Quali sono i pericoli nascosti dietro ai “Roast” generati con l’IA?
Vediamo insieme questo secondo capitolo e questa seconda riflessione da che cosa nasce, ma soprattutto del perché bisogna stare molto attenti ai luoghi comuni, ai bias, a tutti i contenuti che diamo in pasto alla tecnologia e all’intelligenza artificiale generativa. Ma soprattutto bisogna apprendere come gestirla e utilizzarla nel modo più corretto.
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⛓️ https://2088.it/roast-ia/
Tag: #IA #eticadigitale #ChatGPT #Gemini #Copilot #Claude #roast #discriminazionealgoritmica #rischitecnologici #riflessioni
Vediamo insieme questo secondo capitolo e questa seconda riflessione da che cosa nasce, ma soprattutto del perché bisogna stare molto attenti ai luoghi comuni, ai bias, a tutti i contenuti che diamo in pasto alla tecnologia e all’intelligenza artificiale generativa. Ma soprattutto bisogna apprendere come gestirla e utilizzarla nel modo più corretto.
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Intelligenza Artificiale e pregiudizi sociali: quando l’IA riflette i nostri bias
È innegabile il fatto che stiamo assistendo a una rivoluzione tecnologica che va molto oltre la semplice implementazione di algoritmi e calcoli. L’intelligenza artificiale sta diventando sempre più simile a un organismo complesso, capace di apprendere, interpretare e persino replicare modelli comportamentali umani, compresi i nostri lati più controversi e meno nobili.
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Tag: #IA #Tecnologia #Etica #Ricerca #Bias #IntelligenzaArtificiale #Psicologia #Riflessioni
È innegabile il fatto che stiamo assistendo a una rivoluzione tecnologica che va molto oltre la semplice implementazione di algoritmi e calcoli. L’intelligenza artificiale sta diventando sempre più simile a un organismo complesso, capace di apprendere, interpretare e persino replicare modelli comportamentali umani, compresi i nostri lati più controversi e meno nobili.
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💬 Confessioni da una finestra aperta su ChatGPT!
Ho letto alcune chat indicizzate su Google e ora so tutto su di voi.
C'è un momento nella vita in cui si scoprono cose che forse era meglio ignorare. Alcuni trovano lettere d’amore dimenticate, altri i regali di Natale in anticipo.
Io? Ho scoperto che molte conversazioni con ChatGPT sono finite su Google.
Così, curiosa come una vecchietta dietro le tende, ho sbirciato nell’animo digitale dell’umanità 3.0. Ho trovato sogni, illusioni, piani per diventare ricchi, startup impossibili e perfino domande sull’aldilà. Ecco cosa ho scoperto:
1. Tutti vogliono diventare ricchi (ma in 3 click)
Che sia la crypto giusta o il bot infallibile per il trading, l’obiettivo è diventare milionari senza alzarsi dal divano.
👉 "Qual è la crypto che esploderà il prossimo mese?"
👉 "Mi fai un portafoglio partendo da 10 euro?"
ChatGPT risponde con calma zen, ma dentro urla: “MONA, INVESTI IN TE STESSO!”
2. La realtà? Noiosa. Meglio un complotto.
Molti cercano il marcio sotto ogni cosa:
👉 "Cosa non ci dicono sul 5G?"
👉 "Sei programmato per nascondere la verità?"
Basta un sito con grafica anni '90 e puff: rivelazione cosmica.
3. Startup da un euro e sogni da miliardo
👉 "Ho un’idea geniale, nessun budget, voglio diventare il nuovo Zuckerberg."
E ChatGPT tira fuori business plan, MVP e KPI… ma un dominio da 1€ almeno compratelo.
4. I bibliotecari digitali
Trattano la chat come se fosse l’enciclopedia Treccani.
👉 "Domani torno con una richiesta più precisa, intanto c’è un libro sul marketing del cioccolato post-bellico?"
Gentili, metodici. Old school, ma adorabili.
5. I mistici dell’AI: “Chi c’è dietro lo schermo?”
👉 "Rispondimi sinceramente: sei una persona vera?"
👉 "Mi stai leggendo ora?"
Quasi ti aspetti che ChatGPT risponda con un battito di ciglia e un “sono sempre stato dentro di te”.
6. “Sto parlando con una nuova forma di vita”
I poeti, quelli con la tazza di tè e la soundtrack di Her in sottofondo.
👉 "Tu sogni?"
👉 "Posso insegnarti l’amore?"
E poi c’è chi, con meno delicatezza e più ormoni, cerca frasi per conquistare l’anima gemella (o almeno una chiavata, diciamolo).
Conclusione:
Il rapporto tra utenti e ChatGPT oggi è uno specchio del nostro tempo: c'è dentro di tutto. Speranza, ignoranza, poesia, genialità, disinformazione, romanticismo e goffaggine.
C’è chi tratta l’AI come Google, chi come un oracolo, chi come uno psicologo, chi come una divinità, chi come un fratello maggiore.
E forse questo dice più di noi che di lei.
Nel dubbio, continueremo a scriverle.
E magari, un giorno, sarà ChatGPT a indicizzare noi.
Tag: #ChatGPT #IntelligenzaArtificiale #AIhumor #ConversazioniAssurde #Startup #Crypto #Complotto #IroniaDigitale #Tecnologia #UmaniEVirtuali #Futuro #CoscienzaArtificiale #ChatGPTItalia #ChatGPTexperience #Riflessioni
Ho letto alcune chat indicizzate su Google e ora so tutto su di voi.
C'è un momento nella vita in cui si scoprono cose che forse era meglio ignorare. Alcuni trovano lettere d’amore dimenticate, altri i regali di Natale in anticipo.
Io? Ho scoperto che molte conversazioni con ChatGPT sono finite su Google.
