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Veleno57432367 Just tweeted ********************************************** La Romania smantella il terzo anello della tratta di esseri umani in quattro giorni ! https://t.co/60K5G7NMfv #Storditi #VelenoQItalia #HumanRights #PEDOGATE
Balkan Insight
Romania Dismantles Third Human Trafficking Ring in Four Days | Balkan Insight
Weeks after the US chided Romania over its lack of progress in fighting human trafficking, the authorities have dismantled three networks that sexually exploited minors, and have sent 15 people suspected of child trafficking and prostitution to court.
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Romania Dismantles Third Human Trafficking Ring in Four Days | Balkan Insight
Weeks after the US chided Romania over its lack of progress in fighting human trafficking, the authorities have dismantled three networks that sexually exploited minors, and have sent 15 people suspected of child trafficking and prostitution to court.
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🚨 LEI SI CHIAMA MAHDIEH YOUSEFI. HA SOLO 19 ANNI.
Da oltre cinque mesi sarebbe prigioniera del regime islamico iraniano.
Cinque mesi lontana dalla libertà.
Cinque mesi in cui il suo nome rischia di scomparire nel silenzio.
E allora una domanda è inevitabile:
se Mahdieh fosse palestinese, quante prime pagine vedremmo? Quanti appelli? Quante manifestazioni? Quanti influencer condividerebbero il suo volto?
Ma Mahdieh è iraniana.
È una giovane donna nelle mani della Repubblica Islamica dell’Iran.
E improvvisamente il silenzio diventa assordante.
I diritti umani non possono valere soltanto quando la vittima è utile alla propria narrativa politica.
🇮🇷 MAHDIEH YOUSEFI HA 19 ANNI.
IL SUO NOME MERITA DI ESSERE CONOSCIUTO.
IL SUO VOLTO MERITA DI ESSERE VISTO.
LA SUA STORIA NON DEVE ESSERE DIMENTICATA.
Condividete.
#MahdiehYousefi #Iran #FreeIran #IranianWomen #HumanRights #DirittiUmani #RepubblicaIslamica #WomenLifeFreedom
Da oltre cinque mesi sarebbe prigioniera del regime islamico iraniano.
Cinque mesi lontana dalla libertà.
Cinque mesi in cui il suo nome rischia di scomparire nel silenzio.
E allora una domanda è inevitabile:
se Mahdieh fosse palestinese, quante prime pagine vedremmo? Quanti appelli? Quante manifestazioni? Quanti influencer condividerebbero il suo volto?
Ma Mahdieh è iraniana.
È una giovane donna nelle mani della Repubblica Islamica dell’Iran.
E improvvisamente il silenzio diventa assordante.
I diritti umani non possono valere soltanto quando la vittima è utile alla propria narrativa politica.
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🚨 LEI SI CHIAMA MAHDIEH YOUSEFI. HA SOLO 19 ANNI. Da oltre cinque mesi sarebbe prigioniera del regime islamico iraniano. Cinque mesi lontana dalla libertà. Cinque mesi in cui il suo nome rischia di scomparire nel silenzio. E allora una domanda è inevitabile:…
Visto che i fenomeni pro Iran smentiscono la cosa e chiedono le fonti e documenti, li accontentiamo subito:
FEMENA – rapporto PDF, “Trapped Between Prison Walls and Airstrikes”. È la fonte più interessante: dedica una scheda specifica a Mahdieh Yousefi, 19 anni, di Sabzevar e afferma che sarebbe detenuta dal 3 febbraio 2026. Secondo il rapporto, si sarebbe presentata presso gli investigatori dopo che il suo numero era stato trovato nel telefono di un'altra persona fermata e non sarebbe più tornata a casa. Il rapporto sostiene inoltre che la famiglia non avrebbe ricevuto informazioni chiare sulle accuse e sulla sua situazione.
Scarica il rapporto FEMENA in PDF
HRANA – Human Rights Activists News Agency, 16 febbraio 2026. Riporta Mahdieh Yousefi tra dieci persone arrestate in relazione alle proteste e afferma che Yousefi era detenuta nel carcere di Sabzevar.
Scheda HRANA su Mahdieh Yousefi
HRANA in persiano. Anche l'edizione originale persiana inserisce مهدیه یوسفی (Mahdieh Yousefi) tra le persone arrestate dalle forze di sicurezza a Sabzevar.
Articolo originale HRANA in persiano
Hengaw Organization for Human Rights, 15 febbraio 2026. Inserisce Mahdieh tra le donne arrestate durante la repressione delle proteste a Sabzevar e riferisce che, al momento della pubblicazione, rimanevano detenute senza informazioni chiare sul loro status giudiziario.
Rapporto Hengaw in inglese
Hengaw in persiano, utile anche come fonte nella lingua originale.
