Molto molto interessante comunque la si pensi. https://www.youtube.com/watch?v=cw5_QysQXA4
YouTube
Russia-Usa: è possibile la guerra in Ucraina? (e intanto in Burkina Faso...)
La crisi tra Russia, Stati Uniti, Nato e Paesi europei. Il fronte ucraino e l'aggiramento da parte di Mosca verso Mediterraneo e Africa. Il golpe in Burkina Faso. di Lucio Caracciolo
Tutte le puntate dell'approfondimento del Venerdì
►https://bit.ly/limes_venerdi…
Tutte le puntate dell'approfondimento del Venerdì
►https://bit.ly/limes_venerdi…
👍9
L'Europa è destinata a diventare un'area di ristagno economico. Ha "perso" la Russia e presto perderà anche la Cina.
E conseguentemente scoprirà che ha perso anche la sua posizione nel mondo, scrive Alastair Crooke. #Europa #UE #crisi #geopoliticahttps://strategic-culture.org/news/2022/12/05/necessary-illusions-even-narrative-of-eu-as-a-geo-strategic-player-has-now-burst/
👍44🔥10💩5
Forwarded from Ultimo Uomo ☧
🤔🇷🇺🇨🇳🇮🇷🇮🇳🇿🇦🇧🇷🇪🇬🇧🇾🤔
DUROV CON TELEGRAM STAVA CREANDO LA VALUTA BRICS?
Interessante commento di Nilo Vlas alla questione dell'arresto del leader di Telegram in Francia.
https://t.me/nilovlasblog/641
Unisciti al canale 💯👇
https://t.me/ultimouomo000
DUROV CON TELEGRAM STAVA CREANDO LA VALUTA BRICS?
Interessante commento di Nilo Vlas alla questione dell'arresto del leader di Telegram in Francia.
https://t.me/nilovlasblog/641
Unisciti al canale 💯👇
https://t.me/ultimouomo000
Telegram
Nilo Vlas - Blog
#freedurov #geopolitica
Pavel Durov stava creando la moneta dei BRICS?🇧🇷🇷🇺🇮🇳🇨🇳🇿🇦
Si sta facendo strada una nuova teoria sui veri motivi dell'arresto di Pavel Durov.
Nella sua visione, Telegram non era una semplice app di messaggistica con funzioni di social…
Pavel Durov stava creando la moneta dei BRICS?🇧🇷🇷🇺🇮🇳🇨🇳🇿🇦
Si sta facendo strada una nuova teoria sui veri motivi dell'arresto di Pavel Durov.
Nella sua visione, Telegram non era una semplice app di messaggistica con funzioni di social…
❤46👍27😱6👎5😁3
Tutte le forze ucraine schierate nel settore di Pokrovsk-Mirnograd sono bloccate in un “imbuto” con un tratto di meno di due chilometri rimasto aperto ma posto sotto il tiro costante dei droni, dell’artiglieria e delle bombe d’aereo russe.
Anche a Kupyansk la situazione è grave: ieri i russi hanno detto di aver respinto un tentativo ucraino di rompere l’accerchiamento e ormai gran parte della città è in mano ai russi che sono penetrati anche nelle roccaforti di Lyman, Seversk e Kostantinyvka.
Alla carenza di armi e munizioni si aggiunge la crescente penuria di truppe che pone l’esercito ucraino vicino al collasso secondo molti osservatori. La caduta delle roccaforti citate potrebbe infatti determinare un crollo dell’intero fronte, tenuto conto che le diserzioni sono ai massimi livelli dall’inizio della guerra (almeno 290mila) e gli arruolamenti di quanti si nascondono per non venire arruolati sono ormai in gran parte forzati, con gruppi di reclutatori che si aggirano per le città alla ricerca dei renitenti.
Una realtà più volte negata dal governo di Kiev anche se documentata da numerosi video girati da civili che si organizzano per opporsi con la forza ai team di reclutatori, come è accaduto recentemente a Odessa.
