🚨 IRAN, IL REGIME E LA PROPAGANDA DEGLI “IDIOTI UTILI” 🚨
Ogni volta che il popolo iraniano scende in piazza contro repressione, torture, censura ed esecuzioni, ricompare sempre la stessa propaganda:
❌ “È la CIA”
❌ “È il Mossad”
❌ “Sono proteste orchestrate dall’Occidente”
Davvero?
Quindi sarebbero la CIA e il Mossad a guidare i blindati antisommossa del regime?
Sarebbero agenti occidentali a ordinare arresti di massa, blackout di Internet, torture e impiccagioni pubbliche?
La verità è molto più semplice:
gli “idioti utili” continuano a fare da megafono alla propaganda di un sistema repressivo che da anni schiaccia il proprio popolo.
Mentre donne, studenti e dissidenti rischiano la vita nelle strade di Teheran gridando “Donna, Vita, Libertà”, c’è ancora chi in Occidente trasforma ogni protesta in una fantasia geopolitica.
⚠️ Criticare il regime iraniano NON significa sostenere guerre occidentali.
Significa riconoscere una realtà documentata da:
Amnesty International
Human Rights Watch
Nazioni Unite
giornalisti indipendenti
testimonianze dirette dei manifestanti
La propaganda più pericolosa non è quella prodotta dal regime.
È quella ripetuta da chi crede di essere “anti-sistema” mentre difende indirettamente un apparato teocratico e repressivo.
📌 LEGGI L’ARTICOLO COMPLETO:
https://truereport.net/iran-il-regime-e-la-propaganda-degli-idioti-utili/
#Iran #MahsaAmini #WomanLifeFreedom #IranProtests #DirittiUmani #Propaganda #Censura #Pasdaran #Teheran #DonnaVitaLibertà #Geopolitica #TrueReport
Ogni volta che il popolo iraniano scende in piazza contro repressione, torture, censura ed esecuzioni, ricompare sempre la stessa propaganda:
❌ “È la CIA”
❌ “È il Mossad”
❌ “Sono proteste orchestrate dall’Occidente”
Davvero?
Quindi sarebbero la CIA e il Mossad a guidare i blindati antisommossa del regime?
Sarebbero agenti occidentali a ordinare arresti di massa, blackout di Internet, torture e impiccagioni pubbliche?
La verità è molto più semplice:
gli “idioti utili” continuano a fare da megafono alla propaganda di un sistema repressivo che da anni schiaccia il proprio popolo.
Mentre donne, studenti e dissidenti rischiano la vita nelle strade di Teheran gridando “Donna, Vita, Libertà”, c’è ancora chi in Occidente trasforma ogni protesta in una fantasia geopolitica.
⚠️ Criticare il regime iraniano NON significa sostenere guerre occidentali.
Significa riconoscere una realtà documentata da:
Amnesty International
Human Rights Watch
Nazioni Unite
giornalisti indipendenti
testimonianze dirette dei manifestanti
La propaganda più pericolosa non è quella prodotta dal regime.
È quella ripetuta da chi crede di essere “anti-sistema” mentre difende indirettamente un apparato teocratico e repressivo.
📌 LEGGI L’ARTICOLO COMPLETO:
https://truereport.net/iran-il-regime-e-la-propaganda-degli-idioti-utili/
#Iran #MahsaAmini #WomanLifeFreedom #IranProtests #DirittiUmani #Propaganda #Censura #Pasdaran #Teheran #DonnaVitaLibertà #Geopolitica #TrueReport
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🚨 Mentre molti continuano a parlare dell’IRGC come di un fantomatico “asse della resistenza”, milioni di persone in Medio Oriente subiscono le conseguenze di un progetto teocratico, settario ed espansionista.
❌ Repressione interna in Iran
❌ Milizie armate in Libano, Siria, Iraq e Yemen
❌ Esportazione della rivoluzione islamica
❌ Controllo religioso e autoritarismo
❌ Propaganda anti-occidentale usata come scudo ideologico
Criticare l’imperialismo americano NON significa dover glorificare l’imperialismo religioso iraniano.
L’IRGC non rappresenta la libertà dei popoli.
Rappresenta il braccio armato di una teocrazia che usa guerra, milizie e radicalizzazione per espandere la propria influenza nel Medio Oriente.
