di sostenere tutto il castello delle valutazioni.
E questa narrativa la stiamo già vedendo emergere dai grandi laboratori statunitensi, come Anthropic e OpenAI, attraverso annunci sempre più roboanti sulla possibilità di vedere una prima forma di AGI già entro l’anno.
Anche se, scientificamente parlando, siamo ancora lontanissimi.
Oggi, esistono due tipologie di AGI.
C’è l’AGI intesa sulla base dei criteri e delle discussioni della comunità scientifica internazionale. E poi c’è la AGI costruita dal marketing delle aziende americane.
Quest’ultima, non e altro che una nuova generazione di agent mascherati con un nome scientifico molto più importante.
In pratica, è come prendere dell’acqua colorata e chiamarla vino. Ma non è importante. L'importante è che la percezione pubblica sia convinta che sia vino.
Maurizio Hu
https://t.me/IlVeritiero
Il report consiglia fermamente attività di intelligence, hackeraggio e altre misure per valutare costantemente quanto la Cina sia vicina all’AGI. Ma non si ferma qui. Nel rapporto prende in considerazione anche scenari molto più estremi, quello di bombardare i data center e le infrastrutture di calcolo cinesi.
Ad 'affermarlo e Jacob Stokes, ex funzionario per la sicurezza nazionale della Casa Bianca durante l’amministrazione Obama e attualmente Senior Fellow e Vice Direttore dell’Indo-Pacific Security Program presso il Center for a New American Security (CNAS).
Inoltre afferma che se l’avanzata della Cina fosse impossibile da fermare , gli Stati Uniti non dovrebbero esitare a rubare la tecnologia attraverso ingegneria inversa, corruzione o sottrazione di talenti.
Il punto centrale del rapporto è che una Cina che arriva prima all’AGI penalizzerà pesantemente la crescita economica statunitense, il controllo dell’informazione, le capacità militari e l’influenza politica globale degli Stati Uniti, aumentando inoltre il rischio di un conflitto militare tra Stati Uniti e Cina.
Dopo aver letto il rapporto, e tralasciando la classica megalomania statunitense secondo cui gli Stati Uniti sono il centro del mondo e sono stati scelti da Dio, per cui certe cose possono farle o averle solo loro, su un punto sono totalmente d’accordo.
Se la Cina dovesse arrivare per prima all’AGI, gli Stati Uniti entrerebbero in una pesante crisi finanziaria.
Attualmente, la narrativa americana sulla corsa all’intelligenza artificiale si sta spostando sempre di più verso l’AGI. Il motivo è che la Cina, ormai l’intelligenza artificiale ce l’ha.
Dopo aver investito migliaia di miliardi di dollari e costruito le aspettative finanziarie attorno alla supremazia nell’AI, serve quindi una nuova narrativa capace di sostenere tutto il castello delle valutazioni.
E questa narrativa la stiamo già vedendo emergere dai grandi laboratori statunitensi, come Anthropic e OpenAI, attraverso annunci sempre più roboanti sulla possibilità di vedere una prima forma di AGI già entro l’anno.
Anche se, scientificamente parlando, siamo ancora lontanissimi.
Oggi, esistono due tipologie di AGI.
C’è l’AGI intesa sulla base dei criteri e delle discussioni della comunità scientifica internazionale. E poi c’è la AGI costruita dal marketing delle aziende americane.
Quest’ultima, non e altro che una nuova generazione di agent mascherati con un nome scientifico molto più importante.
In pratica, è come prendere dell’acqua colorata e chiamarla vino. Ma non è importante. L'importante è che la percezione pubblica sia convinta che sia vino.