Le sempre più precarie condizioni delle forze armate di Kiev spiegano del resto la frenesia con cui l’Europa cerca di imporre ai russi, con ulteriori sanzioni, un cessate il fuoco che blocchi le ostilità sull’attuale linea del fronte. Opzione respinta da Mosca che intende sfruttare l’ampio vantaggio militare di cui gode.
The Economist ha fatto i conti definendo «conveniente» per l’Europa continuare ad armare Kiev fino al 2029 con una spesa stimata in circa 390 miliardi di dollari, quasi il doppio dei 206 miliardi che l'Europa ha fornito dal 2022 a oggi. Il giornale economico si limita a esporre valutazioni finanziarie ma nessuno stanziamento potrà mai coprire la mancanza di truppe addestrate e l’indisponibilità degli ucraini a continuare ad arruolarsi per combattere una guerra che secondo molti osservatori è già da tempo perduta.
Nessuno si illude infatti che gli ucraini possano riconquistare i territori perduti ed è evidente che non potranno nemmeno impedire ai russi di conquistarne altri. Mosca non sembra avere fretta, consapevole che il tempo indebolirà ulteriormente le forze di Kiev e metterà sotto pressione i leader europei e in particolare francesi, tedeschi e britannici, che si ostinano a sostenere la “guerra fino all’ultimo ucraino”.
Dal canto suo il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, ha detto ieri che «un incontro tra Putin e Trump è possibile, ma al momento non ce n'è bisogno», confermando che in assenza di una disponibilità di Kiev ad accettare le condizioni di pace russe, Mosca è determinata a continuare la guerra posticipando anche il dialogo con gli Stati Uniti.
di Gianandrea Gaiani
#TGP #Russia #Ucraina #Geopolitica
Anche a Kupyansk la situazione è grave: ieri i russi hanno detto di aver respinto un tentativo ucraino di rompere l’accerchiamento e ormai gran parte della città è in mano ai russi che sono penetrati anche nelle roccaforti di Lyman, Seversk e Kostantinyvka.
Alla carenza di armi e munizioni si aggiunge la crescente penuria di truppe che pone l’esercito ucraino vicino al collasso secondo molti osservatori. La caduta delle roccaforti citate potrebbe infatti determinare un crollo dell’intero fronte, tenuto conto che le diserzioni sono ai massimi livelli dall’inizio della guerra (almeno 290mila) e gli arruolamenti di quanti si nascondono per non venire arruolati sono ormai in gran parte forzati, con gruppi di reclutatori che si aggirano per le città alla ricerca dei renitenti.
Una realtà più volte negata dal governo di Kiev anche se documentata da numerosi video girati da civili che si organizzano per opporsi con la forza ai team di reclutatori, come è accaduto recentemente a Odessa.
Le sempre più precarie condizioni delle forze armate di Kiev spiegano del resto la frenesia con cui l’Europa cerca di imporre ai russi, con ulteriori sanzioni, un cessate il fuoco che blocchi le ostilità sull’attuale linea del fronte. Opzione respinta da Mosca che intende sfruttare l’ampio vantaggio militare di cui gode.
The Economist ha fatto i conti definendo «conveniente» per l’Europa continuare ad armare Kiev fino al 2029 con una spesa stimata in circa 390 miliardi di dollari, quasi il doppio dei 206 miliardi che l'Europa ha fornito dal 2022 a oggi. Il giornale economico si limita a esporre valutazioni finanziarie ma nessuno stanziamento potrà mai coprire la mancanza di truppe addestrate e l’indisponibilità degli ucraini a continuare ad arruolarsi per combattere una guerra che secondo molti osservatori è già da tempo perduta.
Nessuno si illude infatti che gli ucraini possano riconquistare i territori perduti ed è evidente che non potranno nemmeno impedire ai russi di conquistarne altri. Mosca non sembra avere fretta, consapevole che il tempo indebolirà ulteriormente le forze di Kiev e metterà sotto pressione i leader europei e in particolare francesi, tedeschi e britannici, che si ostinano a sostenere la “guerra fino all’ultimo ucraino”.