Rapporto Hengaw in persiano
Javid Archive raccoglie il caso in una scheda individuale e indica Mahdieh come detenuta politica vivente, località Sabzevar e stato “arrested”. La scheda attribuisce le informazioni a HRANA e classifica la verifica come “partially_verified”.
Scheda individuale Mahdieh Yousefi – Javid Archive
🚨 LEI SI CHIAMA MAHDIEH YOUSEFI. HA SOLO 19 ANNI.
Da oltre cinque mesi sarebbe prigioniera del regime islamico iraniano.
Cinque mesi lontana dalla libertà.
Cinque mesi in cui il suo nome rischia di scomparire nel silenzio.
E allora una domanda è inevitabile:
se Mahdieh fosse palestinese, quante prime pagine vedremmo? Quanti appelli? Quante manifestazioni? Quanti influencer condividerebbero il suo volto?
Ma Mahdieh è iraniana.
È una giovane donna nelle mani della Repubblica Islamica dell’Iran.
E improvvisamente il silenzio diventa assordante.
I diritti umani non possono valere soltanto quando la vittima è utile alla propria narrativa politica.
🇮🇷 MAHDIEH YOUSEFI HA 19 ANNI.
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FEMENA – rapporto PDF, “Trapped Between Prison Walls and Airstrikes”. È la fonte più interessante: dedica una scheda specifica a Mahdieh Yousefi, 19 anni, di Sabzevar e afferma che sarebbe detenuta dal 3 febbraio 2026. Secondo il rapporto, si sarebbe presentata presso gli investigatori dopo che il suo numero era stato trovato nel telefono di un'altra persona fermata e non sarebbe più tornata a casa. Il rapporto sostiene inoltre che la famiglia non avrebbe ricevuto informazioni chiare sulle accuse e sulla sua situazione.
Scarica il rapporto FEMENA in PDF
HRANA – Human Rights Activists News Agency, 16 febbraio 2026. Riporta Mahdieh Yousefi tra dieci persone arrestate in relazione alle proteste e afferma che Yousefi era detenuta nel carcere di Sabzevar.
Scheda HRANA su Mahdieh Yousefi
HRANA in persiano. Anche l'edizione originale persiana inserisce مهدیه یوسفی (Mahdieh Yousefi) tra le persone arrestate dalle forze di sicurezza a Sabzevar.
Articolo originale HRANA in persiano
Hengaw Organization for Human Rights, 15 febbraio 2026. Inserisce Mahdieh tra le donne arrestate durante la repressione delle proteste a Sabzevar e riferisce che, al momento della pubblicazione, rimanevano detenute senza informazioni chiare sul loro status giudiziario.
Rapporto Hengaw in inglese
Hengaw in persiano, utile anche come fonte nella lingua originale.
Rapporto Hengaw in persiano
Javid Archive raccoglie il caso in una scheda individuale e indica Mahdieh come detenuta politica vivente, località Sabzevar e stato “arrested”. La scheda attribuisce le informazioni a HRANA e classifica la verifica come “partially_verified”.
Scheda individuale Mahdieh Yousefi – Javid Archive
🚨 LEI SI CHIAMA MAHDIEH YOUSEFI. HA SOLO 19 ANNI.
Da oltre cinque mesi sarebbe prigioniera del regime islamico iraniano.
Cinque mesi lontana dalla libertà.
Cinque mesi in cui il suo nome rischia di scomparire nel silenzio.
E allora una domanda è inevitabile:
se Mahdieh fosse palestinese, quante prime pagine vedremmo? Quanti appelli? Quante manifestazioni? Quanti influencer condividerebbero il suo volto?
Ma Mahdieh è iraniana.
È una giovane donna nelle mani della Repubblica Islamica dell’Iran.
E improvvisamente il silenzio diventa assordante.
I diritti umani non possono valere soltanto quando la vittima è utile alla propria narrativa politica.
🇮🇷 MAHDIEH YOUSEFI HA 19 ANNI.
IL SUO NOME MERITA DI ESSERE CONOSCIUTO.
IL SUO VOLTO MERITA DI ESSERE VISTO.
LA SUA STORIA NON DEVE ESSERE DIMENTICATA.
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🚨 LEI È NAJMEH AMINI. HA SOLO 23 ANNI.
Guardate il suo volto. Ricordate il suo nome.
🇮🇷 Najmeh Amini è una studentessa iraniana di 23 anni detenuta nella prigione di Vakilabad, a Mashhad.
Secondo organizzazioni per i diritti umani, deve affrontare accuse pesantissime, tra cui “moharebeh” — guerra contro Dio — un'accusa che in Iran può portare alla PENA DI MORTE.
Non stiamo parlando di una criminale comune.
