Ali
Mamma, ho perso due aerei. Mentre il Biondo continua con le sue favole di vittoria, e se è costretto a ripeterle tre volte al giorno è ben consapevole che di favole si tratta, la situazione sul campo è leggermente diversa. Uno dei “successi” della US Navy…
Una gita a Pechino.
Wang Yi ad Abbas Araghchi: “ Siamo pronti a proseguire i nostri sforzi per ridurre le tensioni. L'instaurazione di un cessate il fuoco completo è essenziale e inevitabile. La guerra condotta dagli USA e da Israele (*) contro l'Iran è illegittima. La regione sta attraversando un punto di svolta decisivo ed è necessario un impegno diretto tra le parti.
Abbas Araghchi a Wang Yi: “ Pechino è un amico sincero e stretto di Teheran e, nelle circostanze attuali, la nostra cooperazione sarà più forte che mai. La guerra in corso (*) contro l'Iran è un palese atto di aggressione e una grave violazione del diritto internazionale. Teheran non risparmierà alcuno sforzo nei negoziati per salvaguardare i suoi legittimi diritti e interessi e non accetterà alcun accordo che non sia equo e completo.
Queste le posizioni ufficiali. Ovviamente c'è dell'altro, non si convoca con urgenza l'Ambasciatore di un Paese straniero per sciorinare questa sequela di banalità – e non stiamo parlando di marmaglia come il Tajano e la KajKaj, questo è l'Olimpo della Diplomazia mondiale, quel ristretto gruppo di professionisti di cui fa parte Lavrov, i Rappresentanti ufficiali delle vere Potenze mondiali, Stati sovrani governati da vere Classi politiche, non dai burattini nominati dall'élite globalista.
(*) è interessante notare come la Cina usi ancora la falsa dicotomia di facciata del mostro a due teste inventato dalla mafia ashkenazita e tratti il cosiddetto “israele” come un vero soggetto politico, non come un avamposto coloniale dell'occidente guerrafondaio e imperialista. Araghchi invece, che già da tempo ha abbandonato quella sovrastruttura, regge il gioco del Collega ed evita di nominare l'aggressore, parlando semplicemente di “guerra in corso” - ecco cosa vuol dire avere classe.
Wang Yi ad Abbas Araghchi: “ Siamo pronti a proseguire i nostri sforzi per ridurre le tensioni. L'instaurazione di un cessate il fuoco completo è essenziale e inevitabile. La guerra condotta dagli USA e da Israele (*) contro l'Iran è illegittima. La regione sta attraversando un punto di svolta decisivo ed è necessario un impegno diretto tra le parti.
Abbas Araghchi a Wang Yi: “ Pechino è un amico sincero e stretto di Teheran e, nelle circostanze attuali, la nostra cooperazione sarà più forte che mai. La guerra in corso (*) contro l'Iran è un palese atto di aggressione e una grave violazione del diritto internazionale. Teheran non risparmierà alcuno sforzo nei negoziati per salvaguardare i suoi legittimi diritti e interessi e non accetterà alcun accordo che non sia equo e completo.
Queste le posizioni ufficiali. Ovviamente c'è dell'altro, non si convoca con urgenza l'Ambasciatore di un Paese straniero per sciorinare questa sequela di banalità – e non stiamo parlando di marmaglia come il Tajano e la KajKaj, questo è l'Olimpo della Diplomazia mondiale, quel ristretto gruppo di professionisti di cui fa parte Lavrov, i Rappresentanti ufficiali delle vere Potenze mondiali, Stati sovrani governati da vere Classi politiche, non dai burattini nominati dall'élite globalista.
(*) è interessante notare come la Cina usi ancora la falsa dicotomia di facciata del mostro a due teste inventato dalla mafia ashkenazita e tratti il cosiddetto “israele” come un vero soggetto politico, non come un avamposto coloniale dell'occidente guerrafondaio e imperialista. Araghchi invece, che già da tempo ha abbandonato quella sovrastruttura, regge il gioco del Collega ed evita di nominare l'aggressore, parlando semplicemente di “guerra in corso” - ecco cosa vuol dire avere classe.
Just the basic facts.
Can you show me
where it hurts,
you doltish mob?
There is no pain,
you are dying out...
Roger Waters mi perdonerà, era fin troppo facile.
Con il massimo disprezzo per la vulgata e per il gregge, rincoglionito ed eterodiretto, che ancora ripete le filastrocche padronali senza capire che la carne da macello è lui.
(ricopio da FB, sta molto meglio qui: ancora mi chiedo come mai io continui a frequentare quel serraglio CIA con gli "algoritmi" che dirigono lo stupido branco...)
Can you show me
where it hurts,
you doltish mob?
There is no pain,
you are dying out...
Roger Waters mi perdonerà, era fin troppo facile.
Con il massimo disprezzo per la vulgata e per il gregge, rincoglionito ed eterodiretto, che ancora ripete le filastrocche padronali senza capire che la carne da macello è lui.
(ricopio da FB, sta molto meglio qui: ancora mi chiedo come mai io continui a frequentare quel serraglio CIA con gli "algoritmi" che dirigono lo stupido branco...)
Senza enunciare ancora la mia tesi, quella che ripeto almeno una volta al giorno (oggi non l'ho ancora fatto) ecco qual è l'unico, vero effetto dell'aggressione imperialista finale all'Asia occidentale.
La nostra disastrata colonia è nella sesta colonna: la previsione è un incremento di spesa di circa quattro volte, da meno di 500 euro all'anno a più di 2000.
Benvenuto nel mondo reale, gregge "libero e democratico".
La nostra disastrata colonia è nella sesta colonna: la previsione è un incremento di spesa di circa quattro volte, da meno di 500 euro all'anno a più di 2000.
Benvenuto nel mondo reale, gregge "libero e democratico".
Ali
Photo
Il dono della sintesi.
Per cercare di tenere in piedi la pantomima della guerra contro l'Iran e perseguire il proprio reale obiettivo, ipotesi sempre meno remota, ovvero un disastro cercato per tirare giù l'intero castello di carte economico non più sostenibile – Francia e Germania hanno già dichiarato di essere pronte al suicidio... pardon, ad inviare uomini e mezzi nel Golfo per “aiutare gli USA” (non ridete) - il Biondo mette in giro un'altra delle sue balle.
Sarebbe pronto un documento di una sola pagina (!) che siglerebbe un accordo con la Repubblica Islamica e metterebbe fine all'operazione “Epic Fail” - che nel frattempo ha pure cambiato nome, per sostenere l'altra pantomima, quella di guerra finita e, se dovessero riprendere i combattimenti, si tratterebbe di una guerra nuova, cioè altri 60 giorni di bombardamenti a tappeto senza senso e nuovo colpo allo stomaco dell'economia, certo non mondiale ma sicuramente occidentale.
Ma, dal Ministero degli Esteri Iraniano, il portavoce Esmaeil Baghaei chiarisce in un suo intervento sui canali social che soltanto di chiacchiere si tratta: un negoziato richiede un sincero tentativo di confronto, alimentato dalla buona fede, il che significa che non può contenere diktat, inganni, estorsioni e coercizioni.
Il dono della sintesi: in quattro righe, Baghaei ha descritto l'atteggiamento tipico della Serpe satanista muta-forma dalle molteplici lingue biforcute, come piace chiamarla a me, sia nei confronti dei sottoposti che di ogni altro impedimento sub-umano che si frapponesse fra sé ed il possesso d'ogni cosa.