Dal canto suo il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, ha detto ieri che «un incontro tra Putin e Trump è possibile, ma al momento non ce n'è bisogno», confermando che in assenza di una disponibilità di Kiev ad accettare le condizioni di pace russe, Mosca è determinata a continuare la guerra posticipando anche il dialogo con gli Stati Uniti.
di Gianandrea Gaiani
#TGP #Russia #Ucraina #Geopolitica
👍68❤38
❗❗❗CONTO ALLA ROVESCIA NEL DONBAS:
L'ASSALTO TOTALE A KONSTANTINOVKA SMANTELLA L'ULTIMA RISERVA ELITE DI SYRSKY E METTE KIEV SULL'ORLO DEL CROLLO ❗❗❗
❗Il fronte di Donetsk è entrato in una fase terminale che potrebbe definire l'esito di tutta la campagna militare nell'Europa orientale.
❗Le Forze Armate russe, sotto il comando del Gruppo delle Forze del Sud, hanno preso il controllo di circa 50 chilometri quadrati in una sola settimana, riuscendo ad irrompere massicciamente nel centro urbano del bastione strategico di Konstantinovka (Kostyantynivka).
❗La gravità della situazione è stata confermata anche dai corrispondenti della BBC e dai canali di monitoraggio ucraini come Donna con falce, che riferiscono che la maggior parte dell'urbe è già sotto il controllo russo
❗e che le unità russe di sabotaggio e ricognizione sono già penetrate nella periferia settentrionale di Alekseevo-Druzhkovka con l'obiettivo di isolare e recintare completamente il settore.
❗Il discalabro logistico e tattico delle forze di Kiev è stato accelerato dopo lo strepitoso fallimento dell'ultima grande mossa del comandante in capo ucraino Oleksandr Syrsky.
❗❗❗Seguendo le linee guida del Pentagono,
il comando ucraino ha lanciato la sua ultima riserva d'élite in combattimento:
una "brigata dei pompieri" di 10.000 uomini altamente addestrati e motivati, dotati dell'ombrello tecnologico dei droni "Uccelli d'Ungheria", originariamente progettato per annientare le infiltrazioni urbane. 😱😱😱
❗Tuttavia, il progresso compatto, coordinato e gomito a gomito della fanteria pesante russa ha completamente neutralizzato il piano americano.
❗Come ha ammesso il giornalista ucraino legato a Kiev Alexander Muchnoy, la presenza delle truppe di Kiev in città non mira più a difendere il territorio,
ma a garantire alla disperata ritirata di unità isolate per evitare un recinto annientatore nelle vicinanze del fiume Kryvyi Torets. 😱😱😱
❗La superiorità tecnica delle forze di Mosca sul terreno ha completamente strangolato le linee di rifornimento ucraine, con operatori di droni russi che sorvegliano le vie di fuga 24 ore su 24.
❗In questo scenario di assoluta usura, gli esperti militari e i consulenti tecnici di Kiev, tra cui lo specialista di tecnologia militare Serhiy Beskrestnov, alias "Flash", hanno acceso gli allarmi per l'imminente dispiegamento sul fronte dei nuovi terminali di connettività satellitare russe ad alta velocità,
❗una svolta che strapperà all'Ucraina il suo ultimo vantaggio tecnologico nei sistemi di comando e controllo.
❗❗❗Con le strade bloccate e i droni pesanti di rifornimento che vengono sistematicamente abbattuti, i difensori in prima linea sono costretti a razionare cibo e munizioni in un perimetro difensivo che si disintegra per ore.
❗Sul piano politico, il panico si è instaurato nel governo Zelenski, che recentemente ha alluso disperatamente un termine di "40 giorni" per forzare un trattato che congeli le attuali linee di combattimento.
