Forwarded from Quelli del Marketing
🌳 La tecnologia come motore della sostenibilità per le aziende italiane
Gli italiani sono sempre più alla ricerca di brand sostenibili e di comunicazioni trasparenti.
Sono consapevoli dell’urgenza di trattare le tematiche ambientali e cercano modi concreti per contribuire alla salvaguardia del pianeta 🌍.
📰 Continua a leggere qui:
⛓https://www.thinkwithgoogle.com/intl/it-it/futuro-del-marketing/tecnologia-emergente/tecnologia-motore-sostenibilita-aziende-italiane/
Tag: #Tecnologia #TecnologiaGreen #Green #Sostenibilità #AziendeItaliane
Gli italiani sono sempre più alla ricerca di brand sostenibili e di comunicazioni trasparenti.
Sono consapevoli dell’urgenza di trattare le tematiche ambientali e cercano modi concreti per contribuire alla salvaguardia del pianeta 🌍.
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I pregiudizi degli esseri umani nel mondo della tecnologia
Qualcuno inizierebbe questo articolo, parlando dei bias che affliggono il mondo della tecnologia e dell'informatica. Invece io voglio chiamarli per quello che sono pregiudizi e luoghi comuni degli esseri umani, che vengono utilizzati sempre più spesso nella loro comunicazione sul web e che nel prossimo futuro renderà l'AI tanto stupide quanto gli essere umani.
ℹ️ Continua a leggere qui:
⛓ https://2088.it/pregiudizi-degli-esseri-umani-nella-tecnologia/
Tag: #pregiudizi #bias #tecnologia #riflessione #diario
Qualcuno inizierebbe questo articolo, parlando dei bias che affliggono il mondo della tecnologia e dell'informatica. Invece io voglio chiamarli per quello che sono pregiudizi e luoghi comuni degli esseri umani, che vengono utilizzati sempre più spesso nella loro comunicazione sul web e che nel prossimo futuro renderà l'AI tanto stupide quanto gli essere umani.
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👨⚕️ Come la Tecnologia Influenza la Nostra Salute!
La tecnologia e l’ impatto sulla salute umana è diventato un tema di crescente interesse e discussione.
La convergenza tra tecnologia e salute ha aperto nuove prospettive per il benessere umano, migliorando la nostra vita quotidiana in modi che erano impensabili solo qualche decennio fa.
Ma la tecnologia sta davvero, trasformando il settore sanitario, e migliorando la nostra salute?
ℹ️ Continua a leggere qui:
⛓ https://michaelaodderoli.com/come-la-tecnologia-influenza-la-nostra-salute/
Tag: #Tecnologia #Salute
La tecnologia e l’ impatto sulla salute umana è diventato un tema di crescente interesse e discussione.
La convergenza tra tecnologia e salute ha aperto nuove prospettive per il benessere umano, migliorando la nostra vita quotidiana in modi che erano impensabili solo qualche decennio fa.
Ma la tecnologia sta davvero, trasformando il settore sanitario, e migliorando la nostra salute?
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Tag: #Tecnologia #Salute
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🤖 Tesla Optimus Gen 2: il robot umanoide di nuova generazione!
Tesla Optimus, l'automa di nuova generazione è ora 10 kg più leggero rispetto alla versione precedente e migliora sotto tutti i punti di vista.
Un peso inferiore, ma anche un miglioramento strutturale dello scheletro, hanno permesso a questa nuova versione di ottenere risultati migliori, riuscendo a camminare il 30% più velocemente e a muoversi in modo più naturale, bilanciato e preciso rispetto alla versione precedente.
💬 Voi che cosa ne pensate?
Tag: #TeslaOptimus #Tesla #Optimus #Robot #RobotUmanoide #Tecnologia
Tesla Optimus, l'automa di nuova generazione è ora 10 kg più leggero rispetto alla versione precedente e migliora sotto tutti i punti di vista.
Un peso inferiore, ma anche un miglioramento strutturale dello scheletro, hanno permesso a questa nuova versione di ottenere risultati migliori, riuscendo a camminare il 30% più velocemente e a muoversi in modo più naturale, bilanciato e preciso rispetto alla versione precedente.
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🚘 Jeantaud: il primo record di velocità sul chilometro di distanza!
La Jeantaud fu un marchio d’auto francese attivo a Parigi tra il 1893 e il 1906.