🔥 Nel nuovo articolo analizziamo:
il mito dell’“asse della resistenza”
il doppio standard della controinformazione
il ruolo destabilizzante dell’IRGC nella regione
la repressione contro il popolo iraniano
le sanzioni internazionali e le accuse di terrorismo
📖 Leggi qui l’articolo completo:
https://truereport.net/lequivoco-dellasse-della-resistenza-lirgc-tra-antiamericanismo-e-imperialismo-teocratico/
#Iran #IRGC #MedioOriente #Geopolitica #IranProtests #MahsaAmini #Hezbollah #Terrorismo #Libertà #DirittiUmani #Controinformazione #Imperialismo #Teocrazia #Siria #Libano #Yemen #Iraq #Israele #USA #PoliticaInternazionale
❌ Repressione interna in Iran
❌ Milizie armate in Libano, Siria, Iraq e Yemen
❌ Esportazione della rivoluzione islamica
❌ Controllo religioso e autoritarismo
❌ Propaganda anti-occidentale usata come scudo ideologico
Criticare l’imperialismo americano NON significa dover glorificare l’imperialismo religioso iraniano.
L’IRGC non rappresenta la libertà dei popoli.
Rappresenta il braccio armato di una teocrazia che usa guerra, milizie e radicalizzazione per espandere la propria influenza nel Medio Oriente.
🔥 Nel nuovo articolo analizziamo:
il mito dell’“asse della resistenza”
il doppio standard della controinformazione
il ruolo destabilizzante dell’IRGC nella regione
la repressione contro il popolo iraniano
le sanzioni internazionali e le accuse di terrorismo
📖 Leggi qui l’articolo completo:
https://truereport.net/lequivoco-dellasse-della-resistenza-lirgc-tra-antiamericanismo-e-imperialismo-teocratico/
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🚨 IRAN: QUANTO È GRANDE LA STRAGE CHE NON RIUSCIAMO A VEDERE?
Migliaia di morti, repressione, arresti, blackout di Internet ed esecuzioni: mentre le cifre sulle vittime continuano a divergere, una cosa è documentata anche dalle organizzazioni internazionali: la repressione del dissenso in Iran è stata brutale.
⚠️ E mentre il mondo discute di geopolitica, dietro ogni numero ci sono persone, famiglie e oppositori che rischiano la vita.
🎙 Costanza Cavalli affronta una delle domande più scomode:
quanti sono davvero i morti della repressione iraniana?
👇 GUARDA E CONDIVIDI IL VIDEO
https://youtu.be/o5kYAC_dDGw
🔥 Non lasciamo che censura e propaganda cancellino le vittime.
#Iran #DirittiUmani #Repressione #IranProtests #Teheran #PenaDiMorte #Esecuzioni #Censura #MedioOriente
Migliaia di morti, repressione, arresti, blackout di Internet ed esecuzioni: mentre le cifre sulle vittime continuano a divergere, una cosa è documentata anche dalle organizzazioni internazionali: la repressione del dissenso in Iran è stata brutale.
⚠️ E mentre il mondo discute di geopolitica, dietro ogni numero ci sono persone, famiglie e oppositori che rischiano la vita.
🎙 Costanza Cavalli affronta una delle domande più scomode:
quanti sono davvero i morti della repressione iraniana?
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https://youtu.be/o5kYAC_dDGw
🔥 Non lasciamo che censura e propaganda cancellino le vittime.
#Iran #DirittiUmani #Repressione #IranProtests #Teheran #PenaDiMorte #Esecuzioni #Censura #MedioOriente
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Repressione in Iran: Quante sono davvero le vittime dimenticate?
Migliaia di vittime accertate, mentre le stime più drammatiche arrivano a decine di migliaia: qual è il vero prezzo pagato dal popolo iraniano?
Le cifre sulla repressione in Iran descrivono uno scenario terrificante, ma il numero reale delle vittime rimane…
Le cifre sulla repressione in Iran descrivono uno scenario terrificante, ma il numero reale delle vittime rimane…
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🚨 LEI È NAJMEH AMINI. HA SOLO 23 ANNI.
Guardate il suo volto. Ricordate il suo nome.
🇮🇷 Najmeh Amini è una studentessa iraniana di 23 anni detenuta nella prigione di Vakilabad, a Mashhad.
Secondo organizzazioni per i diritti umani, deve affrontare accuse pesantissime, tra cui “moharebeh” — guerra contro Dio — un'accusa che in Iran può portare alla PENA DI MORTE.