Stiamo parlando di una giovane donna finita nelle mani di un sistema repressivo per la sua attività di protesta e accusata anche di “insulto alla Guida Suprema”.
⚠️ Secondo Hengaw, durante la detenzione le sarebbe stato inoltre negato l'accesso a un avvocato di sua scelta, mentre esistono timori riguardo a possibili confessioni ottenute sotto coercizione.
Najmeh è ancora viva.
Ed è proprio per questo che bisogna parlarne ADESSO.
Il silenzio internazionale non deve diventare una condanna.
Condividete il suo volto.
Condividete il suo nome.
Chiedete che vengano rispettati i suoi diritti e che non venga emessa una condanna a morte.
NAJMEH AMINI, 23 ANNI. NON LASCIAMOLA SOLA.
Fonti e approfondimenti:
🔗 Hengaw – Najmeh Amini faces “moharebeh” and Israel-related charges in Mashhad
https://hengaw.net/en/news/2026/05/article-53
🔗 Witness Report – Scheda di Najmeh Amini
https://witness.report/people/857ba141-0e30-11f1-9fbd-560003f1f421/najmeh-amini
🔗 Campaign to Free Political Prisoners in Iran – elenco dei detenuti a rischio di pena capitale
https://cfppi.org/wp-content/uploads/2023/02/List-12-04-2026.pdf
📢 Commentate con: #SaveNajmehAmini
Più persone conoscono il suo nome, più difficile sarà farla sparire nel silenzio.
#NajmehAmini #SaveNajmehAmini #Iran #IranProtests #HumanRights #WomenLifeFreedom #DonnaVitaLibertà #DirittiUmani #StopExecutionsInIran
Guardate il suo volto. Ricordate il suo nome.
🇮🇷 Najmeh Amini è una studentessa iraniana di 23 anni detenuta nella prigione di Vakilabad, a Mashhad.
Secondo organizzazioni per i diritti umani, deve affrontare accuse pesantissime, tra cui “moharebeh” — guerra contro Dio — un'accusa che in Iran può portare alla PENA DI MORTE.
Non stiamo parlando di una criminale comune.
Stiamo parlando di una giovane donna finita nelle mani di un sistema repressivo per la sua attività di protesta e accusata anche di “insulto alla Guida Suprema”.
⚠️ Secondo Hengaw, durante la detenzione le sarebbe stato inoltre negato l'accesso a un avvocato di sua scelta, mentre esistono timori riguardo a possibili confessioni ottenute sotto coercizione.
Najmeh è ancora viva.
Ed è proprio per questo che bisogna parlarne ADESSO.
Il silenzio internazionale non deve diventare una condanna.
Condividete il suo volto.
Condividete il suo nome.
Chiedete che vengano rispettati i suoi diritti e che non venga emessa una condanna a morte.
NAJMEH AMINI, 23 ANNI. NON LASCIAMOLA SOLA.
Fonti e approfondimenti:
🔗 Hengaw – Najmeh Amini faces “moharebeh” and Israel-related charges in Mashhad
https://hengaw.net/en/news/2026/05/article-53
🔗 Witness Report – Scheda di Najmeh Amini
https://witness.report/people/857ba141-0e30-11f1-9fbd-560003f1f421/najmeh-amini
🔗 Campaign to Free Political Prisoners in Iran – elenco dei detenuti a rischio di pena capitale
https://cfppi.org/wp-content/uploads/2023/02/List-12-04-2026.pdf
📢 Commentate con: #SaveNajmehAmini
Più persone conoscono il suo nome, più difficile sarà farla sparire nel silenzio.
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🚨 IL SUO NOME È SHAKILA GHASEMI. HA 26 ANNI. NON LASCIAMOLA NELL’OMBRA. 🇮🇷
Questa è Shakila Ghasemi, giovane cittadina bahá’í iraniana di Kerman.
È stata arrestata il 2 febbraio 2026 dalle forze di sicurezza iraniane. Secondo le organizzazioni per i diritti umani, la sua abitazione è stata perquisita e telefoni e computer della famiglia sono stati sequestrati.
Da allora la sua vita è diventata una prigione.
⚠️ Detenzione prolungata.
⚠️ Per mesi una situazione giudiziaria rimasta senza soluzione.
⚠️ Circa 100 giorni trascorsi in isolamento.
⚠️ Pesanti conseguenze psicologiche e fisiche riferite da fonti vicine alla famiglia.
Eppure di Shakila Ghasemi si parla pochissimo.
Se il suo volto appartenesse a una delle tragedie che dominano quotidianamente televisioni e social, probabilmente sarebbe già diventato un simbolo internazionale.
Ma Shakila è iraniana e bahá’í, una minoranza che da decenni denuncia persecuzioni e discriminazioni nella Repubblica Islamica.