Per cercare di tenere in piedi la pantomima della guerra contro l'Iran e perseguire il proprio reale obiettivo, ipotesi sempre meno remota, ovvero un disastro cercato per tirare giù l'intero castello di carte economico non più sostenibile – Francia e Germania hanno già dichiarato di essere pronte al suicidio... pardon, ad inviare uomini e mezzi nel Golfo per “aiutare gli USA” (non ridete) - il Biondo mette in giro un'altra delle sue balle.
Sarebbe pronto un documento di una sola pagina (!) che siglerebbe un accordo con la Repubblica Islamica e metterebbe fine all'operazione “Epic Fail” - che nel frattempo ha pure cambiato nome, per sostenere l'altra pantomima, quella di guerra finita e, se dovessero riprendere i combattimenti, si tratterebbe di una guerra nuova, cioè altri 60 giorni di bombardamenti a tappeto senza senso e nuovo colpo allo stomaco dell'economia, certo non mondiale ma sicuramente occidentale.
Ma, dal Ministero degli Esteri Iraniano, il portavoce Esmaeil Baghaei chiarisce in un suo intervento sui canali social che soltanto di chiacchiere si tratta: un negoziato richiede un sincero tentativo di confronto, alimentato dalla buona fede, il che significa che non può contenere diktat, inganni, estorsioni e coercizioni.
Il dono della sintesi: in quattro righe, Baghaei ha descritto l'atteggiamento tipico della Serpe satanista muta-forma dalle molteplici lingue biforcute, come piace chiamarla a me, sia nei confronti dei sottoposti che di ogni altro impedimento sub-umano che si frapponesse fra sé ed il possesso d'ogni cosa.
Dichiarazione dell'Ambasciata Russa in Germania in merito al divieto di esporre Bandiere Russe nel Giorno della Vittoria.
" Per ordine delle autorità berlinesi, l'8 e il 9 maggio 2026, sui memoriali militari sovietici di Treptower Park, Tiergarten e Pankow, viene nuovamente vietata l'esposizione delle bandiere della Russia e della Bielorussia, nonché dei simboli indissolubilmente legati alla celebrazione del Giorno della Vittoria nella Grande Guerra Patriottica, alla liberazione della Germania e dell'Europa dal nazismo. Tra questi: la bandiera rossa della Vittoria, la bandiera e lo stemma dell'URSS, il "nastro di San Giorgio", le uniformi militari storiche, i canti e le marce sovietiche degli anni di guerra.
" I divieti imposti da Berlino con il pretesto del conflitto in corso in Ucraina colpiscono per assurdità e cinismo. In realtà, mirano esclusivamente a limitare il diritto dei discendenti dei soldati sovietici liberatori, nonché dei cittadini e visitatori della capitale tedesca che non sono indifferenti, di celebrare degnamente l'ennesimo anniversario della sconfitta del nazismo e onorare la memoria dei caduti nella Grande Guerra Patriottica. L'unico legame tra il conflitto in Ucraina e gli eventi di quegli anni eroici è che, sia allora che oggi, il nostro paese combatte una lotta implacabile contro il nazismo e il neonazismo in tutte le loro mostruose manifestazioni, compresi i tentativi del regime di Kiev di vietare alle persone di parlare la propria lingua madre, cancellare la loro cultura, la loro storia e la loro fede. Consideriamo le restrizioni di Berlino come ingiustificate, discriminatorie e ostili. In esse vediamo un oltraggioso manifesto di mancanza di rispetto verso la memoria dei caduti.
" Nessuna limitazione potrà mai cancellare il fatto che il multinazionale popolo sovietico diede un contributo decisivo alla sconfitta della Germania hitleriana e dei suoi complici europei, pagando per la liberazione dalla "peste bruna" un prezzo altissimo: la vita di 27 milioni dei suoi figli e delle sue figlie, caduti sui campi di battaglia, torturati nei lager nazisti, morti a causa del lavoro forzato estenuante, dei bombardamenti, della fame e delle malattie, uccisi deliberatamente dalle repressioni nei territori occupati dell'URSS nell'ambito di una folle guerra di sterminio.
" In questi giorni solenni, tutti coloro che lo desiderano devono avere la possibilità di onorare liberamente la memoria e rendere omaggio ai caduti dell'Armata Rossa e alle vittime del nazismo, secondo le consolidate tradizioni di molti anni.
" Esigiamo fermamente che la parte tedesca revochi il divieto di esporre i simboli della Vittoria sul nazismo e ristabilisca la giustizia storica, riconoscendo ufficialmente come genocidio dei popoli dell'Unione Sovietica i crimini del Terzo Reich e dei suoi complici durante gli anni della Grande Guerra Patriottica del 1941-1945.
" Per ordine delle autorità berlinesi, l'8 e il 9 maggio 2026, sui memoriali militari sovietici di Treptower Park, Tiergarten e Pankow, viene nuovamente vietata l'esposizione delle bandiere della Russia e della Bielorussia, nonché dei simboli indissolubilmente legati alla celebrazione del Giorno della Vittoria nella Grande Guerra Patriottica, alla liberazione della Germania e dell'Europa dal nazismo. Tra questi: la bandiera rossa della Vittoria, la bandiera e lo stemma dell'URSS, il "nastro di San Giorgio", le uniformi militari storiche, i canti e le marce sovietiche degli anni di guerra.
" I divieti imposti da Berlino con il pretesto del conflitto in corso in Ucraina colpiscono per assurdità e cinismo. In realtà, mirano esclusivamente a limitare il diritto dei discendenti dei soldati sovietici liberatori, nonché dei cittadini e visitatori della capitale tedesca che non sono indifferenti, di celebrare degnamente l'ennesimo anniversario della sconfitta del nazismo e onorare la memoria dei caduti nella Grande Guerra Patriottica. L'unico legame tra il conflitto in Ucraina e gli eventi di quegli anni eroici è che, sia allora che oggi, il nostro paese combatte una lotta implacabile contro il nazismo e il neonazismo in tutte le loro mostruose manifestazioni, compresi i tentativi del regime di Kiev di vietare alle persone di parlare la propria lingua madre, cancellare la loro cultura, la loro storia e la loro fede. Consideriamo le restrizioni di Berlino come ingiustificate, discriminatorie e ostili. In esse vediamo un oltraggioso manifesto di mancanza di rispetto verso la memoria dei caduti.
" Nessuna limitazione potrà mai cancellare il fatto che il multinazionale popolo sovietico diede un contributo decisivo alla sconfitta della Germania hitleriana e dei suoi complici europei, pagando per la liberazione dalla "peste bruna" un prezzo altissimo: la vita di 27 milioni dei suoi figli e delle sue figlie, caduti sui campi di battaglia, torturati nei lager nazisti, morti a causa del lavoro forzato estenuante, dei bombardamenti, della fame e delle malattie, uccisi deliberatamente dalle repressioni nei territori occupati dell'URSS nell'ambito di una folle guerra di sterminio.
" In questi giorni solenni, tutti coloro che lo desiderano devono avere la possibilità di onorare liberamente la memoria e rendere omaggio ai caduti dell'Armata Rossa e alle vittime del nazismo, secondo le consolidate tradizioni di molti anni.
" Esigiamo fermamente che la parte tedesca revochi il divieto di esporre i simboli della Vittoria sul nazismo e ristabilisca la giustizia storica, riconoscendo ufficialmente come genocidio dei popoli dell'Unione Sovietica i crimini del Terzo Reich e dei suoi complici durante gli anni della Grande Guerra Patriottica del 1941-1945.