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Analisi non-convenzionali, esoterismo e metapolitica
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Faccia a faccia con il generale Apti Alaudinov, protagonista militare russo del conflitto in Ucraina
https://www.giornalelavoce.it/news/attualita/736892/faccia-a-faccia-con-il-generale-apti-alaudinov-protagonista-militare-russo-del-conflitto-in-ucraina-il-racconto-di-andrea-lucidi.html?fbclid=IwdGRjcAUXgCVjbGNrBReAC3Bkb2YFZXh0bgNhZW0CMTEAc3J0YwZhcHBfaWQMMzUwNjg1NTMxNzI4AAEeXJ4MLEmw-Oxb-LxclL_JdiEooLzETht7pRieLZqSjBBUFle44771xMDNSks_aem_D56BwFqmMiJbgp0wSZSAoA
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LA VOCE
Faccia a faccia con il generale Apti Alaudinov, protagonista militare russo del conflitto in Ucraina: il racconto di Andrea Lucidi
“La guerra è cambiata”: il corrispondente italiano svela il dietro le quinte dell’intervista al comandante delle forze speciali Achmat, dal ruolo decisivo dei droni alla dimen...
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Forwarded from CeSEM - Centro Studi Eurasia e Mediterraneo
“Trieste ponte tra Cina ed Europa”: grande partecipazione all'incontro del CeSEM tenutosi martedì 15 settembre a Trieste.
Numerose le persone presenti che hanno assistito all'evento "Trieste, ponte culturale tra Europa e Cina", promosso dal CeSem (Centro Studi Eurasia e Mediterraneo) e con la presenza del Console Generale della Repubblica Popolare Cinese a Milano, Zhang Chenggang. Una sala piena e un pubblico attento hanno accolto con forte interesse gli interventi della giornata.
🎙️Oltre al Console che ha voluto sottolineare come Trieste possa assumere "un ruolo sempre più importante come punto di collegamento strategico" tra Europa e Cina, grazie alla sua vocazione internazionale e al suo porto, nodo cruciale per merci e scambi commerciali, sono intervenuti anche Stefano Vernole Vice Presidente del CeSEM e Maria Morigi sempre del Centro Studi Eurasia e Mediterraneo.
🗣️ Vernole ha evidenziato che: “Senza una partnership strategica con la Cina, l'Unione Europea non diverrà un soggetto geopolitico autonomo, non risulterà attrattiva, rimarrà subordinata agli USA e rischierà di frantumarsi".
Mentre Maria Morigi ha ricordato che l'appuntamento rientra in un programma di lungo termine dedicato al rapporto Europa-Cina: "Approfondimenti che non riguardano politica o schieramenti, ma che puntano semplicemente a dialogare, dopo anni di silenzio, sulle prospettive possibili di collaborazione, senza polemiche e senza pregiudizi."
In chiusura, Deganutti ha parlato del possibile rilancio del porto di Trieste all'interno dei progetti BRICS, dell'importanza di attrarre capitali e tecnologia cinesi per potenziare la logistica portuale e la filiera energetica è dell'ostruzionismo nord americano.
👉 Il numeroso pubblico presente ha confermato l'interesse crescente verso un dialogo costruttivo e aperto tra le due aree del mondo.
Numerose le persone presenti che hanno assistito all'evento "Trieste, ponte culturale tra Europa e Cina", promosso dal CeSem (Centro Studi Eurasia e Mediterraneo) e con la presenza del Console Generale della Repubblica Popolare Cinese a Milano, Zhang Chenggang. Una sala piena e un pubblico attento hanno accolto con forte interesse gli interventi della giornata.
🎙️Oltre al Console che ha voluto sottolineare come Trieste possa assumere "un ruolo sempre più importante come punto di collegamento strategico" tra Europa e Cina, grazie alla sua vocazione internazionale e al suo porto, nodo cruciale per merci e scambi commerciali, sono intervenuti anche Stefano Vernole Vice Presidente del CeSEM e Maria Morigi sempre del Centro Studi Eurasia e Mediterraneo.
🗣️ Vernole ha evidenziato che: “Senza una partnership strategica con la Cina, l'Unione Europea non diverrà un soggetto geopolitico autonomo, non risulterà attrattiva, rimarrà subordinata agli USA e rischierà di frantumarsi".
