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🔴🟢🔵 #MetroItalia chiude inaspettatamente i punti vendita di #Rimini e #Pozzuoli: a rischio 97 lavoratori e lavoratrici diretti, ai quali si aggiungono coloro che operano in appalto.
Proclamato lo #statodiagitazione.
📈 L’andamento negativo, la forte concorrenza e i costi di gestione insostenibili sono le motivazioni presentate dall’azienda all’incontro con Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs che hanno respinto con forza l’operazione proponendo di individuare soluzioni alternative per garantire la salvaguardia occupazionale.
🚨 Una scelta drastica alla quale si aggiunge un’altra operazione controversa, la contestuale apertura di un nuovo punto vendita a Olbia e di un deposito a Pontedera che, a detta dell'azienda, dovrebbero garantire la tenuta nel nostro Paese.
🗣️ “Non comprendiamo” affermano le tre sigle sindacali “come un’azienda come Metro possa pensare, con leggerezza, che il futuro dipenda dal sacrificare 97 lavoratori e lavoratrici e, contemporaneamente, aprire due nuove strutture, senza, a nostro avviso, una vera politica industriale orientata allo sviluppo dell’impresa nel nostro Paese.
🔴🟢🔵 #MetroItalia chiude inaspettatamente i punti vendita di #Rimini e #Pozzuoli: a rischio 97 lavoratori e lavoratrici diretti, ai quali si aggiungono coloro che operano in appalto.
Proclamato lo #statodiagitazione.
📈 L’andamento negativo, la forte concorrenza e i costi di gestione insostenibili sono le motivazioni presentate dall’azienda all’incontro con Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs che hanno respinto con forza l’operazione proponendo di individuare soluzioni alternative per garantire la salvaguardia occupazionale.
🚨 Una scelta drastica alla quale si aggiunge un’altra operazione controversa, la contestuale apertura di un nuovo punto vendita a Olbia e di un deposito a Pontedera che, a detta dell'azienda, dovrebbero garantire la tenuta nel nostro Paese.
🗣️ “Non comprendiamo” affermano le tre sigle sindacali “come un’azienda come Metro possa pensare, con leggerezza, che il futuro dipenda dal sacrificare 97 lavoratori e lavoratrici e, contemporaneamente, aprire due nuove strutture, senza, a nostro avviso, una vera politica industriale orientata allo sviluppo dell’impresa nel nostro Paese.