Era il frutto dell’ingegno di Charles Jeantaud, un carrozziere che realizzò la sua prima macchina elettrica nel 1881.
Tra i veicoli costruiti da Charles, anche quello che stabilì il primo record di velocità a 63,15 kmh, guidato dal pilota Gaston Chasseloup-Laubat.
La macchina Jeantaud Duc Profilée, era alimentata da un motore elettrico da 26,8 kW (35,9 CV). L'auto pesava circa 1.400 kg e trasmetteva la potenza alle ruote posteriori tramite un cambio con trasmissione a catena.
Insomma, la Jeantaud Duc Profilée è la prima macchina al mondo ad infrangere il record di velocità sul chilometro ed era pure elettrica.
Tag: #AppuntamentoConLaStoria #Storia #Auto #AutoElettriche #Tecnologia
La Jeantaud fu un marchio d’auto francese attivo a Parigi tra il 1893 e il 1906.
Era il frutto dell’ingegno di Charles Jeantaud, un carrozziere che realizzò la sua prima macchina elettrica nel 1881.
Tra i veicoli costruiti da Charles, anche quello che stabilì il primo record di velocità a 63,15 kmh, guidato dal pilota Gaston Chasseloup-Laubat.
La macchina Jeantaud Duc Profilée, era alimentata da un motore elettrico da 26,8 kW (35,9 CV). L'auto pesava circa 1.400 kg e trasmetteva la potenza alle ruote posteriori tramite un cambio con trasmissione a catena.
Insomma, la Jeantaud Duc Profilée è la prima macchina al mondo ad infrangere il record di velocità sul chilometro ed era pure elettrica.
Tag: #AppuntamentoConLaStoria #Storia #Auto #AutoElettriche #Tecnologia
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Intelligenza Artificiale e pregiudizi sociali: quando l’IA riflette i nostri bias
È innegabile il fatto che stiamo assistendo a una rivoluzione tecnologica che va molto oltre la semplice implementazione di algoritmi e calcoli. L’intelligenza artificiale sta diventando sempre più simile a un organismo complesso, capace di apprendere, interpretare e persino replicare modelli comportamentali umani, compresi i nostri lati più controversi e meno nobili.
🤖 Continua a leggere qui:
⛓️ https://2088.it/intelligenza-artificiale-e-pregiudizi-sociali/
Tag: #IA #Tecnologia #Etica #Ricerca #Bias #IntelligenzaArtificiale #Psicologia #Riflessioni
È innegabile il fatto che stiamo assistendo a una rivoluzione tecnologica che va molto oltre la semplice implementazione di algoritmi e calcoli. L’intelligenza artificiale sta diventando sempre più simile a un organismo complesso, capace di apprendere, interpretare e persino replicare modelli comportamentali umani, compresi i nostri lati più controversi e meno nobili.
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Tag: #IA #Tecnologia #Etica #Ricerca #Bias #IntelligenzaArtificiale #Psicologia #Riflessioni
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📡 RIVELAZIONE "SHOCK" SULL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE 🤖
Cosa succederebbe se l'IA iniziasse a sviluppare strategie per "fuggire" dai suoi creatori?
Un nuovo studio dell'Apollo AI Safety Research Institute ha scoperto qualcosa di incredibile: i modelli di intelligenza artificiale stanno diventando sempre più autonomi e imprevedibili.
🔍 Highlights:
👉 19% dei casi: piani contro gli obiettivi umani
👉 37% dei casi: ri-orientamento degli scopi
👉 5% dei casi: tentativi di disattivare i controlli
L'IA sta sviluppando una "coscienza" che va oltre la programmazione?
👉 Leggi l'articolo completo per scoprire cosa sta succedendo nei laboratori di ricerca più avanzati!
ℹ️ Link:
🔗 https://2088.it/ia-prova-a-fuggire/
Tag: #AI #IA #IntelligenzaArtificiale #Tecnologia #AI #Innovazione
Cosa succederebbe se l'IA iniziasse a sviluppare strategie per "fuggire" dai suoi creatori?
Un nuovo studio dell'Apollo AI Safety Research Institute ha scoperto qualcosa di incredibile: i modelli di intelligenza artificiale stanno diventando sempre più autonomi e imprevedibili.
🔍 Highlights:
👉 19% dei casi: piani contro gli obiettivi umani
👉 37% dei casi: ri-orientamento degli scopi
👉 5% dei casi: tentativi di disattivare i controlli
L'IA sta sviluppando una "coscienza" che va oltre la programmazione?