Mentre Maria Morigi ha ricordato che l'appuntamento rientra in un programma di lungo termine dedicato al rapporto Europa-Cina: "Approfondimenti che non riguardano politica o schieramenti, ma che puntano semplicemente a dialogare, dopo anni di silenzio, sulle prospettive possibili di collaborazione, senza polemiche e senza pregiudizi."
In chiusura, Deganutti ha parlato del possibile rilancio del porto di Trieste all'interno dei progetti BRICS, dell'importanza di attrarre capitali e tecnologia cinesi per potenziare la logistica portuale e la filiera energetica è dell'ostruzionismo nord americano.
👉 Il numeroso pubblico presente ha confermato l'interesse crescente verso un dialogo costruttivo e aperto tra le due aree del mondo.
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La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti a maggioranza repubblicana ha approvato una risoluzione per limitare i poteri del presidente Donald Trump sulla guerra all'Iran, con 220 voti favorevoli e 204 contrari.
Sette repubblicani hanno votato a favore della risoluzione insieme a tutti i democratici presenti.
L'ultima volta che la Camera ha adottato una risoluzione simile con il sostegno bipartisan è stato il 23 luglio, quando solo quattro repubblicani hanno appoggiato l'iniziativa. In particolare, due repubblicani dell'Iowa hanno votato per il ritiro delle forze militari statunitensi dall'Iran.
La risoluzione congiunta, promossa dal deputato democratico Seth Moulton del Massachusetts, chiede al presidente di porre fine all'impiego delle forze armate statunitensi nelle ostilità contro l'Iran. La risoluzione, di natura simbolica ed espressione del parere della Camera, passa ora al Senato per essere esaminata.
Anche se la Camera alta dovesse approvarla, una risoluzione congiunta non ha valore di legge e non è soggetta a veto né viene presentata al presidente. E' la sesta volta negli ultimi mesi che la Camera dei Rappresentanti ha esaminato una risoluzione, presentata dai Democratici, sui poteri di guerra nei confronti dell'Iran.
https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/iran-usa-houthi-guerra-ultime-notizie-16-settembre_3P3y7TXOZmIKyAQnIoUYYw?utm_source=taboola&utm_medium=personalized-push
Sette repubblicani hanno votato a favore della risoluzione insieme a tutti i democratici presenti.
L'ultima volta che la Camera ha adottato una risoluzione simile con il sostegno bipartisan è stato il 23 luglio, quando solo quattro repubblicani hanno appoggiato l'iniziativa. In particolare, due repubblicani dell'Iowa hanno votato per il ritiro delle forze militari statunitensi dall'Iran.
La risoluzione congiunta, promossa dal deputato democratico Seth Moulton del Massachusetts, chiede al presidente di porre fine all'impiego delle forze armate statunitensi nelle ostilità contro l'Iran. La risoluzione, di natura simbolica ed espressione del parere della Camera, passa ora al Senato per essere esaminata.
Anche se la Camera alta dovesse approvarla, una risoluzione congiunta non ha valore di legge e non è soggetta a veto né viene presentata al presidente. E' la sesta volta negli ultimi mesi che la Camera dei Rappresentanti ha esaminato una risoluzione, presentata dai Democratici, sui poteri di guerra nei confronti dell'Iran.
https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/iran-usa-houthi-guerra-ultime-notizie-16-settembre_3P3y7TXOZmIKyAQnIoUYYw?utm_source=taboola&utm_medium=personalized-push
Adnkronos
Medioriente, Camera Usa chiede a Trump fine guerra in Iran. Sauditi abbattono drone Houti diretto alla Mecca
Diverse esplosioni udite anche sull'isola di Qeshm, Houthi: 'Abbattuto caccia saudita': la tensione resta alta
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Julius Evola, le SS e il Medioevo magico-fantastico
Speciale Osservatorio sui Mondi
Il complesso rapporto fra il filosofo ed esoterista italiano Julius Evola e le SS, ricostruito attraverso i primi contatti, l'iniziale diffidenza e i sospetti sul filosofo romano nei primi rapporti delle SS, e la successiva apertura di una "linea di credito" che vedrà Evola tenere conferenze in Germania e tradurre alcune sue opere in tedesco grazie all'appoggio di alcuni intellettuali e ricercatori della Ahnenerbe, nonché dell'interessamento e della stima dello stesso Himmler.