Non stiamo parlando di una criminale comune.
Stiamo parlando di una giovane donna finita nelle mani di un sistema repressivo per la sua attività di protesta e accusata anche di “insulto alla Guida Suprema”.
⚠️ Secondo Hengaw, durante la detenzione le sarebbe stato inoltre negato l'accesso a un avvocato di sua scelta, mentre esistono timori riguardo a possibili confessioni ottenute sotto coercizione.
Najmeh è ancora viva.
Ed è proprio per questo che bisogna parlarne ADESSO.
Il silenzio internazionale non deve diventare una condanna.
Condividete il suo volto.
Condividete il suo nome.
Chiedete che vengano rispettati i suoi diritti e che non venga emessa una condanna a morte.
NAJMEH AMINI, 23 ANNI. NON LASCIAMOLA SOLA.
Fonti e approfondimenti:
🔗 Hengaw – Najmeh Amini faces “moharebeh” and Israel-related charges in Mashhad
https://hengaw.net/en/news/2026/05/article-53
🔗 Witness Report – Scheda di Najmeh Amini
https://witness.report/people/857ba141-0e30-11f1-9fbd-560003f1f421/najmeh-amini
🔗 Campaign to Free Political Prisoners in Iran – elenco dei detenuti a rischio di pena capitale
https://cfppi.org/wp-content/uploads/2023/02/List-12-04-2026.pdf
📢 Commentate con: #SaveNajmehAmini
Più persone conoscono il suo nome, più difficile sarà farla sparire nel silenzio.
#NajmehAmini #SaveNajmehAmini #Iran #IranProtests #HumanRights #WomenLifeFreedom #DonnaVitaLibertà #DirittiUmani #StopExecutionsInIran
Guardate il suo volto. Ricordate il suo nome.
🇮🇷 Najmeh Amini è una studentessa iraniana di 23 anni detenuta nella prigione di Vakilabad, a Mashhad.
Secondo organizzazioni per i diritti umani, deve affrontare accuse pesantissime, tra cui “moharebeh” — guerra contro Dio — un'accusa che in Iran può portare alla PENA DI MORTE.
Non stiamo parlando di una criminale comune.
Stiamo parlando di una giovane donna finita nelle mani di un sistema repressivo per la sua attività di protesta e accusata anche di “insulto alla Guida Suprema”.
⚠️ Secondo Hengaw, durante la detenzione le sarebbe stato inoltre negato l'accesso a un avvocato di sua scelta, mentre esistono timori riguardo a possibili confessioni ottenute sotto coercizione.
Najmeh è ancora viva.
Ed è proprio per questo che bisogna parlarne ADESSO.
Il silenzio internazionale non deve diventare una condanna.
Condividete il suo volto.
Condividete il suo nome.
Chiedete che vengano rispettati i suoi diritti e che non venga emessa una condanna a morte.
NAJMEH AMINI, 23 ANNI. NON LASCIAMOLA SOLA.
Fonti e approfondimenti:
🔗 Hengaw – Najmeh Amini faces “moharebeh” and Israel-related charges in Mashhad
https://hengaw.net/en/news/2026/05/article-53
🔗 Witness Report – Scheda di Najmeh Amini
https://witness.report/people/857ba141-0e30-11f1-9fbd-560003f1f421/najmeh-amini
🔗 Campaign to Free Political Prisoners in Iran – elenco dei detenuti a rischio di pena capitale
https://cfppi.org/wp-content/uploads/2023/02/List-12-04-2026.pdf
📢 Commentate con: #SaveNajmehAmini
Più persone conoscono il suo nome, più difficile sarà farla sparire nel silenzio.
#NajmehAmini #SaveNajmehAmini #Iran #IranProtests #HumanRights #WomenLifeFreedom #DonnaVitaLibertà #DirittiUmani #StopExecutionsInIran
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🚨 IRAN, LA REPUBBLICA DELLA FORCA
Mentre il regime di Teheran continua a presentarsi come il campione della “resistenza”, c’è una realtà molto più difficile da nascondere: le esecuzioni, la repressione e i manifestanti che rischiano la pena capitale.
⚫️ 1.639 esecuzioni documentate nel 2025.
🔴 Centinaia di nuove esecuzioni nel 2026.
⚫️ Oltre 2.500 dall’inizio del 2025, incrociando i dati delle organizzazioni citate nell’articolo.
E dietro i numeri ci sono uomini e donne.