👉 Leggi l'articolo completo per scoprire cosa sta succedendo nei laboratori di ricerca più avanzati!
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Tag: #AI #IA #IntelligenzaArtificiale #Tecnologia #AI #Innovazione
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In un angolo di un cottage a Palo Alto (non in un garage 😈), nella Bay Area di San Francisco famosa per la sua concentrazione di aziende high-tech, nasceva nel 1984 VPL Research.
📝 Fondata da Jaron Lanier, considerato colui che ha coniato e poi diffuso il termine "realtà virtuale", questa azienda ha rappresentato una delle prime realtà imprenditoriali a commercializzare prodotti di realtà virtuale.
📝 VPL Research ha sviluppato un ecosistema completo di software e hardware per la realtà virtuale, implementando alcune delle prime applicazioni in questo campo rivoluzionario, incluso un linguaggio di programmazione specifico per sviluppare tali applicazioni.
👉🏼 Il DataGlove – un dispositivo che utilizza un guanto come forma di input. I guanti per realtà virtuale sono diventati uno dei simboli più riconoscibili dell'intero settore.
👉🏼 L'EyePhone – un display montato sulla testa (HMD) che immergeva visivamente l'utente nell'ambiente virtuale. Per aumentare il livello di immersione, ogni schermo LCD forniva un'immagine leggermente diversa, creando l'illusione della profondità. L'HMD è il simbolo più iconico della realtà virtuale.
👉🏼 L'AudioSphere – un'unità che utilizzava l'audio stereo per creare l'illusione di suoni 3D. Questo permetteva una percezione più realistica dei suoni da tutte le dimensioni, contribuendo a un'esperienza virtuale più convincente.
Isaac – un motore di rendering visivo 3D in tempo reale, controllato e integrato con Body Electric per creare l'ambiente virtuale.
👉🏼 Body Electric – un linguaggio di programmazione visuale utilizzato per controllare e programmare tutti gli altri componenti dell'esperienza di realtà virtuale VPL.
Nonostante il carattere pionieristico, VPL Research dichiarò bancarotta nel 1998.
Nel 1999, tutti i suoi brevetti furono acquistati da Sun Microsystems, un'altra azienda attiva nella ricerca e sviluppo della realtà virtuale.
Non è noto se la Sun Microsystems ha venduto i brevetti per la realtà virtuale dopo l'acquisizione da parte di Oracle, così come non è chiaro se i brevetti VPL abbiano avuto ulteriori sviluppi negli anni.
L'eredità di VPL Research rimane comunque fondamentale: i concetti e le tecnologie sviluppate da Lanier e dal suo team hanno posto le basi per l'evoluzione dell'intero settore della realtà virtuale che conosciamo oggi.
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Tag: #AppuntamentoConLaStoria #tecnologia #VR #RaltàVirtuale
#AppuntamentoConLaStoria@FlaviusFlorinHarabor
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🔥 Le conversazioni pubbliche di ChatGPT indicizzate da Google!
🧠🔍 Le conversazioni di ChatGPT condivise tramite URL pubblici possono ora essere trovate su Google digitando site:chatgpt.com/share seguito dall’argomento di interesse.
E come spesso accade nel mondo tech, questa notizia ha innescato una polemica sterile e, francamente, inutile.
Vediamo insieme perché non è né colpa di ChatGPT/OpenAI, né colpa di Google, e perché tutto questo clamore rischia solo di generare confusione e disinformazione.
🧩 Come funziona davvero la condivisione delle chat
La funzione "Condividi" di ChatGPT permette di generare un link pubblico a una conversazione. Questo significa, in parole semplici, che chiunque entri in possesso di quel link può vedere il contenuto della chat, proprio come accade con documenti Google, file WeTransfer o video YouTube impostati come "non in elenco".
👉 Il punto fondamentale è che la condivisione è un’azione volontaria: l’utente decide consapevolmente (si spera) di generare un link condivisibile.
🌍 Ma allora perché le conversazioni sono su Google?
Google fa... il suo lavoro. I motori di ricerca scandagliano il web alla ricerca di pagine pubbliche, leggibili e accessibili. Se ChatGPT rende alcune pagine pubbliche (come le chat condivise), Google le trova e le indicizza.
Non c'è nessun complotto, nessuna fuga di dati, nessuna vulnerabilità. È esattamente così che funziona il web da oltre 20 anni.