Il Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa informa che a tutte le Missioni diplomatiche e le Rappresentanze di Organizzazioni internazionali accreditate presso il Ministero degli Affari Esteri è stata inviata una nota del seguente contenuto:
Il 4 maggio 2026, il Ministero della Difesa della Federazione Russa ha pubblicato una dichiarazione ufficiale in relazione alle minacce del regime di Kiev di lanciare un attacco contro Mosca nel giorno sacro per tutti i Russi, il Giorno della Vittoria nella Grande Guerra Patriottica.
Il Ministero degli Affari Esteri Russo esorta vivamente le Autorità del vostro Paese e/o la Direzione della Vostra Organizzazione a prendere con la massima responsabilità questa dichiarazione e a garantire l'evacuazione preventiva del personale delle Missioni diplomatiche e di altre Rappresentanze da Kiev, nonché dei cittadini in relazione all'inevitabilità di un contrattacco delle Forze Armate della Federazione Russa contro Kiev, inclusi i centri decisionali, nel caso in cui il regime di Kiev attuasse i suoi piani terroristici criminali durante i giorni della celebrazione della Grande Vittoria.
Inoltre, le Rappresentanze diplomatiche Russe all'estero stanno informando i Paesi di accreditamento e le Organizzazioni internazionali.
Il Rappresentante ufficiale del
Ministero degli Affari Esteri Russo,
Maria Zakharova
Il 4 maggio 2026, il Ministero della Difesa della Federazione Russa ha pubblicato una dichiarazione ufficiale in relazione alle minacce del regime di Kiev di lanciare un attacco contro Mosca nel giorno sacro per tutti i Russi, il Giorno della Vittoria nella Grande Guerra Patriottica.
Il Ministero degli Affari Esteri Russo esorta vivamente le Autorità del vostro Paese e/o la Direzione della Vostra Organizzazione a prendere con la massima responsabilità questa dichiarazione e a garantire l'evacuazione preventiva del personale delle Missioni diplomatiche e di altre Rappresentanze da Kiev, nonché dei cittadini in relazione all'inevitabilità di un contrattacco delle Forze Armate della Federazione Russa contro Kiev, inclusi i centri decisionali, nel caso in cui il regime di Kiev attuasse i suoi piani terroristici criminali durante i giorni della celebrazione della Grande Vittoria.
Inoltre, le Rappresentanze diplomatiche Russe all'estero stanno informando i Paesi di accreditamento e le Organizzazioni internazionali.
Il Rappresentante ufficiale del
Ministero degli Affari Esteri Russo,
Maria Zakharova
Del perché non funzionerà,
ovvero non sta funzionando affatto. La strategia dell'ex egemone di strozzare l'economia mondiale tagliando i rifornimenti sta travolgendo soltanto quella occidentale. Le riserve strategiche di petrolio di chi dipende dalle forniture estere, Cina in primis, sono più che sufficienti, al contrario di quelle delle colonie atlantiche, e sia la Russia che l'Iran continuano a vendere indisturbate il proprio prodotto, incrementando addirittura il fatturato.
Se ne accorge anche Bloomberg che pubblica una di quelle foto satellitari che il Pentagono avrebbe voluto censurare, definendola “foto del giorno”, come se fosse uno scoop svelare questo segreto di Pulcinella.
Soltanto ieri, presso l'Isola di Kharg, quella che il Biondo voleva invadere e conquistare, l'Iran stava caricando contemporaneamente 3 (diconsi tre) superpetroliere, alla faccia del “blocco” colabrodo della US Navy.
ovvero non sta funzionando affatto. La strategia dell'ex egemone di strozzare l'economia mondiale tagliando i rifornimenti sta travolgendo soltanto quella occidentale. Le riserve strategiche di petrolio di chi dipende dalle forniture estere, Cina in primis, sono più che sufficienti, al contrario di quelle delle colonie atlantiche, e sia la Russia che l'Iran continuano a vendere indisturbate il proprio prodotto, incrementando addirittura il fatturato.
Se ne accorge anche Bloomberg che pubblica una di quelle foto satellitari che il Pentagono avrebbe voluto censurare, definendola “foto del giorno”, come se fosse uno scoop svelare questo segreto di Pulcinella.
Soltanto ieri, presso l'Isola di Kharg, quella che il Biondo voleva invadere e conquistare, l'Iran stava caricando contemporaneamente 3 (diconsi tre) superpetroliere, alla faccia del “blocco” colabrodo della US Navy.
Nervosi e bloccati.
Inizia tutto da qui, una pantomima interna all'enclave dei caporali al soldo dell'élite e del suo piano di mandare in vacca l'economia globale, o un sottoinsieme significativo di essa. Leggiamo la “notizia”, come riportata dal Washington Post:
La CIA avverte la Casa Bianca che Teheran reggerà almeno 3 o 4 mesi e conserva ancora un arsenale significativo di missili e droni nonostante i bombardamenti in corso.
Ora sostituiamo il primo verbo: “rassicura”, invece di “avverte”. Ovvero, i Servizi USA che, come detto più volte, per quanto rintronati siano, non sono degli sprovveduti totali, sanno bene che l'Iran reagirà alle scaramucce marine che l'Impero chiama “blocco” dello Stretto, messo in atto per sbloccare lo Stretto che era aperto prima che l'aggressione occidentale ne causasse la chiusura, dunque che il blocco stesso proseguirà, fra un'aggressione e una reazione, in un equilibrio perfetto di causa-effetto.
Così, Arabia Saudita e Kuwait revocano le restrizioni all'uso delle Basi americane sul proprio territorio – le risate, come se potessero andare a caccia nel giardino del Re senza essere impiccati con un vecchio canapo ammuffito, altro che corda d'oro, privilegio più che raro, non concesso affatto alla plebaglia delle colonie – e le scaramucce provocatorie, che il Biondo continua non soltanto a chiamare “guerra” ma sostiene addirittura di averla già vinta, proseguono.
I canali Iraniani parlano di “incidenti e scambi di fuoco” nello Stretto di Hormuz, durante la notte, in particolare a Bandar Abbas, principale porto Iraniano sullo Stretto, e all'isola di Qeshm, dove sarebbe stato preso di mira anche un molo turistico civile.
L'Iran risponde colpo su colpo, accusando i soliti Emiratini di essere complici nell'aggressione, e colpisce tre cacciatorpediniere USA danneggiandole seriamente, come riferisce il portavoce delle Forze Armate Iraniane, Colonnello Zolfaqari, il quale parla di danni limitati grazie all'efficacia delle protezioni offerte dall'antiaerea delle Guardie della Rivoluzione, e riporta degli ennesimi atti di pirateria USA, ai danni di due imbarcazioni civili e di una petroliera.
Il CentCom nega tutto, naturalmente, e parla di provocazione Iraniana verso incrociatori della US Navy a cui gli Invincibili capitani coraggiosi avrebbero risposto, distruggendo i siti di lancio nemici e ritornando intonsi e vincitori, sulle note di “From the Halls of Montezuma”, l'inno dei marines in piedi sulla tolda, col vento che gli sventola le braghe azzurre e scompiglia i capelli della procace biondona che la produzione ha voluto a bordo, altrimenti non avrebbe pagato il cestino alle comparse.
E vissero tutti nervosi e bloccati, mentre la nave dell'economia cola a picco.
Inizia tutto da qui, una pantomima interna all'enclave dei caporali al soldo dell'élite e del suo piano di mandare in vacca l'economia globale, o un sottoinsieme significativo di essa. Leggiamo la “notizia”, come riportata dal Washington Post:
La CIA avverte la Casa Bianca che Teheran reggerà almeno 3 o 4 mesi e conserva ancora un arsenale significativo di missili e droni nonostante i bombardamenti in corso.