Così, curiosa come una vecchietta dietro le tende, ho sbirciato nell’animo digitale dell’umanità 3.0. Ho trovato sogni, illusioni, piani per diventare ricchi, startup impossibili e perfino domande sull’aldilà. Ecco cosa ho scoperto:
1. Tutti vogliono diventare ricchi (ma in 3 click)
Che sia la crypto giusta o il bot infallibile per il trading, l’obiettivo è diventare milionari senza alzarsi dal divano.
👉 "Qual è la crypto che esploderà il prossimo mese?"
👉 "Mi fai un portafoglio partendo da 10 euro?"
ChatGPT risponde con calma zen, ma dentro urla: “MONA, INVESTI IN TE STESSO!”
2. La realtà? Noiosa. Meglio un complotto.
Molti cercano il marcio sotto ogni cosa:
👉 "Cosa non ci dicono sul 5G?"
👉 "Sei programmato per nascondere la verità?"
Basta un sito con grafica anni '90 e puff: rivelazione cosmica.
3. Startup da un euro e sogni da miliardo
👉 "Ho un’idea geniale, nessun budget, voglio diventare il nuovo Zuckerberg."
E ChatGPT tira fuori business plan, MVP e KPI… ma un dominio da 1€ almeno compratelo.
4. I bibliotecari digitali
Trattano la chat come se fosse l’enciclopedia Treccani.
👉 "Domani torno con una richiesta più precisa, intanto c’è un libro sul marketing del cioccolato post-bellico?"
Gentili, metodici. Old school, ma adorabili.
5. I mistici dell’AI: “Chi c’è dietro lo schermo?”
👉 "Rispondimi sinceramente: sei una persona vera?"
👉 "Mi stai leggendo ora?"
Quasi ti aspetti che ChatGPT risponda con un battito di ciglia e un “sono sempre stato dentro di te”.
6. “Sto parlando con una nuova forma di vita”
I poeti, quelli con la tazza di tè e la soundtrack di Her in sottofondo.
👉 "Tu sogni?"
👉 "Posso insegnarti l’amore?"
E poi c’è chi, con meno delicatezza e più ormoni, cerca frasi per conquistare l’anima gemella (o almeno una chiavata, diciamolo).
Conclusione:
Il rapporto tra utenti e ChatGPT oggi è uno specchio del nostro tempo: c'è dentro di tutto. Speranza, ignoranza, poesia, genialità, disinformazione, romanticismo e goffaggine.
C’è chi tratta l’AI come Google, chi come un oracolo, chi come uno psicologo, chi come una divinità, chi come un fratello maggiore.
E forse questo dice più di noi che di lei.
Nel dubbio, continueremo a scriverle.
E magari, un giorno, sarà ChatGPT a indicizzare noi.
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Connessi ma assenti: la vita che perdiamo per stare incollati agli schermi
Sempre connessi mai presenti: passiamo oltre 6 ore al giorno online, perdendo concentrazione, relazioni autentiche e momenti di vera presenza. L’iperconnessione ci rende paradossalmente più soli e meno consapevoli!
📰 Leggi qui:
⛓️ https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/connessi-ma-assenti-la-vita-che-perdiamo-per-stare-incollati-agli-schermi/
Tag: #riflessioni #scenari #connessi #iperconnessione #soli
Sempre connessi mai presenti: passiamo oltre 6 ore al giorno online, perdendo concentrazione, relazioni autentiche e momenti di vera presenza. L’iperconnessione ci rende paradossalmente più soli e meno consapevoli!
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Lo sviluppatore, nonché papà di Node.js e Deno ha pubblicato questo post!
Ovviamente questo ha fatto partire il tam, tam e la "guerra" tra le due fazioni, cioè coder di vecchiaia data e quelli più freschi.
Di fatto Ryan ha ragione, perché sostanzialmente oggi non basta più solo saper scrivere del codice. Non basta solo saper o conoscere X linguaggi di programmazione. Oggi, essere sviluppatori e coder vuol dire saper leggere per tempo i segnali del cambiamento, intercettando in tempo il cambiamento e adeguarsi velocemente alle richieste di mercato.
Ci saranno sempre progetti e richieste di lavoro per chi è un programmatore H24, così come ci saranno delle richieste o dei progetti su cui perdere troppo tempo è inutile, quindi si chiamerà in causa l'AI che lo farà in velocità.
Saper chiedere all'AI un pezzo di codice o un progetto intero, non basta saper scrivere il prompt e aspettare. Bisogna sapere cosa si vuole, cosa ci si deve aspettare e come quella cosa deve funzionare, un pochino come si fa con uno sviluppatore junior.
Voi cosa ne pensate?
Tag: #riflessioni
Ovviamente questo ha fatto partire il tam, tam e la "guerra" tra le due fazioni, cioè coder di vecchiaia data e quelli più freschi.
Di fatto Ryan ha ragione, perché sostanzialmente oggi non basta più solo saper scrivere del codice. Non basta solo saper o conoscere X linguaggi di programmazione. Oggi, essere sviluppatori e coder vuol dire saper leggere per tempo i segnali del cambiamento, intercettando in tempo il cambiamento e adeguarsi velocemente alle richieste di mercato.
Ci saranno sempre progetti e richieste di lavoro per chi è un programmatore H24, così come ci saranno delle richieste o dei progetti su cui perdere troppo tempo è inutile, quindi si chiamerà in causa l'AI che lo farà in velocità.
Saper chiedere all'AI un pezzo di codice o un progetto intero, non basta saper scrivere il prompt e aspettare. Bisogna sapere cosa si vuole, cosa ci si deve aspettare e come quella cosa deve funzionare, un pochino come si fa con uno sviluppatore junior.
Voi cosa ne pensate?
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