E allora la domanda è inevitabile:
DOVE SONO QUELLI CHE DICONO DI DIFENDERE SEMPRE I DIRITTI DELLE DONNE?
Dove sono le grandi campagne?
Dove sono le manifestazioni?
Dove sono gli influencer?
Dove sono quelli che gridano contro ogni ingiustizia?
I diritti umani non possono cambiare a seconda della bandiera della vittima o della convenienza politica.
Il suo nome è SHAKILA GHASEMI.
Ditelo.
Condividetelo.
Fate conoscere il suo volto.
Perché il silenzio è esattamente ciò di cui ogni regime repressivo ha bisogno.
#ShakilaGhasemi #Iran #FreeIran #HumanRights #Bahai #IranianWomen #WomenLifeFreedom #DirittiUmani #IRGC #Kerman
HRANA – arresto di Shakila Ghasemi, 2 febbraio 2026:
https://www.en-hrana.org/shakila-ghasemi-a-bahai-citizen-arrested-in-kerman/
IranWire – 70 giorni di detenzione senza accuse formalizzate né accesso a un avvocato:
https://iranwire.com/en/features/151225-26-year-old-held-70-days-without-charges-or-lawyer-access/
IranWire – arresti e detenzioni prolungate delle minoranze religiose:
https://iranwire.com/en/religious-minorities/151338-arrests-and-prolonged-incommunicado-detentions/
ONU / OHCHR – comunicazione ufficiale che cita Shakila Ghasemi:
Documento ufficiale OHCHR – Shakila Ghasemi
Center for Human Rights in Iran – repressione della comunità Bahá’í e caso Ghasemi:
https://iranhumanrights.org/2026/05/irans-bahai-community-under-intensified-state-attack-amid-escalating-domestic-repression/
Bahá’í International Community – dichiarazione al Consiglio ONU per i diritti umani che cita Shakila:
https://www.bic.org/statements/bic-statement-62nd-session-un-human-rights-council-session-interactive-dialogue-special-rapporteur-right-education
Questa è Shakila Ghasemi, giovane cittadina bahá’í iraniana di Kerman.
È stata arrestata il 2 febbraio 2026 dalle forze di sicurezza iraniane. Secondo le organizzazioni per i diritti umani, la sua abitazione è stata perquisita e telefoni e computer della famiglia sono stati sequestrati.
Da allora la sua vita è diventata una prigione.
⚠️ Detenzione prolungata.
⚠️ Per mesi una situazione giudiziaria rimasta senza soluzione.
⚠️ Circa 100 giorni trascorsi in isolamento.
⚠️ Pesanti conseguenze psicologiche e fisiche riferite da fonti vicine alla famiglia.
Eppure di Shakila Ghasemi si parla pochissimo.
Se il suo volto appartenesse a una delle tragedie che dominano quotidianamente televisioni e social, probabilmente sarebbe già diventato un simbolo internazionale.
Ma Shakila è iraniana e bahá’í, una minoranza che da decenni denuncia persecuzioni e discriminazioni nella Repubblica Islamica.
E allora la domanda è inevitabile:
DOVE SONO QUELLI CHE DICONO DI DIFENDERE SEMPRE I DIRITTI DELLE DONNE?
Dove sono le grandi campagne?
Dove sono le manifestazioni?
Dove sono gli influencer?
Dove sono quelli che gridano contro ogni ingiustizia?
I diritti umani non possono cambiare a seconda della bandiera della vittima o della convenienza politica.
Il suo nome è SHAKILA GHASEMI.
Ditelo.
Condividetelo.
Fate conoscere il suo volto.
Perché il silenzio è esattamente ciò di cui ogni regime repressivo ha bisogno.
#ShakilaGhasemi #Iran #FreeIran #HumanRights #Bahai #IranianWomen #WomenLifeFreedom #DirittiUmani #IRGC #Kerman
HRANA – arresto di Shakila Ghasemi, 2 febbraio 2026:
https://www.en-hrana.org/shakila-ghasemi-a-bahai-citizen-arrested-in-kerman/
IranWire – 70 giorni di detenzione senza accuse formalizzate né accesso a un avvocato:
https://iranwire.com/en/features/151225-26-year-old-held-70-days-without-charges-or-lawyer-access/
IranWire – arresti e detenzioni prolungate delle minoranze religiose:
https://iranwire.com/en/religious-minorities/151338-arrests-and-prolonged-incommunicado-detentions/
ONU / OHCHR – comunicazione ufficiale che cita Shakila Ghasemi:
Documento ufficiale OHCHR – Shakila Ghasemi
Center for Human Rights in Iran – repressione della comunità Bahá’í e caso Ghasemi:
https://iranhumanrights.org/2026/05/irans-bahai-community-under-intensified-state-attack-amid-escalating-domestic-repression/
Bahá’í International Community – dichiarazione al Consiglio ONU per i diritti umani che cita Shakila:
https://www.bic.org/statements/bic-statement-62nd-session-un-human-rights-council-session-interactive-dialogue-special-rapporteur-right-education
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#ChildResQue 🌍🇮🇷
🕯⚠️LA “GIUSTIZIA” BARBARICA DELLA SHARIA IN IRAN
A 17 anni era stata costretta a un matrimonio forzato.