Ora sostituiamo il primo verbo: “rassicura”, invece di “avverte”. Ovvero, i Servizi USA che, come detto più volte, per quanto rintronati siano, non sono degli sprovveduti totali, sanno bene che l'Iran reagirà alle scaramucce marine che l'Impero chiama “blocco” dello Stretto, messo in atto per sbloccare lo Stretto che era aperto prima che l'aggressione occidentale ne causasse la chiusura, dunque che il blocco stesso proseguirà, fra un'aggressione e una reazione, in un equilibrio perfetto di causa-effetto.
Così, Arabia Saudita e Kuwait revocano le restrizioni all'uso delle Basi americane sul proprio territorio – le risate, come se potessero andare a caccia nel giardino del Re senza essere impiccati con un vecchio canapo ammuffito, altro che corda d'oro, privilegio più che raro, non concesso affatto alla plebaglia delle colonie – e le scaramucce provocatorie, che il Biondo continua non soltanto a chiamare “guerra” ma sostiene addirittura di averla già vinta, proseguono.
I canali Iraniani parlano di “incidenti e scambi di fuoco” nello Stretto di Hormuz, durante la notte, in particolare a Bandar Abbas, principale porto Iraniano sullo Stretto, e all'isola di Qeshm, dove sarebbe stato preso di mira anche un molo turistico civile.
L'Iran risponde colpo su colpo, accusando i soliti Emiratini di essere complici nell'aggressione, e colpisce tre cacciatorpediniere USA danneggiandole seriamente, come riferisce il portavoce delle Forze Armate Iraniane, Colonnello Zolfaqari, il quale parla di danni limitati grazie all'efficacia delle protezioni offerte dall'antiaerea delle Guardie della Rivoluzione, e riporta degli ennesimi atti di pirateria USA, ai danni di due imbarcazioni civili e di una petroliera.
Il CentCom nega tutto, naturalmente, e parla di provocazione Iraniana verso incrociatori della US Navy a cui gli Invincibili capitani coraggiosi avrebbero risposto, distruggendo i siti di lancio nemici e ritornando intonsi e vincitori, sulle note di “From the Halls of Montezuma”, l'inno dei marines in piedi sulla tolda, col vento che gli sventola le braghe azzurre e scompiglia i capelli della procace biondona che la produzione ha voluto a bordo, altrimenti non avrebbe pagato il cestino alle comparse.
E vissero tutti nervosi e bloccati, mentre la nave dell'economia cola a picco.
Epic Fail reprise
Secondo un funzionario della Serpe satanista muta-forma dalle molteplici lingue biforcute, quanto accaduto stanotte non è una rottura della tregue né una ripresa delle ostilità.
Non è dello stesso avviso il Comandante delle Forze Armate iraniane, Amir Hatami:
Se ne pentiranno.
Un Errore storico.
Secondo un funzionario della Serpe satanista muta-forma dalle molteplici lingue biforcute, quanto accaduto stanotte non è una rottura della tregue né una ripresa delle ostilità.
Non è dello stesso avviso il Comandante delle Forze Armate iraniane, Amir Hatami:
Se ne pentiranno.
Un Errore storico.
Ancora sberle
Riassunto degli accadimenti della notte scorsa da parte di Mehdi Mohammadi, consigliere del presidente Ghalibaf:
" Le Forze Armate Iraniane si sono scontrate fino al mattino con quelle Americane, giunte con l'obiettivo di riaprire lo Stretto di Hormuz.
“ Sebbene gli Americani avessero un ampio supporto aereo e tentato di far entrare un numero significativo di navi militari dal Mar d'Oman al Golfo Persico, l'operazione non ha avuto successo.
“ Quattro delle loro navi sono state immobilizzate e altre due hanno cercato riparo a ridosso degli scogli a Bumehsi.
“ Hanno subito una disastrosa sconfitta militare, e così alle 5 del mattino Trump è stato costretto a dichiarare che l'operazione Project Freedom è sospesa.
Valgono tutte le considerazioni fatte sopra, naturalmente, l'obiettivo è quello di tenerlo chiuso, lo Stretto, ne sono sempre più convinto: non si improvvisano manovre sconsiderate come questa, senza uno straccio di conoscenza delle proprie possibilità e di quelle del nemico. Nemmeno un cadetto all'Accademia commetterebbe simili leggerezze, e gli Stati Uniti ne stanno prendendo tante, ma proprio tante di sberle sul grugno.
Riassunto degli accadimenti della notte scorsa da parte di Mehdi Mohammadi, consigliere del presidente Ghalibaf:
" Le Forze Armate Iraniane si sono scontrate fino al mattino con quelle Americane, giunte con l'obiettivo di riaprire lo Stretto di Hormuz.
“ Sebbene gli Americani avessero un ampio supporto aereo e tentato di far entrare un numero significativo di navi militari dal Mar d'Oman al Golfo Persico, l'operazione non ha avuto successo.
“ Quattro delle loro navi sono state immobilizzate e altre due hanno cercato riparo a ridosso degli scogli a Bumehsi.
“ Hanno subito una disastrosa sconfitta militare, e così alle 5 del mattino Trump è stato costretto a dichiarare che l'operazione Project Freedom è sospesa.
Valgono tutte le considerazioni fatte sopra, naturalmente, l'obiettivo è quello di tenerlo chiuso, lo Stretto, ne sono sempre più convinto: non si improvvisano manovre sconsiderate come questa, senza uno straccio di conoscenza delle proprie possibilità e di quelle del nemico. Nemmeno un cadetto all'Accademia commetterebbe simili leggerezze, e gli Stati Uniti ne stanno prendendo tante, ma proprio tante di sberle sul grugno.
Amnesia colposa,
ovvero gli ultimi rantoli
della Bestia morente.
Oggi è il 9 maggio, Giornata della Vittoria per i Russi dell'Unione Sovietica che ebbero ragione dei nazisti al soldo dei banchieri ebrei, durante la Grande Guerra Patriottica.
Tradotto in linguaggio occidentale, oggi sarebbe la ricorrenza della Liberazione vera, non quella farsa che celebriamo noi in cui un tiranno nuovo, in realtà il mandante del precedente, prende il posto di quello scaduto.
Peccato che, appunto, quel 9 maggio in questa disastrata colonia non sia mai arrivato, così come nell'altro serraglio colonizzato dalla solita cupola mafiosa, quello che rispolvera le camice nere per tentare l'ennesimo assalto al Cielo Russo, come tutti i precedenti destinato al fallimento, dopo aver falciato intere mandrie di coloni ipnotizzati, rincitrulliti dalla propaganda.
Una macchina, quella delle campane di regime, già da tempo oltre ogni soglia di ridicolo e, quello che sgomenta se ti ci metti a pensare, è che il volgo - anche se in misura sempre minore, le condizioni materiali iniziano a vincere sulle sovrastrutture - ci casca sempre.
Così l'uomo lampadina, il cancelliere del quarto reich, nel messaggio di auguri rivolto si camerati cittadini per la liberazione dal nazismo precedente, dimentica di citare l'artefice di quella battaglia decisiva, culminata con la presa della Capitale e, interrogato in maniera esplicita da un giornalista, balbetta ridicole circonlocuzioni senza senso.
Maria Zakharova commenta i fatti, centrando il nocciolo del problema e spiegando il semplice quanto diabolico meccanismo attraverso cui questa commedia dell'assurdo agisce sulle menti deboli, ovvero sulla massa, sulla coscienza collettiva che si adagia sulla vulgata, sul sapere imposto, preconfezionato, che non ha bisogno di fatica per essere raggiunto e fatto proprio dallo schiavo subalterno.