Dissidenti. Manifestanti. Oppositori. Persone processate anche per accuse legate alla sicurezza nazionale mentre organizzazioni per i diritti umani denunciano processi iniqui, procedimenti accelerati e confessioni ottenute sotto coercizione.
La domanda è semplice:
👉 quanto sangue deve ancora scorrere prima che chi celebra la “resistenza iraniana” inizi a parlare anche degli iraniani perseguitati dal regime?
La forca non è resistenza.
La repressione non è libertà.
Il terrore contro il dissenso non diventa giustizia soltanto perché viene esercitato in nome della rivoluzione.
🔥 Il dossier completo, con numeri e fonti:
IRAN, LA REPUBBLICA DELLA FORCA — LEGGI L’ARTICOLO
Condividete. Perché delle vittime iraniane qualcuno deve pur parlare.
#Iran #FreeIran #IranRevolution #DirittiUmani #PenaDiMorte #Teheran #RepubblicaIslamica #IranProtests #HumanRights #JavidShah
Mentre il regime di Teheran continua a presentarsi come il campione della “resistenza”, c’è una realtà molto più difficile da nascondere: le esecuzioni, la repressione e i manifestanti che rischiano la pena capitale.
⚫️ 1.639 esecuzioni documentate nel 2025.
🔴 Centinaia di nuove esecuzioni nel 2026.
⚫️ Oltre 2.500 dall’inizio del 2025, incrociando i dati delle organizzazioni citate nell’articolo.
E dietro i numeri ci sono uomini e donne.
Dissidenti. Manifestanti. Oppositori. Persone processate anche per accuse legate alla sicurezza nazionale mentre organizzazioni per i diritti umani denunciano processi iniqui, procedimenti accelerati e confessioni ottenute sotto coercizione.
La domanda è semplice:
👉 quanto sangue deve ancora scorrere prima che chi celebra la “resistenza iraniana” inizi a parlare anche degli iraniani perseguitati dal regime?
La forca non è resistenza.
La repressione non è libertà.
Il terrore contro il dissenso non diventa giustizia soltanto perché viene esercitato in nome della rivoluzione.
🔥 Il dossier completo, con numeri e fonti:
IRAN, LA REPUBBLICA DELLA FORCA — LEGGI L’ARTICOLO
Condividete. Perché delle vittime iraniane qualcuno deve pur parlare.
#Iran #FreeIran #IranRevolution #DirittiUmani #PenaDiMorte #Teheran #RepubblicaIslamica #IranProtests #HumanRights #JavidShah
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🚨 IRAN: DIECI GIOVANI CONDANNATI A MORTE. E IN OCCIDENTE C’È ANCORA CHI DIFENDE TEHERAN.
Dieci giovani manifestanti di #Isfahan sarebbero stati condannati a morte in primo grado per la loro partecipazione alle proteste antigovernative di gennaio.
Le denunce che accompagnano il processo sono pesantissime: torture durante gli interrogatori, confessioni estorte e ostacoli all'assistenza degli avvocati. Ahmadreza Saeedi avrebbe denunciato le torture persino davanti ai giudici.
Eppure in Occidente c’è ancora chi racconta la Repubblica Islamica quasi esclusivamente attraverso la lente dello scontro con gli Stati Uniti.
Essere contro Washington non trasforma automaticamente Teheran in un regime da assolvere.
Mentre certi “anti-imperialisti” da salotto celebrano la cosiddetta “resistenza”, sono gli iraniani che contestano il potere a rischiare carcere, repressione e persino la forca.
Questa è la contraddizione che molti preferiscono non vedere:
👉 gridano “libertà” in Occidente;
👉 denunciano ogni abuso americano;
👉 ma quando la repressione arriva da un regime nemico degli USA, improvvisamente partono distinguo, silenzi e giustificazioni.
Il popolo iraniano non è il regime iraniano.
E chi difende qualsiasi repressione soltanto perché il regime che la esercita è antiamericano non sta difendendo i popoli.
Sta difendendo il potere.
#Iran #Isfahan #IranProtests #DirittiUmani #HumanRights
Dieci giovani manifestanti di #Isfahan sarebbero stati condannati a morte in primo grado per la loro partecipazione alle proteste antigovernative di gennaio.
Le denunce che accompagnano il processo sono pesantissime: torture durante gli interrogatori, confessioni estorte e ostacoli all'assistenza degli avvocati. Ahmadreza Saeedi avrebbe denunciato le torture persino davanti ai giudici.