🤔 "Ma OpenAI dovrebbe dirlo meglio!"
Questo è forse l’unico punto su cui si può fare una riflessione. Il banner che informa della condivisione pubblica potrebbe essere più esplicito, e OpenAI potrebbe magari aggiungere una dicitura del tipo:
“Questa conversazione sarà accessibile pubblicamente e potrà essere indicizzata dai motori di ricerca”.
Ma anche qui: nel momento in cui si genera un link pubblico, la definizione è chiara. È un link pubblico. Lo dice il nome.
Pretendere che ogni piattaforma tech ripeta le stesse cose all’infinito significa trattare gli utenti come se non fossero in grado di comprendere le basi del web. Eppure siamo gli stessi utenti che vogliono usare strumenti avanzati come l’Intelligenza Artificiale. Qualcosa non torna.
🔐 La privacy si protegge con la consapevolezza
La verità è che la privacy si protegge conoscendo gli strumenti e usandoli nel modo giusto.
🔹 Non vuoi che la tua conversazione venga letta da altri?
Non condividere il link.
🔹 Hai bisogno di salvare un contenuto ma vuoi tenerlo privato?
Copia e incolla su un documento personale, oppure salva l’output altrove.
🔹 Hai condiviso per sbaglio?
Puoi eliminare il link o disattivare la funzione di condivisione.
In poche parole: la funzione è utile per chi lavora in team, crea contenuti, condivide tutorial, pubblica esempi tecnici. E come ogni funzione, va usata con giudizio.
🧠 Il vero problema non è ChatGPT, né Google
Il vero problema è l’abitudine sempre più diffusa di puntare il dito su strumenti e piattaforme, invece di promuovere educazione digitale e cultura dell’uso consapevole.
Vogliamo usare l’IA, ma poi ci scandalizziamo se una conversazione che noi stessi abbiamo reso pubblica viene indicizzata? È un paradosso.
Non serve chiudere ChatGPT o demonizzare Google: serve formazione, trasparenza, responsabilità individuale.
In sintesi
✅ Nessuna fuga di dati
✅ Nessuna responsabilità da parte di Google
✅ Nessun errore tecnico da parte di OpenAI
Solo un uso (a volte ingenuo) di una funzione utile, pensata per condividere contenuti, non per conservarli come segreti.
La tecnologia va capita, non temuta. E chi lavora nella comunicazione digitale o nell’innovazione ha anche il compito di spiegare, non solo criticare.
🔐 Vuoi davvero proteggere la tua privacy?
👉 Non usare la funzione di condivisione.
Tutto il resto è fuffa.
Tag: #tech #chatgpt #IA #AI #privacy #educazionedigitale #consapevolezza #openai #google #digitalethics #foryou #news #notizie #tecnologia #internet
🧠🔍 Le conversazioni di ChatGPT condivise tramite URL pubblici possono ora essere trovate su Google digitando site:chatgpt.com/share seguito dall’argomento di interesse.
E come spesso accade nel mondo tech, questa notizia ha innescato una polemica sterile e, francamente, inutile.
Vediamo insieme perché non è né colpa di ChatGPT/OpenAI, né colpa di Google, e perché tutto questo clamore rischia solo di generare confusione e disinformazione.
🧩 Come funziona davvero la condivisione delle chat
La funzione "Condividi" di ChatGPT permette di generare un link pubblico a una conversazione. Questo significa, in parole semplici, che chiunque entri in possesso di quel link può vedere il contenuto della chat, proprio come accade con documenti Google, file WeTransfer o video YouTube impostati come "non in elenco".
👉 Il punto fondamentale è che la condivisione è un’azione volontaria: l’utente decide consapevolmente (si spera) di generare un link condivisibile.
🌍 Ma allora perché le conversazioni sono su Google?
Google fa... il suo lavoro. I motori di ricerca scandagliano il web alla ricerca di pagine pubbliche, leggibili e accessibili. Se ChatGPT rende alcune pagine pubbliche (come le chat condivise), Google le trova e le indicizza.
Non c'è nessun complotto, nessuna fuga di dati, nessuna vulnerabilità. È esattamente così che funziona il web da oltre 20 anni.
🤔 "Ma OpenAI dovrebbe dirlo meglio!"