" Così come i vertici Giapponesi, nel commemorare le vittime di Hiroshima e Nagasaki, dimenticano chi sia stato a sganciare le bombe atomiche, allo stesso modo Merz rimuove dalla memoria chi ha aggredito chi e chi ha liberato chi.
" Tutto questo serve ad ingannare le menti delle giovani generazioni. Ragazzi che sono cresciuti senza un contatto diretto con i veterani in famiglia e che oggi attingono informazioni solo da internet: è proprio per loro che vengono narrati questi pseudo-fatti spersonalizzati.
ovvero gli ultimi rantoli
della Bestia morente.
Oggi è il 9 maggio, Giornata della Vittoria per i Russi dell'Unione Sovietica che ebbero ragione dei nazisti al soldo dei banchieri ebrei, durante la Grande Guerra Patriottica.
Tradotto in linguaggio occidentale, oggi sarebbe la ricorrenza della Liberazione vera, non quella farsa che celebriamo noi in cui un tiranno nuovo, in realtà il mandante del precedente, prende il posto di quello scaduto.
Peccato che, appunto, quel 9 maggio in questa disastrata colonia non sia mai arrivato, così come nell'altro serraglio colonizzato dalla solita cupola mafiosa, quello che rispolvera le camice nere per tentare l'ennesimo assalto al Cielo Russo, come tutti i precedenti destinato al fallimento, dopo aver falciato intere mandrie di coloni ipnotizzati, rincitrulliti dalla propaganda.
Una macchina, quella delle campane di regime, già da tempo oltre ogni soglia di ridicolo e, quello che sgomenta se ti ci metti a pensare, è che il volgo - anche se in misura sempre minore, le condizioni materiali iniziano a vincere sulle sovrastrutture - ci casca sempre.
Così l'uomo lampadina, il cancelliere del quarto reich, nel messaggio di auguri rivolto si camerati cittadini per la liberazione dal nazismo precedente, dimentica di citare l'artefice di quella battaglia decisiva, culminata con la presa della Capitale e, interrogato in maniera esplicita da un giornalista, balbetta ridicole circonlocuzioni senza senso.
Maria Zakharova commenta i fatti, centrando il nocciolo del problema e spiegando il semplice quanto diabolico meccanismo attraverso cui questa commedia dell'assurdo agisce sulle menti deboli, ovvero sulla massa, sulla coscienza collettiva che si adagia sulla vulgata, sul sapere imposto, preconfezionato, che non ha bisogno di fatica per essere raggiunto e fatto proprio dallo schiavo subalterno.
" Così come i vertici Giapponesi, nel commemorare le vittime di Hiroshima e Nagasaki, dimenticano chi sia stato a sganciare le bombe atomiche, allo stesso modo Merz rimuove dalla memoria chi ha aggredito chi e chi ha liberato chi.
" Tutto questo serve ad ingannare le menti delle giovani generazioni. Ragazzi che sono cresciuti senza un contatto diretto con i veterani in famiglia e che oggi attingono informazioni solo da internet: è proprio per loro che vengono narrati questi pseudo-fatti spersonalizzati.
𝐶𝑜𝑛𝑔𝑟𝑎𝑡𝑢𝑙𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑎 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎, 𝑚𝑖𝑒𝑖 𝑐𝑎𝑟𝑖 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑎𝑡𝑟𝑖𝑜𝑡𝑖 𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑎𝑡𝑟𝑖𝑜𝑡𝑒!
𝐺𝑙𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑎 𝑒𝑟𝑜𝑖𝑐𝑎 𝐴𝑟𝑚𝑎𝑡𝑎 𝑅𝑜𝑠𝑠𝑎, 𝑐ℎ𝑒 ℎ𝑎 𝑑𝑖𝑓𝑒𝑠𝑜 𝑙’𝑖𝑛𝑑𝑖𝑝𝑒𝑛𝑑𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑎 𝑃𝑎𝑡𝑟𝑖𝑎 𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑞𝑢𝑖𝑠𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑠𝑢𝑙 𝑛𝑒𝑚𝑖𝑐𝑜!
𝐺𝑙𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑎𝑙 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑜 𝑔𝑟𝑎𝑛𝑑𝑒 𝑝𝑜𝑝𝑜𝑙𝑜, 𝑖𝑙 𝑝𝑜𝑝𝑜𝑙𝑜 𝑣𝑖𝑛𝑐𝑖𝑡𝑜𝑟𝑒!
𝐺𝑙𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑒𝑡𝑒𝑟𝑛𝑎 𝑎𝑔𝑙𝑖 𝑒𝑟𝑜𝑖 𝑐𝑎𝑑𝑢𝑡𝑖 𝑐𝑜𝑚𝑏𝑎𝑡𝑡𝑒𝑛𝑑𝑜 𝑖𝑙 𝑛𝑒𝑚𝑖𝑐𝑜 𝑒 𝑐ℎ𝑒 ℎ𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑑𝑎𝑡𝑜 𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑎 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑎 𝑙𝑖𝑏𝑒𝑟𝑡𝑎' 𝑒 𝑙𝑎 𝑓𝑒𝑙𝑖𝑐𝑖𝑡𝑎' 𝑑𝑒𝑙 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑜 𝑝𝑜𝑝𝑜𝑙𝑜!
𝐆𝐢𝐮𝐬𝐞𝐩𝐩𝐞 𝐒𝐭𝐚𝐥𝐢𝐧
(9 maggio 1945)
𝐺𝑙𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑎 𝑒𝑟𝑜𝑖𝑐𝑎 𝐴𝑟𝑚𝑎𝑡𝑎 𝑅𝑜𝑠𝑠𝑎, 𝑐ℎ𝑒 ℎ𝑎 𝑑𝑖𝑓𝑒𝑠𝑜 𝑙’𝑖𝑛𝑑𝑖𝑝𝑒𝑛𝑑𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑎 𝑃𝑎𝑡𝑟𝑖𝑎 𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑞𝑢𝑖𝑠𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑠𝑢𝑙 𝑛𝑒𝑚𝑖𝑐𝑜!
𝐺𝑙𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑎𝑙 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑜 𝑔𝑟𝑎𝑛𝑑𝑒 𝑝𝑜𝑝𝑜𝑙𝑜, 𝑖𝑙 𝑝𝑜𝑝𝑜𝑙𝑜 𝑣𝑖𝑛𝑐𝑖𝑡𝑜𝑟𝑒!
𝐺𝑙𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑒𝑡𝑒𝑟𝑛𝑎 𝑎𝑔𝑙𝑖 𝑒𝑟𝑜𝑖 𝑐𝑎𝑑𝑢𝑡𝑖 𝑐𝑜𝑚𝑏𝑎𝑡𝑡𝑒𝑛𝑑𝑜 𝑖𝑙 𝑛𝑒𝑚𝑖𝑐𝑜 𝑒 𝑐ℎ𝑒 ℎ𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑑𝑎𝑡𝑜 𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑎 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑎 𝑙𝑖𝑏𝑒𝑟𝑡𝑎' 𝑒 𝑙𝑎 𝑓𝑒𝑙𝑖𝑐𝑖𝑡𝑎' 𝑑𝑒𝑙 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑜 𝑝𝑜𝑝𝑜𝑙𝑜!
𝐆𝐢𝐮𝐬𝐞𝐩𝐩𝐞 𝐒𝐭𝐚𝐥𝐢𝐧
(9 maggio 1945)
Satelliti distratti.
Altra mossa surreale della propaganda occidentale. Secondo il Wall Street Journal che, nonostante l'aurea di voce "alternativa" si chiama proprio come una delle sedi simbolo dell'enclave ashkenazita, "israele" (inutile sottolineare come, secondo la vulgata egemone, lo "stato" messianico sia ancora altro rispetto alla Casa Bionda) avrebbe costruito una base "segreta" in Iraq, prima dell'inizio dell'aggressione all'Iran e da questa sarebbero partiti il maggior numero di attacchi alla Repubblica Islamica.