Il marito permetteva molestie e violenze sessuali in casa.
Nel 2021 un socio del marito tentò di aggredirla sessualmente in sua presenza.
Lei si difese con un coltello, ferì l’uomo e uccise il marito.
Il fratello la consegnò alla polizia.
Il tribunale ha respinto la legittima difesa.
Nayyeri è stata condannata a morte secondo il qisas (Sharia), è stata impiccata l’8 agosto a Qazvin. Aveva 24 anni.
Una vittima di matrimonio infantile, di abusi e di un sistema dove la donna È trattata come merce, nei migliori dei casi
Dove sono i cosiddetti liberali, "difensori dei diritti umani" che scendono in piazza per altri regimi, ma restano in silenzio di fronte a queste esecuzioni?
#News_Iran #Executed #Child_Marriage #ForcedMarriage #WomenRights #HumanRights #StopExecutions
Se non combatti la #pedofilia, sei parte del problema.
Unisciti a ChildResQue Italia🇮🇹
🕯⚠️LA “GIUSTIZIA” BARBARICA DELLA SHARIA IN IRAN
A 17 anni era stata costretta a un matrimonio forzato.
Il marito permetteva molestie e violenze sessuali in casa.
Nel 2021 un socio del marito tentò di aggredirla sessualmente in sua presenza.
Lei si difese con un coltello, ferì l’uomo e uccise il marito.
Il fratello la consegnò alla polizia.
Il tribunale ha respinto la legittima difesa.
Nayyeri è stata condannata a morte secondo il qisas (Sharia), è stata impiccata l’8 agosto a Qazvin. Aveva 24 anni.
Una vittima di matrimonio infantile, di abusi e di un sistema dove la donna È trattata come merce, nei migliori dei casi
Dove sono i cosiddetti liberali, "difensori dei diritti umani" che scendono in piazza per altri regimi, ma restano in silenzio di fronte a queste esecuzioni?
#News_Iran #Executed #Child_Marriage #ForcedMarriage #WomenRights #HumanRights #StopExecutions
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🚨 IRAN, LA REPUBBLICA DELLA FORCA
Mentre il regime di Teheran continua a presentarsi come il campione della “resistenza”, c’è una realtà molto più difficile da nascondere: le esecuzioni, la repressione e i manifestanti che rischiano la pena capitale.
⚫️ 1.639 esecuzioni documentate nel 2025.
🔴 Centinaia di nuove esecuzioni nel 2026.
⚫️ Oltre 2.500 dall’inizio del 2025, incrociando i dati delle organizzazioni citate nell’articolo.
E dietro i numeri ci sono uomini e donne.
Dissidenti. Manifestanti. Oppositori. Persone processate anche per accuse legate alla sicurezza nazionale mentre organizzazioni per i diritti umani denunciano processi iniqui, procedimenti accelerati e confessioni ottenute sotto coercizione.
La domanda è semplice:
👉 quanto sangue deve ancora scorrere prima che chi celebra la “resistenza iraniana” inizi a parlare anche degli iraniani perseguitati dal regime?
La forca non è resistenza.
La repressione non è libertà.
Il terrore contro il dissenso non diventa giustizia soltanto perché viene esercitato in nome della rivoluzione.
🔥 Il dossier completo, con numeri e fonti:
IRAN, LA REPUBBLICA DELLA FORCA — LEGGI L’ARTICOLO
Condividete. Perché delle vittime iraniane qualcuno deve pur parlare.
#Iran #FreeIran #IranRevolution #DirittiUmani #PenaDiMorte #Teheran #RepubblicaIslamica #IranProtests #HumanRights #JavidShah
Mentre il regime di Teheran continua a presentarsi come il campione della “resistenza”, c’è una realtà molto più difficile da nascondere: le esecuzioni, la repressione e i manifestanti che rischiano la pena capitale.
⚫️ 1.639 esecuzioni documentate nel 2025.
🔴 Centinaia di nuove esecuzioni nel 2026.
⚫️ Oltre 2.500 dall’inizio del 2025, incrociando i dati delle organizzazioni citate nell’articolo.
E dietro i numeri ci sono uomini e donne.
Dissidenti. Manifestanti. Oppositori. Persone processate anche per accuse legate alla sicurezza nazionale mentre organizzazioni per i diritti umani denunciano processi iniqui, procedimenti accelerati e confessioni ottenute sotto coercizione.
