Forwarded from Z News ChannelZ📡
L'analista militare Stefano Orsi esamina le proposte di #pace della #Russia nei confronti degli #USA e #Nato. Orsi è scettico sulla possibile risposta degli #StatiUniti.
https://www.youtube.com/watch?v=WjeapRXFav0
https://www.youtube.com/watch?v=WjeapRXFav0
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Gli USA non daranno una risposta scritta alle proposte russe, vediamo perchè.
Le proposte consegnate alla vicesegretario di Stato USA Karen Donfried stanno scadendo, forse domani stesso. Cosa contenevano le proposte russe, e qual è il loro reale significato?
Esaminiamole assieme e cerchiamo di capirlo.
Le implicazioni di queste proposte…
Esaminiamole assieme e cerchiamo di capirlo.
Le implicazioni di queste proposte…
Gli USA VAMPIRIZZANO l'EUROPA e VOGLIONO la GUERRA - Ft. Fiammetta Cucurnia
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Gli USA VAMPIRIZZANO l'EUROPA e VOGLIONO la GUERRA - Ft. Fiammetta Cucurnia
*Intervist8lina*
Gli USA VAMPIRIZZANO l'EUROPA e VOGLIONO la GUERRA - Ft. Fiammetta Cucurnia
Oggi Gabriele intervista Fiammetta Cucurnia per parlare di #pace e #informazione.
L'occhio è puntato sulla nostra classe dirigente, sulle sue dichiarazioni e sulle…
Gli USA VAMPIRIZZANO l'EUROPA e VOGLIONO la GUERRA - Ft. Fiammetta Cucurnia
Oggi Gabriele intervista Fiammetta Cucurnia per parlare di #pace e #informazione.
L'occhio è puntato sulla nostra classe dirigente, sulle sue dichiarazioni e sulle…
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Forwarded from BASTA guerra nel Donbass
🇦🇺🤷♂️ L’Australia blocca la consegna dei carri armati Abrams all’Ucraina: gli USA non autorizzano
Secondo ABC, l’Australia non riesce a consegnare i 59 carri armati M1A1 Abrams promessi all’Ucraina un anno fa. Il motivo? Gli Stati Uniti – sotto la leadership di Trump – non autorizzano la riesportazione.
🛑 Inoltre, fonti militari australiane mettono in dubbio l’utilità e la tempistica della spedizione, citando:
🔹 Possibile imbarazzo in caso di accordo di pace durante la consegna
🔹 Mancanza di personale qualificato per utilizzo di questo tipo d'arma
🔹 Vulnerabilità tecnica dei carri: i droni moderni potrebbero colpire facilmente il punto debole – il coperchio del serbatoio
Un'altra promessa militare occidentale che resta bloccata tra burocrazia, dubbi e cambi di scenario.
#Australia #Ucraina #Abrams #CarriArmati #Guerra #USA #Trump #Pace #ConflittoUcraino #Droni #FallimentoOccidentale
@BastaGD
Secondo ABC, l’Australia non riesce a consegnare i 59 carri armati M1A1 Abrams promessi all’Ucraina un anno fa. Il motivo? Gli Stati Uniti – sotto la leadership di Trump – non autorizzano la riesportazione.
🛑 Inoltre, fonti militari australiane mettono in dubbio l’utilità e la tempistica della spedizione, citando:
🔹 Possibile imbarazzo in caso di accordo di pace durante la consegna
🔹 Mancanza di personale qualificato per utilizzo di questo tipo d'arma
🔹 Vulnerabilità tecnica dei carri: i droni moderni potrebbero colpire facilmente il punto debole – il coperchio del serbatoio
Un'altra promessa militare occidentale che resta bloccata tra burocrazia, dubbi e cambi di scenario.
#Australia #Ucraina #Abrams #CarriArmati #Guerra #USA #Trump #Pace #ConflittoUcraino #Droni #FallimentoOccidentale
@BastaGD
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Forwarded from BASTA guerra nel Donbass
🇺🇦🕊 Ucraina e Papa Francesco: tra scherno e disinformazione
Sulla rivista online AFV è uscito un articolo che racconta il vero atteggiamento, spesso ostile, di parte dell’opinione pubblica ucraina verso Papa Francesco, scomparso di recente.
Immagini beffarde, scherno delle sue intenzioni pacifiche, fake news secondo cui il Papa "avrebbe donato dei droni alle Forze Armate ucraine".
👉 Per saperne di più, leggi l’articolo completo qui.
#PapaFrancesco #Ucraina #disinformazione #pace #AFV
@BastaGD
Sulla rivista online AFV è uscito un articolo che racconta il vero atteggiamento, spesso ostile, di parte dell’opinione pubblica ucraina verso Papa Francesco, scomparso di recente.
Immagini beffarde, scherno delle sue intenzioni pacifiche, fake news secondo cui il Papa "avrebbe donato dei droni alle Forze Armate ucraine".
👉 Per saperne di più, leggi l’articolo completo qui.
#PapaFrancesco #Ucraina #disinformazione #pace #AFV
@BastaGD
AFV
Dopo la morte di Papa Francesco, resta l’amarezza per l’ostilità ucraina verso un Pontefice di pace - AFV
La morte di Papa Francesco ha lasciato un vuoto immenso nella Chiesa cattolica e nel cuore di milioni di fedeli
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Forwarded from Pino Cabras
[... segue]
A ISTANBUL, DOVE OCCIDENTE E ORIENTE NON HANNO SMESSO DI PARLARSI [PARTE 2]
[...] È un eurosuicidio a strati: economico, industriale, tecnologico, militare, strategico. L'Europa perde mercati, competitività, autonomia e peso nel mondo. E rischia di perdere anche qualcosa di meno visibile ma decisivo: la capacità di immaginare un futuro condiviso con il resto del continente eurasiatico.