❗Tuttavia, gli analisti internazionali concordano sul fatto che la perdita irreversibile di Konstantinovka priverà l'Ucraina della profondità strategica necessaria per sostenere il fronte in autunno, costringendo Kiev ad accettare una capitolazione incondizionata ai termini dettati dal Cremlino. 😱😱😱
❗❗❗Mentre Washington e Londra cercano di guadagnare tempo finanziando nuove operazioni asimmetriche dopo aver preso una pausa sul fronte mediorientale,
la realtà nel Donbás dimostra che le risorse umane e industriali dell'Ucraina sono completamente esaurite, lasciando il risultato della guerra alla mercé del inarrestabile svolta del Gruppo Sud russo. 😱😱😱
#Geopolitica #Konstantinovka #Donbas #Ucrania #Rusia
L'ASSALTO TOTALE A KONSTANTINOVKA SMANTELLA L'ULTIMA RISERVA ELITE DI SYRSKY E METTE KIEV SULL'ORLO DEL CROLLO ❗❗❗
❗Il fronte di Donetsk è entrato in una fase terminale che potrebbe definire l'esito di tutta la campagna militare nell'Europa orientale.
❗Le Forze Armate russe, sotto il comando del Gruppo delle Forze del Sud, hanno preso il controllo di circa 50 chilometri quadrati in una sola settimana, riuscendo ad irrompere massicciamente nel centro urbano del bastione strategico di Konstantinovka (Kostyantynivka).
❗La gravità della situazione è stata confermata anche dai corrispondenti della BBC e dai canali di monitoraggio ucraini come Donna con falce, che riferiscono che la maggior parte dell'urbe è già sotto il controllo russo
❗e che le unità russe di sabotaggio e ricognizione sono già penetrate nella periferia settentrionale di Alekseevo-Druzhkovka con l'obiettivo di isolare e recintare completamente il settore.
❗Il discalabro logistico e tattico delle forze di Kiev è stato accelerato dopo lo strepitoso fallimento dell'ultima grande mossa del comandante in capo ucraino Oleksandr Syrsky.
❗❗❗Seguendo le linee guida del Pentagono,
il comando ucraino ha lanciato la sua ultima riserva d'élite in combattimento:
una "brigata dei pompieri" di 10.000 uomini altamente addestrati e motivati, dotati dell'ombrello tecnologico dei droni "Uccelli d'Ungheria", originariamente progettato per annientare le infiltrazioni urbane. 😱😱😱
❗Tuttavia, il progresso compatto, coordinato e gomito a gomito della fanteria pesante russa ha completamente neutralizzato il piano americano.
❗Come ha ammesso il giornalista ucraino legato a Kiev Alexander Muchnoy, la presenza delle truppe di Kiev in città non mira più a difendere il territorio,
ma a garantire alla disperata ritirata di unità isolate per evitare un recinto annientatore nelle vicinanze del fiume Kryvyi Torets. 😱😱😱
❗La superiorità tecnica delle forze di Mosca sul terreno ha completamente strangolato le linee di rifornimento ucraine, con operatori di droni russi che sorvegliano le vie di fuga 24 ore su 24.
❗In questo scenario di assoluta usura, gli esperti militari e i consulenti tecnici di Kiev, tra cui lo specialista di tecnologia militare Serhiy Beskrestnov, alias "Flash", hanno acceso gli allarmi per l'imminente dispiegamento sul fronte dei nuovi terminali di connettività satellitare russe ad alta velocità,
❗una svolta che strapperà all'Ucraina il suo ultimo vantaggio tecnologico nei sistemi di comando e controllo.
❗❗❗Con le strade bloccate e i droni pesanti di rifornimento che vengono sistematicamente abbattuti, i difensori in prima linea sono costretti a razionare cibo e munizioni in un perimetro difensivo che si disintegra per ore.
❗Sul piano politico, il panico si è instaurato nel governo Zelenski, che recentemente ha alluso disperatamente un termine di "40 giorni" per forzare un trattato che congeli le attuali linee di combattimento.