La domanda è semplice:
👉 quanto sangue deve ancora scorrere prima che chi celebra la “resistenza iraniana” inizi a parlare anche degli iraniani perseguitati dal regime?
La forca non è resistenza.
La repressione non è libertà.
Il terrore contro il dissenso non diventa giustizia soltanto perché viene esercitato in nome della rivoluzione.
🔥 Il dossier completo, con numeri e fonti:
IRAN, LA REPUBBLICA DELLA FORCA — LEGGI L’ARTICOLO
Condividete. Perché delle vittime iraniane qualcuno deve pur parlare.
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#ChildResQue 🌍
‼️QUESTO È ISLAM
«Il Profeta la sposò quando aveva sei anni e consumò il matrimonio con lei quando aveva nove anni.»
Queste parole si trovano nel Sahih al-Bukhari, una delle due raccolte di hadith(i detti, le azioni e gli atti di assenso del profeta Maometto) considerate più autentiche e autorevoli nell’Islam sunnita.
Quando una religione o una cultura conserva e trasmette come modello un matrimonio consumato con una bambina di nove anni, il problema non è l’“islamofobia”, bensì la normalizzazione della pedofilia.
Le minori non sono né spose né oggetti sessuali.
Tantomeno le bambine sono mature per il matrimonio.
La difesa dell’infanzia non può fermarsi davanti a nessun testo sacro.
#Expose #Child_Marriage #Child_Abuse #ForcedMarriage #GirlsRights #HumanRights #EndChildMarriage
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‼️QUESTO È ISLAM
«Il Profeta la sposò quando aveva sei anni e consumò il matrimonio con lei quando aveva nove anni.»
Queste parole si trovano nel Sahih al-Bukhari, una delle due raccolte di hadith(i detti, le azioni e gli atti di assenso del profeta Maometto) considerate più autentiche e autorevoli nell’Islam sunnita.
Quando una religione o una cultura conserva e trasmette come modello un matrimonio consumato con una bambina di nove anni, il problema non è l’“islamofobia”, bensì la normalizzazione della pedofilia.
Le minori non sono né spose né oggetti sessuali.
Tantomeno le bambine sono mature per il matrimonio.
La difesa dell’infanzia non può fermarsi davanti a nessun testo sacro.
#Expose #Child_Marriage #Child_Abuse #ForcedMarriage #GirlsRights #HumanRights #EndChildMarriage
Se non combatti la #pedofilia, sei parte del problema.
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🚨 IRAN: DIECI GIOVANI CONDANNATI A MORTE. E IN OCCIDENTE C’È ANCORA CHI DIFENDE TEHERAN.
Dieci giovani manifestanti di #Isfahan sarebbero stati condannati a morte in primo grado per la loro partecipazione alle proteste antigovernative di gennaio.
Le denunce che accompagnano il processo sono pesantissime: torture durante gli interrogatori, confessioni estorte e ostacoli all'assistenza degli avvocati. Ahmadreza Saeedi avrebbe denunciato le torture persino davanti ai giudici.
Eppure in Occidente c’è ancora chi racconta la Repubblica Islamica quasi esclusivamente attraverso la lente dello scontro con gli Stati Uniti.
Essere contro Washington non trasforma automaticamente Teheran in un regime da assolvere.
Mentre certi “anti-imperialisti” da salotto celebrano la cosiddetta “resistenza”, sono gli iraniani che contestano il potere a rischiare carcere, repressione e persino la forca.
Questa è la contraddizione che molti preferiscono non vedere:
👉 gridano “libertà” in Occidente;
👉 denunciano ogni abuso americano;
👉 ma quando la repressione arriva da un regime nemico degli USA, improvvisamente partono distinguo, silenzi e giustificazioni.
Il popolo iraniano non è il regime iraniano.
E chi difende qualsiasi repressione soltanto perché il regime che la esercita è antiamericano non sta difendendo i popoli.
Sta difendendo il potere.
#Iran #Isfahan #IranProtests #DirittiUmani #HumanRights
Dieci giovani manifestanti di #Isfahan sarebbero stati condannati a morte in primo grado per la loro partecipazione alle proteste antigovernative di gennaio.
Le denunce che accompagnano il processo sono pesantissime: torture durante gli interrogatori, confessioni estorte e ostacoli all'assistenza degli avvocati. Ahmadreza Saeedi avrebbe denunciato le torture persino davanti ai giudici.
Eppure in Occidente c’è ancora chi racconta la Repubblica Islamica quasi esclusivamente attraverso la lente dello scontro con gli Stati Uniti.
Essere contro Washington non trasforma automaticamente Teheran in un regime da assolvere.