Vedremo come Evola contribuirà, con la sua autorità culturale, a plasmare un "medioevo metapolitico" e mitico - anche se astratto e filologicamente non sempre corretto - con la sua speciale mistica del Graal, il mito ghibellino imperiale, e la centralità della via iniziatica cavalleresca, che troverà una facile risonanza nel misticismo nazionalsocialista e in particolare nell'"Ordine Nero". Analizziamo la questione del razzismo spirituale di Evola, su cui ha scritto un saggio il nostro Dana Lloyd Thomas, e scopriamo i punti di contatto, ma anche di distanza, fra la visione evoliana ed altri filoni del misticismo nazista (come quello "irminista" di Wiligut), l'influsso della Confraternita dei Polari su alcune ricerche e idee di Himmler. Fino alla vicenda ultima che vedrà Evola incaricato dall'Amt VII (sezione ideologica dell'RSHA), nel 1944, di tradurre documenti massonici settecenteschi per l'ultima misteriosa operazione magico-politica condotta nella Germania hitleriana, operazione su cui ancora non è stata fatta piena luce. E infine l'epilogo di questa fase della vita di Evola, che si concluderà con il bombardamento di Vienna da parte dei sovietici nel corso del quale verrà ferito, rimanendo in seguito paralizzato - evento che non manca di suscitare oggi come allora riflessioni di ordine simbolico e interpretazioni anche occulte della vicenda.
Di tutto questo parliamo con Cristian Guzzo, studioso e storico dell'esoterismo.
In diretta giovedì 17 settembre ore 18.00
https://www.youtube.com/live/TleQLXMOZ_Y?si=zE5A0n064mdDd-Dy
Speciale Osservatorio sui Mondi
Il complesso rapporto fra il filosofo ed esoterista italiano Julius Evola e le SS, ricostruito attraverso i primi contatti, l'iniziale diffidenza e i sospetti sul filosofo romano nei primi rapporti delle SS, e la successiva apertura di una "linea di credito" che vedrà Evola tenere conferenze in Germania e tradurre alcune sue opere in tedesco grazie all'appoggio di alcuni intellettuali e ricercatori della Ahnenerbe, nonché dell'interessamento e della stima dello stesso Himmler.
Vedremo come Evola contribuirà, con la sua autorità culturale, a plasmare un "medioevo metapolitico" e mitico - anche se astratto e filologicamente non sempre corretto - con la sua speciale mistica del Graal, il mito ghibellino imperiale, e la centralità della via iniziatica cavalleresca, che troverà una facile risonanza nel misticismo nazionalsocialista e in particolare nell'"Ordine Nero". Analizziamo la questione del razzismo spirituale di Evola, su cui ha scritto un saggio il nostro Dana Lloyd Thomas, e scopriamo i punti di contatto, ma anche di distanza, fra la visione evoliana ed altri filoni del misticismo nazista (come quello "irminista" di Wiligut), l'influsso della Confraternita dei Polari su alcune ricerche e idee di Himmler. Fino alla vicenda ultima che vedrà Evola incaricato dall'Amt VII (sezione ideologica dell'RSHA), nel 1944, di tradurre documenti massonici settecenteschi per l'ultima misteriosa operazione magico-politica condotta nella Germania hitleriana, operazione su cui ancora non è stata fatta piena luce. E infine l'epilogo di questa fase della vita di Evola, che si concluderà con il bombardamento di Vienna da parte dei sovietici nel corso del quale verrà ferito, rimanendo in seguito paralizzato - evento che non manca di suscitare oggi come allora riflessioni di ordine simbolico e interpretazioni anche occulte della vicenda.