Come si faccia a costruire una "base segreta" ai giorni nostri, in uno dei punti più "caldi" del pianeta, mentre decine, centinaia di satelliti ti guardano in alta risoluzione e registrano ogni tua mossa, resta un mistero.
Per tacer del fatto che la Guardia della Rivoluzione Islamica, che ha ancora i radar funzionanti, al contrario del terrorista aggressore con le pezze al culo, dopo aver raso al suolo tutti gli insediamenti militari dell'Egemone, semplicemente non si sarebbe accorta di questa "installazione segreta" da cui partivano i caccia, al contrario dei segugi della Redazione, a cui nulla sfugge.
Ma il bello viene ora: dopo lo "scoop" del foglio padronale, i satelliti si sarebbero accorti, come per incanto, che nel deserto Iracheno c'era qualcosa di strano di cui, fino a quel momento, nessuno al mondo aveva la più pallida idea. Ciò permette, ai segugi redazionali di cui sopra, di aggiungere una esilarante ciliegina sulla torta, in calce al pezzo: "le immagini satellitari lo confermano".
A rincarare la dose interviene un'altra notizia, anch'essa da commedia dell'assurdo ma che forse dà un senso alla narrativa di cui sopra: il Biondo ha appena "sanzionato" una Compagnia Cinese, che gestisce proprio una Rete satellitare, per... aver fornito all'Iran immagini e coordinate delle Basi militari americane, quelle ridotte a un cumulo di macerie. Tutte, tranne una.
E tutto questo accade mentre la Cina ha emesso un'ordinanza che vieta alle Imprese, locali o collegate, di tener conto dei proclami USA: perché, ricordiamolo, le “sanzioni” sono un atto di guerra e la strategia dell'Egemone, l'unica possibile, che abbia un senso, è proprio di natura economica: ecco, forse, che il pezzo da avanspettacolo del Wall Street Journal acquista un senso: giustificare l'ennesima mossa disperata del Re-cane morente che affoga, da bastonare.
Altra mossa surreale della propaganda occidentale. Secondo il Wall Street Journal che, nonostante l'aurea di voce "alternativa" si chiama proprio come una delle sedi simbolo dell'enclave ashkenazita, "israele" (inutile sottolineare come, secondo la vulgata egemone, lo "stato" messianico sia ancora altro rispetto alla Casa Bionda) avrebbe costruito una base "segreta" in Iraq, prima dell'inizio dell'aggressione all'Iran e da questa sarebbero partiti il maggior numero di attacchi alla Repubblica Islamica.
Come si faccia a costruire una "base segreta" ai giorni nostri, in uno dei punti più "caldi" del pianeta, mentre decine, centinaia di satelliti ti guardano in alta risoluzione e registrano ogni tua mossa, resta un mistero.
Per tacer del fatto che la Guardia della Rivoluzione Islamica, che ha ancora i radar funzionanti, al contrario del terrorista aggressore con le pezze al culo, dopo aver raso al suolo tutti gli insediamenti militari dell'Egemone, semplicemente non si sarebbe accorta di questa "installazione segreta" da cui partivano i caccia, al contrario dei segugi della Redazione, a cui nulla sfugge.
Ma il bello viene ora: dopo lo "scoop" del foglio padronale, i satelliti si sarebbero accorti, come per incanto, che nel deserto Iracheno c'era qualcosa di strano di cui, fino a quel momento, nessuno al mondo aveva la più pallida idea. Ciò permette, ai segugi redazionali di cui sopra, di aggiungere una esilarante ciliegina sulla torta, in calce al pezzo: "le immagini satellitari lo confermano".
A rincarare la dose interviene un'altra notizia, anch'essa da commedia dell'assurdo ma che forse dà un senso alla narrativa di cui sopra: il Biondo ha appena "sanzionato" una Compagnia Cinese, che gestisce proprio una Rete satellitare, per... aver fornito all'Iran immagini e coordinate delle Basi militari americane, quelle ridotte a un cumulo di macerie. Tutte, tranne una.
E tutto questo accade mentre la Cina ha emesso un'ordinanza che vieta alle Imprese, locali o collegate, di tener conto dei proclami USA: perché, ricordiamolo, le “sanzioni” sono un atto di guerra e la strategia dell'Egemone, l'unica possibile, che abbia un senso, è proprio di natura economica: ecco, forse, che il pezzo da avanspettacolo del Wall Street Journal acquista un senso: giustificare l'ennesima mossa disperata del Re-cane morente che affoga, da bastonare.
👍2
Un successone.
È ancora una volta il Wall Street Journal a cavalcare le ali della fantasia, ovvero tutto ciò che resta all'ex potenza coloniale che aspirava al controllo del mondo intero e che si ritrova con un pugno di mosche, mentre sogna ancora d'essere il padrone.
Citando una Agenzia Iraniana, la lisergica Redazione narra di un documento ufficiale consegnato al Pakistan mediatore, una bozza di accordo in cui l'Iran avrebbe avrebbe offerto agli Stati Uniti di trasferire il proprio uranio arricchito ad un Paese terzo chiedendo in cambio una tregua agli USA.
Sì, fa già ridere così: il vincitore indiscusso che implora l'armistizio al proprio nemico, stretto all'angolo. Ma il lato davvero comico è che l'organo di propaganda occidentale cita il testo di una notizia che dice tutt'altro, come se nessuno fra i propri lettori avesse la voglia e la capacità di verificare la fondatezza di un'informazione che, appunto, suona un po' sconclusionata già di suo – il che è vero, relativamente al gregge inebetito, abituato a bersi ben altre panzane, senza batter ciglio.
Brevemente, il contenuto del dispaccio diffuso dell'Agenzia Tasnim, quello vero: fine immediata della guerra su tutti i fronti, Libano compreso, garanzie di non aggressione, revoca di tutte le sanzioni, economiche e commerciali, ritiro del naviglio statunitense e riconoscimento del controllo Iraniano dello Stretto e, soprattutto, nessun trasferimento di uranio a chicchessia. In altri termini: la Repubblica Islamica chiede la capitolazione dell'occidente aggressore, terrorista e coloniale, come è giusto che sia, dopo avergli fatto pelo e contropelo.
Tocca chiedersi il perché, a chi sia rivolta la balla raccontata dal WSJ. Probabilmente ad uso interno dei mercati, vista la vicinanza del fogliaccio agli ambienti finanziari: per calmierare in qualche modo il prezzo delle materie prime, oppure per consentire repentine mosse di aggiotaggio a qualche scaltro (e colluso) investitore.
Fatto sta che nei cosiddetti piani alti della Serpe satanista muta-forma non se la beve nessuno: il Biondo emette laconica sentenza di proposta inaccettabile, sul proprio social, ed il suo contraltare messianico in missione per conto di Dio (il vitello d'oro) si concede una lunga intervista in cui farnetica ancora di dominio assoluto della Regione, di zone di sicurezza, di supremazia militare, di smantellamento delle industrie missilistiche e degli insediamenti altrui per far spazio alla propria stirpe, eletta e riccioluta.
Ah, per inciso: in un suo scritto sui social, il Ministro Araghchi, oltre a escludere qualunque "trattativa" con la citata Serpe, soprattutto in tema di uranio e dei relativi impianti, precisa che la Repubblica Islamica potrebbe arrivare a disporre di testate nucleari in pochi mesi, al più un anno: eventualità tutt'altro che remota.