Mentre certi “anti-imperialisti” da salotto celebrano la cosiddetta “resistenza”, sono gli iraniani che contestano il potere a rischiare carcere, repressione e persino la forca.
Questa è la contraddizione che molti preferiscono non vedere:
👉 gridano “libertà” in Occidente;
👉 denunciano ogni abuso americano;
👉 ma quando la repressione arriva da un regime nemico degli USA, improvvisamente partono distinguo, silenzi e giustificazioni.
Il popolo iraniano non è il regime iraniano.
E chi difende qualsiasi repressione soltanto perché il regime che la esercita è antiamericano non sta difendendo i popoli.
Sta difendendo il potere.
#Iran #Isfahan #IranProtests #DirittiUmani #HumanRights
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🚨 IRAN, IL REGIME DEL CAPPIO: ERFAN AVEVA SOLO 21 ANNI
Si chiamava Erfan Mirzaei. Aveva 21 anni. Era un rapper. Cantava libertà e speranza.
Per la Repubblica Islamica questo è bastato a trasformarlo in un nemico.
Era stato arrestato dopo le proteste. Sul suo telefono sarebbero stati trovati video legati alle manifestazioni. Poi l'accusa di moharebeh, “guerra contro Dio”, che può portare alla pena capitale.
Oggi Erfan è morto.
Alcune fonti parlano di esecuzione, altre sostengono che sia morto dopo le terribili torture subite in carcere. Sul suo corpo, secondo testimonianze raccolte dalla stampa iraniana in esilio, sarebbero stati riscontrati lividi, gonfiori e gravissime lesioni.
E persino da morto avrebbe fatto paura al regime: sepoltura lontano da Isfahan e sotto il controllo delle autorità, secondo le ricostruzioni disponibili.
Questo è il volto della dittatura degli ayatollah: carcere, repressione e patibolo contro chi osa ribellarsi.
Potete spezzare un corpo.
Potete mettere a tacere un cantante.
Potete proibire persino alla sua famiglia di trasformare un funerale in una protesta.
Ma non potrete impiccare la libertà di un intero popolo.
Erfan aveva 21 anni. Ricordate il suo nome.
🎥 GUARDA E CONDIVIDI:
https://youtube.com/shorts/QsET6mmF-VI
#ErfanMirzaei #Iran #IranProtests #FreeIran #IRGC #Pasdaran #HumanRights
Si chiamava Erfan Mirzaei. Aveva 21 anni. Era un rapper. Cantava libertà e speranza.
Per la Repubblica Islamica questo è bastato a trasformarlo in un nemico.
Era stato arrestato dopo le proteste. Sul suo telefono sarebbero stati trovati video legati alle manifestazioni. Poi l'accusa di moharebeh, “guerra contro Dio”, che può portare alla pena capitale.
Oggi Erfan è morto.
Alcune fonti parlano di esecuzione, altre sostengono che sia morto dopo le terribili torture subite in carcere. Sul suo corpo, secondo testimonianze raccolte dalla stampa iraniana in esilio, sarebbero stati riscontrati lividi, gonfiori e gravissime lesioni.
E persino da morto avrebbe fatto paura al regime: sepoltura lontano da Isfahan e sotto il controllo delle autorità, secondo le ricostruzioni disponibili.
Questo è il volto della dittatura degli ayatollah: carcere, repressione e patibolo contro chi osa ribellarsi.
Potete spezzare un corpo.
Potete mettere a tacere un cantante.
Potete proibire persino alla sua famiglia di trasformare un funerale in una protesta.
Ma non potrete impiccare la libertà di un intero popolo.
Erfan aveva 21 anni. Ricordate il suo nome.
🎥 GUARDA E CONDIVIDI:
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#ErfanMirzaei #Iran #IranProtests #FreeIran #IRGC #Pasdaran #HumanRights
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La verità che il regime non vuole far sapere su Erfan Mirzaei #Iran #HumanRights #Verità
Aveva 21 anni. Si chiamava Erfan Mirzaei. Era un rapper e cantava l...
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#ChildResQue 🌍🇩🇪
GERMANIA: 358 MATRIMONI CON MINORI, SOLO 8 ANNULLATI
(La Verità)
Un'interrogazione dell'AfD rivela che dal 2012 nel Baden-Württemberg sono stati registrati 358 matrimoni con minorenni. Solo 8 sono stati annullati definitivamente; per gli altri 350 non risulta un annullamento
Tra i casi: una bambina afghana di 14 anni sposata a un trentenne e una irachena di 11 anni.
Il matrimonio infantile trova precedenti anche nella tradizione islamica. Nel Sahih al-Bukhari (5133), Aisha racconta che Maometto la sposò a 6 anni e consumò il matrimonio quando ne aveva 9.
(Leggi qui)
Usare questo riferimento "religioso" per giustificare rapporti sessuali con bambine significa legittimazare la pedofilia.