Di tutto questo parliamo con Cristian Guzzo, studioso e storico dell'esoterismo.
In diretta giovedì 17 settembre ore 18.00
https://www.youtube.com/live/TleQLXMOZ_Y?si=zE5A0n064mdDd-Dy
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Julius Evola, le SS e il Medioevo magico-fantastico - Speciale Osservatorio sui Mondi
Il complesso rapporto fra il filosofo ed esoterista italiano Julius Evola e le SS, ricostruito attraverso i primi contatti, l'iniziale diffidenza e i sospetti sul filosofo romano nei primi rapporti delle SS, e la successiva apertura di una "linea di credito"…
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Quello che segue è l’ultimo della serie di articoli sul Periodo Caldo Medievale pubblicati recentemente su questa pagina.
Sulla base dei risultati di queste ricerche si può concludere che il Periodo Caldo Medievale non fu un episodio circoscritto all’Europa ma al contrario si trattò di un fenomeno globale.
Zhang De'Er, National Climate Center, China Meteorological Administration,
Nel suo articolo:
“PROVE DELL'ESISTENZA DEL PERIODO CALDO MEDIEVALE IN CINA”
Tra le altre cose, scrive:
...
I documenti raccolti sulla coltivazione degli alberi di agrumi e della Boehmeria Nivea (una pianta perenne) sono stati utilizzati per produrre mappe di distribuzione di queste piante per l'VIII, XII e XIII secolo d.C..
Il confine settentrionale della coltivazione di agrumi e della Boehmeria Nivea nel XIII secolo si trovava a nord della distribuzione attuale. Durante gli ultimi 1000 anni il confine del XIII secolo fu il più settentrionale. Ciò indica che quello è stato l’intervallo più caldo in quel periodo. Sulla base della conoscenza delle condizioni climatiche necessarie per piantare queste specie, si può stimare che la temperatura media annuale nella provincia meridionale di Henan nel XIII secolo era di 0,9-1,0 ° C superiore a quella attuale.
https://link.springer.com/article/10.1007/bf01092419?fbclid=IwAR01eVL3dgWn96zsdeEq5dflCndrQkeBXAN_nBoUxAh9ItbuOjmOMCvWALY
Sulla base dei risultati di queste ricerche si può concludere che il Periodo Caldo Medievale non fu un episodio circoscritto all’Europa ma al contrario si trattò di un fenomeno globale.
Zhang De'Er, National Climate Center, China Meteorological Administration,
Nel suo articolo:
“PROVE DELL'ESISTENZA DEL PERIODO CALDO MEDIEVALE IN CINA”
Tra le altre cose, scrive:
...
I documenti raccolti sulla coltivazione degli alberi di agrumi e della Boehmeria Nivea (una pianta perenne) sono stati utilizzati per produrre mappe di distribuzione di queste piante per l'VIII, XII e XIII secolo d.C..
Il confine settentrionale della coltivazione di agrumi e della Boehmeria Nivea nel XIII secolo si trovava a nord della distribuzione attuale. Durante gli ultimi 1000 anni il confine del XIII secolo fu il più settentrionale. Ciò indica che quello è stato l’intervallo più caldo in quel periodo. Sulla base della conoscenza delle condizioni climatiche necessarie per piantare queste specie, si può stimare che la temperatura media annuale nella provincia meridionale di Henan nel XIII secolo era di 0,9-1,0 ° C superiore a quella attuale.
https://link.springer.com/article/10.1007/bf01092419?fbclid=IwAR01eVL3dgWn96zsdeEq5dflCndrQkeBXAN_nBoUxAh9ItbuOjmOMCvWALY
SpringerLink
Evidence for the existence of the medieval warm period in China
Climatic Change - The collected documentary records of the cultivation of citrus trees andBoehmeria nivea (a perennial herb) have been used to produce distribution maps of these plants for the...