Ricapitolando: un Paese che rifiutava l'arma atomica e che permetteva il traffico commerciale nelle proprie acque territoriali sta per diventare una potenza nucleare, oltre ad essere avanguardia mondiale missilistica, e stabilisce chi può passare e chi no, nello Stretto. Un successone.
È ancora una volta il Wall Street Journal a cavalcare le ali della fantasia, ovvero tutto ciò che resta all'ex potenza coloniale che aspirava al controllo del mondo intero e che si ritrova con un pugno di mosche, mentre sogna ancora d'essere il padrone.
Citando una Agenzia Iraniana, la lisergica Redazione narra di un documento ufficiale consegnato al Pakistan mediatore, una bozza di accordo in cui l'Iran avrebbe avrebbe offerto agli Stati Uniti di trasferire il proprio uranio arricchito ad un Paese terzo chiedendo in cambio una tregua agli USA.
Sì, fa già ridere così: il vincitore indiscusso che implora l'armistizio al proprio nemico, stretto all'angolo. Ma il lato davvero comico è che l'organo di propaganda occidentale cita il testo di una notizia che dice tutt'altro, come se nessuno fra i propri lettori avesse la voglia e la capacità di verificare la fondatezza di un'informazione che, appunto, suona un po' sconclusionata già di suo – il che è vero, relativamente al gregge inebetito, abituato a bersi ben altre panzane, senza batter ciglio.
Brevemente, il contenuto del dispaccio diffuso dell'Agenzia Tasnim, quello vero: fine immediata della guerra su tutti i fronti, Libano compreso, garanzie di non aggressione, revoca di tutte le sanzioni, economiche e commerciali, ritiro del naviglio statunitense e riconoscimento del controllo Iraniano dello Stretto e, soprattutto, nessun trasferimento di uranio a chicchessia. In altri termini: la Repubblica Islamica chiede la capitolazione dell'occidente aggressore, terrorista e coloniale, come è giusto che sia, dopo avergli fatto pelo e contropelo.
Tocca chiedersi il perché, a chi sia rivolta la balla raccontata dal WSJ. Probabilmente ad uso interno dei mercati, vista la vicinanza del fogliaccio agli ambienti finanziari: per calmierare in qualche modo il prezzo delle materie prime, oppure per consentire repentine mosse di aggiotaggio a qualche scaltro (e colluso) investitore.
Fatto sta che nei cosiddetti piani alti della Serpe satanista muta-forma non se la beve nessuno: il Biondo emette laconica sentenza di proposta inaccettabile, sul proprio social, ed il suo contraltare messianico in missione per conto di Dio (il vitello d'oro) si concede una lunga intervista in cui farnetica ancora di dominio assoluto della Regione, di zone di sicurezza, di supremazia militare, di smantellamento delle industrie missilistiche e degli insediamenti altrui per far spazio alla propria stirpe, eletta e riccioluta.
Ah, per inciso: in un suo scritto sui social, il Ministro Araghchi, oltre a escludere qualunque "trattativa" con la citata Serpe, soprattutto in tema di uranio e dei relativi impianti, precisa che la Repubblica Islamica potrebbe arrivare a disporre di testate nucleari in pochi mesi, al più un anno: eventualità tutt'altro che remota.
Ricapitolando: un Paese che rifiutava l'arma atomica e che permetteva il traffico commerciale nelle proprie acque territoriali sta per diventare una potenza nucleare, oltre ad essere avanguardia mondiale missilistica, e stabilisce chi può passare e chi no, nello Stretto. Un successone.
Voi siete qui.
. .. e, come dicevamo, non è soltanto una questione di Agenzie e di campane di propaganda occidentali che stravolgono il messaggio.
La proposta Iraniana, fatta giungere all'America attraverso il Pakistan, esiste davvero ed il Presidente Ghalibaf ne chiarisce la natura, in inglese: resa incondizionata dell'ex Impero coloniale terrorista, pena la prosecuzione della battaglia con le stesse armi che l'Egemone crede di avere in mano, quelle economiche.
Ed il Presidente ricorda che, alla fine, a pagare sarebbe il popolo, non certo l'élite. Ma questo, noi vassalli, lo sappiamo molto bene. Non tutti, certo: i meno svegli, ancora nutrita schiera, hanno già ripreso ad indossare i paramenti da pantomima sanitaria che, stavolta, dovrebbe impedire loro di bere piscio di ratto durante le crociere.
. .. e, come dicevamo, non è soltanto una questione di Agenzie e di campane di propaganda occidentali che stravolgono il messaggio.
La proposta Iraniana, fatta giungere all'America attraverso il Pakistan, esiste davvero ed il Presidente Ghalibaf ne chiarisce la natura, in inglese: resa incondizionata dell'ex Impero coloniale terrorista, pena la prosecuzione della battaglia con le stesse armi che l'Egemone crede di avere in mano, quelle economiche.
Ed il Presidente ricorda che, alla fine, a pagare sarebbe il popolo, non certo l'élite. Ma questo, noi vassalli, lo sappiamo molto bene. Non tutti, certo: i meno svegli, ancora nutrita schiera, hanno già ripreso ad indossare i paramenti da pantomima sanitaria che, stavolta, dovrebbe impedire loro di bere piscio di ratto durante le crociere.
Dobbiamo scegliere.
Accettiamo un mondo governato da moderni padroni schiavisti arroganti, prepotenti e irresponsabili che praticano il sopruso, la menzogna e l'estorsione?
Oppure ci schieriamo a favore di un mondo fondato sul rispetto, la giustizia, la pace e la dignità umana?
La coscienza dell'umanità non è ancora morta. Ma in tempi come questi, il silenzio è complicità con il Male.
Se rifiutate la via della barbarie e del dominio, allora trovate il coraggio morale di parlare, di agire e di schierarvi dalla parte giusta della Storia, prima che il mondo precipiti in un abisso di illegalità e sottomissione.
La scelta è vostra.
E la Storia non dimenticherà.
Esmaeil Baqaei,
portavoce del Ministero degli Esteri della Repubblica Islamica dell'Iran.
mio arbitrario estratto da:
t.me/iranislamico/17863
Accettiamo un mondo governato da moderni padroni schiavisti arroganti, prepotenti e irresponsabili che praticano il sopruso, la menzogna e l'estorsione?
Oppure ci schieriamo a favore di un mondo fondato sul rispetto, la giustizia, la pace e la dignità umana?
La coscienza dell'umanità non è ancora morta. Ma in tempi come questi, il silenzio è complicità con il Male.
Se rifiutate la via della barbarie e del dominio, allora trovate il coraggio morale di parlare, di agire e di schierarvi dalla parte giusta della Storia, prima che il mondo precipiti in un abisso di illegalità e sottomissione.
La scelta è vostra.
E la Storia non dimenticherà.
Esmaeil Baqaei,
portavoce del Ministero degli Esteri della Repubblica Islamica dell'Iran.
mio arbitrario estratto da:
t.me/iranislamico/17863
Telegram
Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario
Messaggio del ministero degli Esteri iraniano al mondo
Il portavoce del Ministero degli Esteri della Repubblica Islamica dell'Iran, Esmaeil Baqaei:
“A ogni essere umano di buon cuore, a prescindere da religione, etnia, nazionalità, razza o qualsiasi altra…
Il portavoce del Ministero degli Esteri della Repubblica Islamica dell'Iran, Esmaeil Baqaei:
“A ogni essere umano di buon cuore, a prescindere da religione, etnia, nazionalità, razza o qualsiasi altra…
La Cupola
1 – trasferta in colonia
Del fatto che “stati uniti” e “israele” siano due facce della stessa medaglia e, di più, siano entrambi costruzioni a tavolino dell'élite globalista, abbiamo già parlato a più riprese. Due progetti coloniali, terroristi e genocidi, entrambi abbastanza recenti: poco più di due secoli per il primo e meno di cento anni per il secondo.