❗Tuttavia, gli analisti internazionali concordano sul fatto che la perdita irreversibile di Konstantinovka priverà l'Ucraina della profondità strategica necessaria per sostenere il fronte in autunno, costringendo Kiev ad accettare una capitolazione incondizionata ai termini dettati dal Cremlino. 😱😱😱
❗❗❗Mentre Washington e Londra cercano di guadagnare tempo finanziando nuove operazioni asimmetriche dopo aver preso una pausa sul fronte mediorientale,
la realtà nel Donbás dimostra che le risorse umane e industriali dell'Ucraina sono completamente esaurite, lasciando il risultato della guerra alla mercé del inarrestabile svolta del Gruppo Sud russo. 😱😱😱
#Geopolitica #Konstantinovka #Donbas #Ucrania #Rusia
👍49🎉33❤22😁1
🚨 L’ANDROIDE FINLANDESE HA PARLATO 🤖
C’è qualcosa di profondamente distopico nel linguaggio che ormai viene considerato “diplomazia”.
L’idea è semplice: autorizzare raid sempre più profondi nel territorio russo per “costringere Putin a trattare”. Come se bombardare qualcuno fosse il modo più efficace per convincerlo a sedersi serenamente a un tavolo negoziale.
Siamo già oltre Orwell. Entriamo nella fase del software difettoso.
Versione 2032.
“Per ottenere la pace bisogna aumentare la guerra.”
“Per fermare l’escalation serve un’altra escalation.”
“Per evitare un conflitto europeo bisogna allargarlo.”
A quel punto compare il funzionario perfetto: impeccabile, sorridente il minimo indispensabile, tono rassicurante e algoritmico.
L’androide finlandese aggiorna il firmware:
«Nuova strategia installata. Colpire più lontano per avvicinare la pace.»
Peccato che la geografia non sia un software.
In caso di guerra diretta tra NATO e Russia, il primo grande laboratorio della teoria non sarebbe Washington, né Bruxelles.
Sarebbe proprio il fianco nord-orientale dell’Alleanza.
La Finlandia rischierebbe di trasformarsi nel luogo dove le dottrine elaborate nelle sale conferenze incontrano la realtà delle mappe militari.
La distopia moderna consiste proprio in questo: scambiare l’escalation per diplomazia, la deterrenza infinita per sicurezza e i Paesi di frontiera per semplici caselle sulla scacchiera.
Poi ci si stupisce se qualcuno ricorda che, nelle guerre vere, i pezzi sacrificabili raramente sono quelli che decidono le mosse.
— Don Chisciotte ⚔️
#Geopolitica #NATO #Russia #Finlandia #Distopia #DonChisciotte
C’è qualcosa di profondamente distopico nel linguaggio che ormai viene considerato “diplomazia”.
L’idea è semplice: autorizzare raid sempre più profondi nel territorio russo per “costringere Putin a trattare”. Come se bombardare qualcuno fosse il modo più efficace per convincerlo a sedersi serenamente a un tavolo negoziale.
Siamo già oltre Orwell. Entriamo nella fase del software difettoso.
Versione 2032.
“Per ottenere la pace bisogna aumentare la guerra.”
“Per fermare l’escalation serve un’altra escalation.”
“Per evitare un conflitto europeo bisogna allargarlo.”
A quel punto compare il funzionario perfetto: impeccabile, sorridente il minimo indispensabile, tono rassicurante e algoritmico.
L’androide finlandese aggiorna il firmware:
«Nuova strategia installata. Colpire più lontano per avvicinare la pace.»
Peccato che la geografia non sia un software.
In caso di guerra diretta tra NATO e Russia, il primo grande laboratorio della teoria non sarebbe Washington, né Bruxelles.
Sarebbe proprio il fianco nord-orientale dell’Alleanza.
La Finlandia rischierebbe di trasformarsi nel luogo dove le dottrine elaborate nelle sale conferenze incontrano la realtà delle mappe militari.