Eppure in Occidente c’è ancora chi racconta la Repubblica Islamica quasi esclusivamente attraverso la lente dello scontro con gli Stati Uniti.
Essere contro Washington non trasforma automaticamente Teheran in un regime da assolvere.
Mentre certi “anti-imperialisti” da salotto celebrano la cosiddetta “resistenza”, sono gli iraniani che contestano il potere a rischiare carcere, repressione e persino la forca.
Questa è la contraddizione che molti preferiscono non vedere:
👉 gridano “libertà” in Occidente;
👉 denunciano ogni abuso americano;
👉 ma quando la repressione arriva da un regime nemico degli USA, improvvisamente partono distinguo, silenzi e giustificazioni.
Il popolo iraniano non è il regime iraniano.
E chi difende qualsiasi repressione soltanto perché il regime che la esercita è antiamericano non sta difendendo i popoli.
Sta difendendo il potere.
#Iran #Isfahan #IranProtests #DirittiUmani #HumanRights
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🚨 IRAN, IL REGIME DEL CAPPIO: ERFAN AVEVA SOLO 21 ANNI
Si chiamava Erfan Mirzaei. Aveva 21 anni. Era un rapper. Cantava libertà e speranza.
Per la Repubblica Islamica questo è bastato a trasformarlo in un nemico.
Era stato arrestato dopo le proteste. Sul suo telefono sarebbero stati trovati video legati alle manifestazioni. Poi l'accusa di moharebeh, “guerra contro Dio”, che può portare alla pena capitale.
Oggi Erfan è morto.
Alcune fonti parlano di esecuzione, altre sostengono che sia morto dopo le terribili torture subite in carcere. Sul suo corpo, secondo testimonianze raccolte dalla stampa iraniana in esilio, sarebbero stati riscontrati lividi, gonfiori e gravissime lesioni.
E persino da morto avrebbe fatto paura al regime: sepoltura lontano da Isfahan e sotto il controllo delle autorità, secondo le ricostruzioni disponibili.
Questo è il volto della dittatura degli ayatollah: carcere, repressione e patibolo contro chi osa ribellarsi.
Potete spezzare un corpo.
Potete mettere a tacere un cantante.
Potete proibire persino alla sua famiglia di trasformare un funerale in una protesta.
Ma non potrete impiccare la libertà di un intero popolo.
Erfan aveva 21 anni. Ricordate il suo nome.
🎥 GUARDA E CONDIVIDI:
https://youtube.com/shorts/QsET6mmF-VI
#ErfanMirzaei #Iran #IranProtests #FreeIran #IRGC #Pasdaran #HumanRights
Si chiamava Erfan Mirzaei. Aveva 21 anni. Era un rapper. Cantava libertà e speranza.
Per la Repubblica Islamica questo è bastato a trasformarlo in un nemico.
Era stato arrestato dopo le proteste. Sul suo telefono sarebbero stati trovati video legati alle manifestazioni. Poi l'accusa di moharebeh, “guerra contro Dio”, che può portare alla pena capitale.
Oggi Erfan è morto.
Alcune fonti parlano di esecuzione, altre sostengono che sia morto dopo le terribili torture subite in carcere. Sul suo corpo, secondo testimonianze raccolte dalla stampa iraniana in esilio, sarebbero stati riscontrati lividi, gonfiori e gravissime lesioni.
E persino da morto avrebbe fatto paura al regime: sepoltura lontano da Isfahan e sotto il controllo delle autorità, secondo le ricostruzioni disponibili.
Questo è il volto della dittatura degli ayatollah: carcere, repressione e patibolo contro chi osa ribellarsi.
Potete spezzare un corpo.
Potete mettere a tacere un cantante.
Potete proibire persino alla sua famiglia di trasformare un funerale in una protesta.
Ma non potrete impiccare la libertà di un intero popolo.
Erfan aveva 21 anni. Ricordate il suo nome.
🎥 GUARDA E CONDIVIDI:
https://youtube.com/shorts/QsET6mmF-VI
#ErfanMirzaei #Iran #IranProtests #FreeIran #IRGC #Pasdaran #HumanRights
YouTube
La verità che il regime non vuole far sapere su Erfan Mirzaei #Iran #HumanRights #Verità
Aveva 21 anni. Si chiamava Erfan Mirzaei. Era un rapper e cantava l...
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