Un chiaro segnale dei rapporti di forza, quelli veri, lo abbiamo avuto quando il Re d'Inghilterra s'è recato negli USA: l'atteggiamento del Biondo è completamente mutato, niente sorrisini beffardi né aria da superiorità, quella tipica con cui usa accogliere i burattini che rappresentano le colonie. Quello che si è trovato di fronte è un esponente della Cupola, quella vera, non una marionetta effimera, con la data di scadenza, morta la quale se ne “elegge” un'altra.
Dal canto suo, il Re non ha risparmiato al Potos plasticato frecciatine e sagace umorismo: se non fosse per noi parlereste francese o spagnolo, la vostra Magna Carta ve l'abbiamo dettata noi, ci piace molto il salone di rappresentanza che avete ristrutturato, quasi come quello che vi abbiamo incendiato noi l'altra volta (agosto 1814).
Ciliegina sulla torta, un riferimento alla gloriosa storia della Royal Navy, dopo le critiche del Biondo alla Marina Britannica, con tanto di souvenir: la campana di bordo originale del sottomarino HMS Trump, in servizio nel Pacifico durante la seconda guerra mondiale – non sei altro che una pedina sulla mia scacchiera, è l'esplicito messaggio rivolto al “presidente”, e se voi americani doveste avere ancora bisogno di noi, scherza il padrone vero, non avrete che da suonarla.
Un rappresentante storico dell'aristocrazia - oppure oligarchia, élite globalista, mafia ashkenazita, chiamatela un po' come più vi piace. L'ultimo discendente di una dinastia di sovrani che reggono ancora saldamente in mano le redini del mondo o, almeno, quello di cui fino ad oggi si sono auto-nominati signori e padroni, quello che ancora non si è scrollato di dosso questo ingombrante fardello auto-referente.
(continua)
1 – trasferta in colonia
Del fatto che “stati uniti” e “israele” siano due facce della stessa medaglia e, di più, siano entrambi costruzioni a tavolino dell'élite globalista, abbiamo già parlato a più riprese. Due progetti coloniali, terroristi e genocidi, entrambi abbastanza recenti: poco più di due secoli per il primo e meno di cento anni per il secondo.
Un chiaro segnale dei rapporti di forza, quelli veri, lo abbiamo avuto quando il Re d'Inghilterra s'è recato negli USA: l'atteggiamento del Biondo è completamente mutato, niente sorrisini beffardi né aria da superiorità, quella tipica con cui usa accogliere i burattini che rappresentano le colonie. Quello che si è trovato di fronte è un esponente della Cupola, quella vera, non una marionetta effimera, con la data di scadenza, morta la quale se ne “elegge” un'altra.
Dal canto suo, il Re non ha risparmiato al Potos plasticato frecciatine e sagace umorismo: se non fosse per noi parlereste francese o spagnolo, la vostra Magna Carta ve l'abbiamo dettata noi, ci piace molto il salone di rappresentanza che avete ristrutturato, quasi come quello che vi abbiamo incendiato noi l'altra volta (agosto 1814).
Ciliegina sulla torta, un riferimento alla gloriosa storia della Royal Navy, dopo le critiche del Biondo alla Marina Britannica, con tanto di souvenir: la campana di bordo originale del sottomarino HMS Trump, in servizio nel Pacifico durante la seconda guerra mondiale – non sei altro che una pedina sulla mia scacchiera, è l'esplicito messaggio rivolto al “presidente”, e se voi americani doveste avere ancora bisogno di noi, scherza il padrone vero, non avrete che da suonarla.
Un rappresentante storico dell'aristocrazia - oppure oligarchia, élite globalista, mafia ashkenazita, chiamatela un po' come più vi piace. L'ultimo discendente di una dinastia di sovrani che reggono ancora saldamente in mano le redini del mondo o, almeno, quello di cui fino ad oggi si sono auto-nominati signori e padroni, quello che ancora non si è scrollato di dosso questo ingombrante fardello auto-referente.
(continua)
La Cupola
2 – si gioca in casa
Ove ci fossero ancora dubbi al riguardo, ciò che mi ha spinto a scrivere queste note è il discorso del Re al Parlamento Britannico, proprio mentre il serraglio di maschere che lo occupano, l'ennesimo, effimero esecutivo pro-tempore, sta per essere dismesso. Rapida sintesi dei punti fondamentali, a seguire.
Tanto per cominciare, Re Carlo si rivolge ai membri “eletti” come personale alle proprie dipendenze, semplici esecutori di ordini superiori: “i miei ministri”, dice, dovranno fare questo e quello; prima di tutto lo sviluppo della Rete per il controllo capillare delle masse. L'infrastruttura digitale dovrà raggiungere e tracciare le attività di ogni singolo cittadino.
Un mondo sempre più pericoloso minaccia il Regno Unito, continua il Re, “il mio governo” dovrà prendere misure urgenti per affrontare l'antisemitismo (ma guarda un po') e garantire che la Comunità resti al sicuro (parla del proprio enclave, naturalmente).
“Il mio esecutivo” rimarrà un forte sostenitore della lotta al cambiamento climatico, sarà in prima linea contro le future pandemie e fornirà supporto incondizionato al “coraggioso popolo ucraino” - conclude il monarca, con tanto di scettro, tiara ed ermellino, tanto per ricordare agli esecutori materiali gli altri punti fondamentali della famosa “Agenda”.
Interessante, in ogni caso, che in questa fase l'élite non si affidi più ai soliti burattini, alle sceneggiate dei quali sempre meno gregge presta ascolto, ma scelga di mandare in scena un massone vero, certamente non un Gran Maestro ma di certo uno dei vertici della Cupola.
2 – si gioca in casa
Ove ci fossero ancora dubbi al riguardo, ciò che mi ha spinto a scrivere queste note è il discorso del Re al Parlamento Britannico, proprio mentre il serraglio di maschere che lo occupano, l'ennesimo, effimero esecutivo pro-tempore, sta per essere dismesso. Rapida sintesi dei punti fondamentali, a seguire.
Tanto per cominciare, Re Carlo si rivolge ai membri “eletti” come personale alle proprie dipendenze, semplici esecutori di ordini superiori: “i miei ministri”, dice, dovranno fare questo e quello; prima di tutto lo sviluppo della Rete per il controllo capillare delle masse. L'infrastruttura digitale dovrà raggiungere e tracciare le attività di ogni singolo cittadino.
Un mondo sempre più pericoloso minaccia il Regno Unito, continua il Re, “il mio governo” dovrà prendere misure urgenti per affrontare l'antisemitismo (ma guarda un po') e garantire che la Comunità resti al sicuro (parla del proprio enclave, naturalmente).
“Il mio esecutivo” rimarrà un forte sostenitore della lotta al cambiamento climatico, sarà in prima linea contro le future pandemie e fornirà supporto incondizionato al “coraggioso popolo ucraino” - conclude il monarca, con tanto di scettro, tiara ed ermellino, tanto per ricordare agli esecutori materiali gli altri punti fondamentali della famosa “Agenda”.
Interessante, in ogni caso, che in questa fase l'élite non si affidi più ai soliti burattini, alle sceneggiate dei quali sempre meno gregge presta ascolto, ma scelga di mandare in scena un massone vero, certamente non un Gran Maestro ma di certo uno dei vertici della Cupola.