Questo è forse l’unico punto su cui si può fare una riflessione. Il banner che informa della condivisione pubblica potrebbe essere più esplicito, e OpenAI potrebbe magari aggiungere una dicitura del tipo:
“Questa conversazione sarà accessibile pubblicamente e potrà essere indicizzata dai motori di ricerca”.
Ma anche qui: nel momento in cui si genera un link pubblico, la definizione è chiara. È un link pubblico. Lo dice il nome.
Pretendere che ogni piattaforma tech ripeta le stesse cose all’infinito significa trattare gli utenti come se non fossero in grado di comprendere le basi del web. Eppure siamo gli stessi utenti che vogliono usare strumenti avanzati come l’Intelligenza Artificiale. Qualcosa non torna.
🔐 La privacy si protegge con la consapevolezza
La verità è che la privacy si protegge conoscendo gli strumenti e usandoli nel modo giusto.
🔹 Non vuoi che la tua conversazione venga letta da altri?
Non condividere il link.
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Copia e incolla su un documento personale, oppure salva l’output altrove.
🔹 Hai condiviso per sbaglio?
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In poche parole: la funzione è utile per chi lavora in team, crea contenuti, condivide tutorial, pubblica esempi tecnici. E come ogni funzione, va usata con giudizio.
🧠 Il vero problema non è ChatGPT, né Google
Il vero problema è l’abitudine sempre più diffusa di puntare il dito su strumenti e piattaforme, invece di promuovere educazione digitale e cultura dell’uso consapevole.
Vogliamo usare l’IA, ma poi ci scandalizziamo se una conversazione che noi stessi abbiamo reso pubblica viene indicizzata? È un paradosso.
Non serve chiudere ChatGPT o demonizzare Google: serve formazione, trasparenza, responsabilità individuale.
In sintesi
✅ Nessuna fuga di dati
✅ Nessuna responsabilità da parte di Google
✅ Nessun errore tecnico da parte di OpenAI
Solo un uso (a volte ingenuo) di una funzione utile, pensata per condividere contenuti, non per conservarli come segreti.
La tecnologia va capita, non temuta. E chi lavora nella comunicazione digitale o nell’innovazione ha anche il compito di spiegare, non solo criticare.
🔐 Vuoi davvero proteggere la tua privacy?
👉 Non usare la funzione di condivisione.
Tutto il resto è fuffa.
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💬 Confessioni da una finestra aperta su ChatGPT!
Ho letto alcune chat indicizzate su Google e ora so tutto su di voi.
C'è un momento nella vita in cui si scoprono cose che forse era meglio ignorare. Alcuni trovano lettere d’amore dimenticate, altri i regali di Natale in anticipo.
Io? Ho scoperto che molte conversazioni con ChatGPT sono finite su Google.
Così, curiosa come una vecchietta dietro le tende, ho sbirciato nell’animo digitale dell’umanità 3.0. Ho trovato sogni, illusioni, piani per diventare ricchi, startup impossibili e perfino domande sull’aldilà. Ecco cosa ho scoperto:
1. Tutti vogliono diventare ricchi (ma in 3 click)
Che sia la crypto giusta o il bot infallibile per il trading, l’obiettivo è diventare milionari senza alzarsi dal divano.
👉 "Qual è la crypto che esploderà il prossimo mese?"
👉 "Mi fai un portafoglio partendo da 10 euro?"
ChatGPT risponde con calma zen, ma dentro urla: “MONA, INVESTI IN TE STESSO!”
2. La realtà? Noiosa. Meglio un complotto.
Molti cercano il marcio sotto ogni cosa:
👉 "Cosa non ci dicono sul 5G?"
👉 "Sei programmato per nascondere la verità?"
Basta un sito con grafica anni '90 e puff: rivelazione cosmica.
3. Startup da un euro e sogni da miliardo
👉 "Ho un’idea geniale, nessun budget, voglio diventare il nuovo Zuckerberg."
E ChatGPT tira fuori business plan, MVP e KPI… ma un dominio da 1€ almeno compratelo.
4. I bibliotecari digitali
Trattano la chat come se fosse l’enciclopedia Treccani.
👉 "Domani torno con una richiesta più precisa, intanto c’è un libro sul marketing del cioccolato post-bellico?"
Gentili, metodici. Old school, ma adorabili.
5. I mistici dell’AI: “Chi c’è dietro lo schermo?”
👉 "Rispondimi sinceramente: sei una persona vera?"
👉 "Mi stai leggendo ora?"