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⛽️ 🇫🇷 🚗 La Francia sta affrontando una crescente carenza di carburante: secondo gli ultimi dati pubblicati dal governo francese, l’11% delle stazioni di servizio del Paese segnala attualmente di aver esaurito le scorte di benzina o gasolio.
In alcune zone del Paese, questa percentuale raggiunge ormai il 16%.
Nel frattempo, il prezzo medio del gasolio è salito a 2,38 € al litro, a meno dell’1% dal massimo storico, mentre anche il prezzo medio della benzina si attesta ai massimi storici o li supera.
Il presidente francese Macron ha convocato una riunione d’emergenza per discutere della crisi e il governo si sta preparando a offrire un sostegno finanziario agli automobilisti che percorrono molti chilometri.
L’inflazione nel settore energetico sta salendo alle stelle.
Da CounterIntelligence Global
https://t.me/IlVeritiero
In alcune zone del Paese, questa percentuale raggiunge ormai il 16%.
Nel frattempo, il prezzo medio del gasolio è salito a 2,38 € al litro, a meno dell’1% dal massimo storico, mentre anche il prezzo medio della benzina si attesta ai massimi storici o li supera.
Il presidente francese Macron ha convocato una riunione d’emergenza per discutere della crisi e il governo si sta preparando a offrire un sostegno finanziario agli automobilisti che percorrono molti chilometri.
L’inflazione nel settore energetico sta salendo alle stelle.
Da CounterIntelligence Global
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Analisi non-convenzionali, esoterismo e metapolitica
https://www.instagram.com/mattmartini_reloaded?igsh=dndxZTl4dDY1YmJ6
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26esima puntata di UV Anomalist con Umberto Visani
Narciso Genovese, Marte e il III Reich
Anteprima oggi ore 18.30
https://youtu.be/zm6MYTN_jII?si=Yrpa3fr0qMSddHDF
Narciso Genovese, Marte e il III Reich
Anteprima oggi ore 18.30
https://youtu.be/zm6MYTN_jII?si=Yrpa3fr0qMSddHDF
YouTube
UV Anomalist Nr. 26 - Narciso genovese, Marte e il III Reich
Umberto Visani presenta la testimonianza dello studioso Narciso Genovese che nel 1955 pubblicò un testo sorprendente, rimasto per lo più dimenticata, soprattutto presso il pubblico italiano, relativo a un gruppo di scienziati fuggiti in Sud America dopo la…
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Pensare che in Russia siano stati falsificati i voti di quasi tutti i 100 milioni di russi aventi diritto al voto è demenziale. Aggiungo che in Russia la percentuale di voti per posta o elettronici (i più sospetti in caso di possibile frode) è più bassa che in Occidente.
Chi parla di brogli ha evidentemente problemi di contatto con la realtà: un voto con percentuali di successo così netto non è truccabile, a meno di voler sostenere che in Russia siano state fabbricate centinaia di milioni di schede false.
Brogli o irregolarità, volute o frutto di errori fortuiti, sono un problema strutturale di ogni tornata elettorale in ogni parte del mondo, statisticamente ineliminabile, ma la frode può essere in questione solo quando due schieramenti si tengo vicini al testa a testa: in quel caso basta quella manciata di voti surrettizi per spostare l'ago della bilancia. Ad esempio Trump/Biden del 2020 fu decisa per una milionata di voti.
Maggioranze schiaccianti non possono essere prodotte con il sistema dei brogli che invece sono perfettamente sensati nel determinare la vittoria fra maggioranze oscillanti. Parlare di brogli è senza speranza, segno di chi non sa e non vuole capire mondi diversi da quello "occidentale". In Russia semmai potranno esserci state dinamiche diverse, ad esempio scoraggiare questo o quel candidato di altri partiti o la messa al bando di partiti fantoccio finanziati dall'estero (un caso del genere è noto). Ma tutto questo avrà spostato pochi punti di consenso. Di fatto si deve prendere atto che in Russia c'è stato un aumento dell'afflusso alle urne rispetto alla precedente tornata, e Russia Unita è salita nel consenso.