Oggi, alla vigilia del Forum, ne ho avuto una rappresentazione straordinariamente concreta, e per certi versi commovente. Un magnifico concerto di musica classica, con orchestra, tenore, soprano e uno straordinario pianista, ha proposto soprattutto opere del repertorio italiano. In platea, russi, kazaki, azeri, turchi e rappresentanti di altri popoli dell'Eurasia.
Non si trattava semplicemente della solita, generica celebrazione della musica come linguaggio universale. C'era qualcosa di molto più preciso e profondo: la percezione nettissima di un tessuto connettivo culturale comune, di un patrimonio di riferimenti, sensibilità e forme espressive nel quale tutti si riconoscevano. La musica italiana non appariva affatto come qualcosa di estraneo, importato da un altro universo: apparteneva pienamente all'orizzonte culturale condiviso di quella platea. Una testimonianza vivissima di quanto le nostre civiltà siano già intrecciate, comprensibili e compatibili.
Ed è proprio questo che rischiamo di distruggere. Non un'astratta aspirazione alla fratellanza universale, ma una realtà storica di relazioni, conoscenze e appartenenze comuni, sulla quale è possibile costruire nuovi equilibri.
Il Forum di Istanbul va in questa direzione. Dimostra che esistono ancora interlocutori, interessi complementari e spazi di cooperazione. Che si può cercare una convergenza senza pretendere l'identità delle posizioni. Che la pace può essere costruita anche attraverso una rete concreta di convenienze reciproche.
È ciò che ho cercato di approfondire anche nell'ultima puntata di Campo Profondo, riprendendo Johan Galtung: la pace non è soltanto far tacere le armi, ma creare condizioni di sicurezza e prosperità condivise che rendano conveniente a tutti non tornare alla guerra. Una prospettiva autenticamente win-win.
A Istanbul cercherò di raccontare da vicino questa realtà, ascoltandone i protagonisti, le proposte e anche le contraddizioni. Dedicherò al Forum una prossima puntata speciale di Campo Profondo, con interviste e impressioni raccolte direttamente sul posto.
Mentre qualcuno lavora per rendere impossibile perfino parlarsi, qui ho già potuto constatare quanto profondamente siamo ancora capaci di comprenderci.
SE VUOI LA PACE, PREPARA LA PACE.
#Istanbul #VeronaEurasianEconomicForum #CampoProfondo #Eurasia #Pace #Geopolitica
[FINE]
A ISTANBUL, DOVE OCCIDENTE E ORIENTE NON HANNO SMESSO DI PARLARSI [PARTE 2]
[...] È un eurosuicidio a strati: economico, industriale, tecnologico, militare, strategico. L'Europa perde mercati, competitività, autonomia e peso nel mondo. E rischia di perdere anche qualcosa di meno visibile ma decisivo: la capacità di immaginare un futuro condiviso con il resto del continente eurasiatico.
Oggi, alla vigilia del Forum, ne ho avuto una rappresentazione straordinariamente concreta, e per certi versi commovente. Un magnifico concerto di musica classica, con orchestra, tenore, soprano e uno straordinario pianista, ha proposto soprattutto opere del repertorio italiano. In platea, russi, kazaki, azeri, turchi e rappresentanti di altri popoli dell'Eurasia.
Non si trattava semplicemente della solita, generica celebrazione della musica come linguaggio universale. C'era qualcosa di molto più preciso e profondo: la percezione nettissima di un tessuto connettivo culturale comune, di un patrimonio di riferimenti, sensibilità e forme espressive nel quale tutti si riconoscevano. La musica italiana non appariva affatto come qualcosa di estraneo, importato da un altro universo: apparteneva pienamente all'orizzonte culturale condiviso di quella platea. Una testimonianza vivissima di quanto le nostre civiltà siano già intrecciate, comprensibili e compatibili.
Ed è proprio questo che rischiamo di distruggere. Non un'astratta aspirazione alla fratellanza universale, ma una realtà storica di relazioni, conoscenze e appartenenze comuni, sulla quale è possibile costruire nuovi equilibri.
Il Forum di Istanbul va in questa direzione. Dimostra che esistono ancora interlocutori, interessi complementari e spazi di cooperazione. Che si può cercare una convergenza senza pretendere l'identità delle posizioni. Che la pace può essere costruita anche attraverso una rete concreta di convenienze reciproche.
È ciò che ho cercato di approfondire anche nell'ultima puntata di Campo Profondo, riprendendo Johan Galtung: la pace non è soltanto far tacere le armi, ma creare condizioni di sicurezza e prosperità condivise che rendano conveniente a tutti non tornare alla guerra. Una prospettiva autenticamente win-win.
A Istanbul cercherò di raccontare da vicino questa realtà, ascoltandone i protagonisti, le proposte e anche le contraddizioni. Dedicherò al Forum una prossima puntata speciale di Campo Profondo, con interviste e impressioni raccolte direttamente sul posto.
Mentre qualcuno lavora per rendere impossibile perfino parlarsi, qui ho già potuto constatare quanto profondamente siamo ancora capaci di comprenderci.
SE VUOI LA PACE, PREPARA LA PACE.
#Istanbul #VeronaEurasianEconomicForum #CampoProfondo #Eurasia #Pace #Geopolitica
[FINE]
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