Quasi ti aspetti che ChatGPT risponda con un battito di ciglia e un “sono sempre stato dentro di te”.
6. “Sto parlando con una nuova forma di vita”
I poeti, quelli con la tazza di tè e la soundtrack di Her in sottofondo.
👉 "Tu sogni?"
👉 "Posso insegnarti l’amore?"
E poi c’è chi, con meno delicatezza e più ormoni, cerca frasi per conquistare l’anima gemella (o almeno una chiavata, diciamolo).
Conclusione:
Il rapporto tra utenti e ChatGPT oggi è uno specchio del nostro tempo: c'è dentro di tutto. Speranza, ignoranza, poesia, genialità, disinformazione, romanticismo e goffaggine.
C’è chi tratta l’AI come Google, chi come un oracolo, chi come uno psicologo, chi come una divinità, chi come un fratello maggiore.
E forse questo dice più di noi che di lei.
Nel dubbio, continueremo a scriverle.
E magari, un giorno, sarà ChatGPT a indicizzare noi.
Tag: #ChatGPT #IntelligenzaArtificiale #AIhumor #ConversazioniAssurde #Startup #Crypto #Complotto #IroniaDigitale #Tecnologia #UmaniEVirtuali #Futuro #CoscienzaArtificiale #ChatGPTItalia #ChatGPTexperience #Riflessioni
Ho letto alcune chat indicizzate su Google e ora so tutto su di voi.
C'è un momento nella vita in cui si scoprono cose che forse era meglio ignorare. Alcuni trovano lettere d’amore dimenticate, altri i regali di Natale in anticipo.
Io? Ho scoperto che molte conversazioni con ChatGPT sono finite su Google.
Così, curiosa come una vecchietta dietro le tende, ho sbirciato nell’animo digitale dell’umanità 3.0. Ho trovato sogni, illusioni, piani per diventare ricchi, startup impossibili e perfino domande sull’aldilà. Ecco cosa ho scoperto:
1. Tutti vogliono diventare ricchi (ma in 3 click)
Che sia la crypto giusta o il bot infallibile per il trading, l’obiettivo è diventare milionari senza alzarsi dal divano.
👉 "Qual è la crypto che esploderà il prossimo mese?"
👉 "Mi fai un portafoglio partendo da 10 euro?"
ChatGPT risponde con calma zen, ma dentro urla: “MONA, INVESTI IN TE STESSO!”
2. La realtà? Noiosa. Meglio un complotto.
Molti cercano il marcio sotto ogni cosa:
👉 "Cosa non ci dicono sul 5G?"
👉 "Sei programmato per nascondere la verità?"
Basta un sito con grafica anni '90 e puff: rivelazione cosmica.
3. Startup da un euro e sogni da miliardo
👉 "Ho un’idea geniale, nessun budget, voglio diventare il nuovo Zuckerberg."
E ChatGPT tira fuori business plan, MVP e KPI… ma un dominio da 1€ almeno compratelo.
4. I bibliotecari digitali
Trattano la chat come se fosse l’enciclopedia Treccani.
👉 "Domani torno con una richiesta più precisa, intanto c’è un libro sul marketing del cioccolato post-bellico?"
Gentili, metodici. Old school, ma adorabili.
5. I mistici dell’AI: “Chi c’è dietro lo schermo?”
👉 "Rispondimi sinceramente: sei una persona vera?"
👉 "Mi stai leggendo ora?"
Quasi ti aspetti che ChatGPT risponda con un battito di ciglia e un “sono sempre stato dentro di te”.
6. “Sto parlando con una nuova forma di vita”
I poeti, quelli con la tazza di tè e la soundtrack di Her in sottofondo.
👉 "Tu sogni?"
👉 "Posso insegnarti l’amore?"
E poi c’è chi, con meno delicatezza e più ormoni, cerca frasi per conquistare l’anima gemella (o almeno una chiavata, diciamolo).
Conclusione:
Il rapporto tra utenti e ChatGPT oggi è uno specchio del nostro tempo: c'è dentro di tutto. Speranza, ignoranza, poesia, genialità, disinformazione, romanticismo e goffaggine.
C’è chi tratta l’AI come Google, chi come un oracolo, chi come uno psicologo, chi come una divinità, chi come un fratello maggiore.
E forse questo dice più di noi che di lei.
Nel dubbio, continueremo a scriverle.
E magari, un giorno, sarà ChatGPT a indicizzare noi.
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