Chi scrive ha molti dubbi sulla gestione del conflitto da parte di Putin, ma è innegabile che c'è un aumento del consenso interno, e le elezioni lo riflettono in modo genuino. Certo, lo story-telling sarà che la Russia è una dittatura che crea i voti dal nulla (come se fosse possibile) ma il segnale in Occidente e in Ucraina è arrivato: nessun cedimento del fronte interno, la Russia si stringe intorno alla bandiera. Punto.
La seconda osservazione è di natura antropologica: non riusciamo davvero a capire come il consenso sia monolitico in realtà non-occidentali, non viziate (o molto meno viziate, senza idealizzare troppo nessuno) dall'individualismo occidentale. Mondi diversi dal nostro, in cui i cervelli non sono stati frullati dall'ingegneria sociale programmata per decenni, hanno un grado di polarizzazione interna molto meno marcato di quello patologico delle nostre società. Purtroppo questa realtà naturale qui non viene compresa, e c'è una soluzione narrativa per autorappresentarsi ciò che non si comprende: ciò che non mi piace o non capisco lo chiamo "dittatura".
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Chi parla di brogli ha evidentemente problemi di contatto con la realtà: un voto con percentuali di successo così netto non è truccabile, a meno di voler sostenere che in Russia siano state fabbricate centinaia di milioni di schede false.
Brogli o irregolarità, volute o frutto di errori fortuiti, sono un problema strutturale di ogni tornata elettorale in ogni parte del mondo, statisticamente ineliminabile, ma la frode può essere in questione solo quando due schieramenti si tengo vicini al testa a testa: in quel caso basta quella manciata di voti surrettizi per spostare l'ago della bilancia. Ad esempio Trump/Biden del 2020 fu decisa per una milionata di voti.
Maggioranze schiaccianti non possono essere prodotte con il sistema dei brogli che invece sono perfettamente sensati nel determinare la vittoria fra maggioranze oscillanti. Parlare di brogli è senza speranza, segno di chi non sa e non vuole capire mondi diversi da quello "occidentale". In Russia semmai potranno esserci state dinamiche diverse, ad esempio scoraggiare questo o quel candidato di altri partiti o la messa al bando di partiti fantoccio finanziati dall'estero (un caso del genere è noto). Ma tutto questo avrà spostato pochi punti di consenso. Di fatto si deve prendere atto che in Russia c'è stato un aumento dell'afflusso alle urne rispetto alla precedente tornata, e Russia Unita è salita nel consenso.
Chi scrive ha molti dubbi sulla gestione del conflitto da parte di Putin, ma è innegabile che c'è un aumento del consenso interno, e le elezioni lo riflettono in modo genuino. Certo, lo story-telling sarà che la Russia è una dittatura che crea i voti dal nulla (come se fosse possibile) ma il segnale in Occidente e in Ucraina è arrivato: nessun cedimento del fronte interno, la Russia si stringe intorno alla bandiera. Punto.
La seconda osservazione è di natura antropologica: non riusciamo davvero a capire come il consenso sia monolitico in realtà non-occidentali, non viziate (o molto meno viziate, senza idealizzare troppo nessuno) dall'individualismo occidentale. Mondi diversi dal nostro, in cui i cervelli non sono stati frullati dall'ingegneria sociale programmata per decenni, hanno un grado di polarizzazione interna molto meno marcato di quello patologico delle nostre società. Purtroppo questa realtà naturale qui non viene compresa, e c'è una soluzione narrativa per autorappresentarsi ciò che non si comprende: ciò che non mi piace o non capisco lo chiamo "dittatura".
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