I diritti e l'innocenza di una bimba devono prevalere su qualsiasi perversione, tradizione o religione che sia
#News_EU_Germany #Expose #Child_Marriage #Child_Abuse #ForcedMarriage #GirlsRights #HumanRights #EndChildMarriage
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GERMANIA: 358 MATRIMONI CON MINORI, SOLO 8 ANNULLATI
(La Verità)
Un'interrogazione dell'AfD rivela che dal 2012 nel Baden-Württemberg sono stati registrati 358 matrimoni con minorenni. Solo 8 sono stati annullati definitivamente; per gli altri 350 non risulta un annullamento
Tra i casi: una bambina afghana di 14 anni sposata a un trentenne e una irachena di 11 anni.
Il matrimonio infantile trova precedenti anche nella tradizione islamica. Nel Sahih al-Bukhari (5133), Aisha racconta che Maometto la sposò a 6 anni e consumò il matrimonio quando ne aveva 9.
(Leggi qui)
Usare questo riferimento "religioso" per giustificare rapporti sessuali con bambine significa legittimazare la pedofilia.
I diritti e l'innocenza di una bimba devono prevalere su qualsiasi perversione, tradizione o religione che sia
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GERMANIA: 358 MATRIMONI CON MINORI, SOLO 8 ANNULLATI
(La Verità)
Un'interrogazione dell'AfD rivela che dal 2012 nel Baden-Württemberg sono stati registrati 358 matrimoni con minorenni. Solo 8 sono stati annullati definitivamente; per gli altri 350 non risulta un annullamento
Tra i casi: una bambina afghana di 14 anni sposata a un trentenne e una irachena di 11 anni.
Il matrimonio infantile trova precedenti anche nella tradizione islamica. Nel Sahih al-Bukhari (5133), Aisha racconta che Maometto la sposò a 6 anni e consumò il matrimonio quando ne aveva 9.
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Usare questo riferimento "religioso" per giustificare rapporti sessuali con bambine significa legittimazare la pedofilia.
I diritti e l'innocenza di una bimba devono prevalere su qualsiasi perversione, tradizione o religione che sia
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Un'interrogazione dell'AfD rivela che dal 2012 nel Baden-Württemberg sono stati registrati 358 matrimoni con minorenni. Solo 8 sono stati annullati definitivamente; per gli altri 350 non risulta un annullamento
Tra i casi: una bambina afghana di 14 anni sposata a un trentenne e una irachena di 11 anni.
Il matrimonio infantile trova precedenti anche nella tradizione islamica. Nel Sahih al-Bukhari (5133), Aisha racconta che Maometto la sposò a 6 anni e consumò il matrimonio quando ne aveva 9.
(Leggi qui)
Usare questo riferimento "religioso" per giustificare rapporti sessuali con bambine significa legittimazare la pedofilia.
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⚠️AFGHANISTAN: ANCHE I BAMBINI VITTIME DELLA POLIZIA MORALE
Tagli di capelli “occidentali”, barbe troppo corte, donne con il volto scoperto: sotto il regime talebano anche l'aspetto personale può diventare motivo di arresto.
Secondo l'ONU, tra luglio e settembre 2026 sono stati documentati 443 arresti e detenzioni arbitrarie e 97 casi di maltrattamento.
Tra le persone fermate figurano anche donne e minorenni, accusate di violare le regole sull'abbigliamento.
Quando un regime impone come vestirsi, pettinarsi o vivere, non protegge la morale: sopprime la libertà a partire dall’infanzia.
Una religione che viene imposta con la paura, la violenza o la prigione non è sinonimo di libertà: è oppressione.
Se non interveniamo ora in Europa, questo è lo scenario che ci aspetta.
#News_Afghanistan #Chil_Abuse #Taliban #HumanRights #ProtectChildren #WomensRights
Se non combatti la #pedofilia, sei parte del problema.
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⚠️AFGHANISTAN: ANCHE I BAMBINI VITTIME DELLA POLIZIA MORALE
Tagli di capelli “occidentali”, barbe troppo corte, donne con il volto scoperto: sotto il regime talebano anche l'aspetto personale può diventare motivo di arresto.
Secondo l'ONU, tra luglio e settembre 2026 sono stati documentati 443 arresti e detenzioni arbitrarie e 97 casi di maltrattamento.
Tra le persone fermate figurano anche donne e minorenni, accusate di violare le regole sull'abbigliamento.
Quando un regime impone come vestirsi, pettinarsi o vivere, non protegge la morale: sopprime la libertà a partire dall’infanzia.
Una religione che viene imposta con la paura, la violenza o la prigione non è sinonimo di libertà: è oppressione.
Se non interveniamo ora in Europa, questo è lo scenario che ci aspetta.
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