La distopia moderna consiste proprio in questo: scambiare l’escalation per diplomazia, la deterrenza infinita per sicurezza e i Paesi di frontiera per semplici caselle sulla scacchiera.
Poi ci si stupisce se qualcuno ricorda che, nelle guerre vere, i pezzi sacrificabili raramente sono quelli che decidono le mosse.
— Don Chisciotte ⚔️
#Geopolitica #NATO #Russia #Finlandia #Distopia #DonChisciotte
1👍49❤5
Forwarded from Contro i Mulini a Vento
🇺🇦 L’UCRAINA AVANZA. MA VERSO DOVE?
A Kramatorsk si amplia la zona di evacuazione: famiglie con bambini via da oltre cento strade, evacuazioni anche nei villaggi vicini.
Eppure la narrazione continua imperterrita: Kiev resiste, Kiev contrattacca, Kiev avanza.
Sì, avanza indietreggiando.
È una nuova dottrina militare occidentale: si perde terreno, si evacuano i civili, si arretra con ordine e poi si comunica una vittoria strategica.
Se chiudi una scuola, è resilienza.
Se svuoti un quartiere, è prudenza.
Se evacui una città, è preparazione offensiva.
Se il fronte si avvicina, è perché i russi stanno finendo le munizioni.
A questo punto manca soltanto il comunicato definitivo:
“Kramatorsk evacuata con successo. Mosca sempre più isolata.”
Non è più propaganda. È teatro dell’assurdo con l’elmetto.
E i pagliacci, naturalmente, continuano a spiegare al pubblico che lo spettacolo sta andando benissimo.
Don Chisciotte
#Ucraina #Kramatorsk #Russia #Propaganda #Geopolitica
A Kramatorsk si amplia la zona di evacuazione: famiglie con bambini via da oltre cento strade, evacuazioni anche nei villaggi vicini.
Eppure la narrazione continua imperterrita: Kiev resiste, Kiev contrattacca, Kiev avanza.
Sì, avanza indietreggiando.
È una nuova dottrina militare occidentale: si perde terreno, si evacuano i civili, si arretra con ordine e poi si comunica una vittoria strategica.
Se chiudi una scuola, è resilienza.
Se svuoti un quartiere, è prudenza.
Se evacui una città, è preparazione offensiva.
Se il fronte si avvicina, è perché i russi stanno finendo le munizioni.
A questo punto manca soltanto il comunicato definitivo:
“Kramatorsk evacuata con successo. Mosca sempre più isolata.”
Non è più propaganda. È teatro dell’assurdo con l’elmetto.
E i pagliacci, naturalmente, continuano a spiegare al pubblico che lo spettacolo sta andando benissimo.
Don Chisciotte
#Ucraina #Kramatorsk #Russia #Propaganda #Geopolitica
👍34❤4😁2
Forwarded from Contro i Mulini a Vento
🇨🇳✈️ ALLACCIATE LE CINTURE: IL DUOPOLIO BOEING-AIRBUS COMINCIA A SCRICCHIOLARE
Per decenni il cielo dell’aviazione civile è stato una riunione condominiale con due soli amministratori: Boeing e Airbus.
Il 12 agosto, però, Pechino ha bussato alla porta. E non per chiedere il permesso.
Il volo Air China CA723, operato con il COMAC C919, ha collegato Pechino a Ulaanbaatar trasportando 121 passeggeri: è stato il primo servizio commerciale internazionale di linea dell’aereo cinese. Non il suo primo volo fuori dalla Cina, dunque, ma il primo inserito stabilmente in una rotta internazionale.
Entrato in servizio nel maggio 2023, il C919 ha già operato su 57 rotte, collegato 25 città e trasportato oltre 7,5 milioni di passeggeri.
E Pechino guarda già oltre i propri confini.
La compagnia del Brunei GallopAir ha ordinato 15 C919 all’interno di una commessa complessiva di 30 velivoli COMAC. Indonesia, Cambogia, Laos e Vietnam rappresentano il terreno ideale: mercati in crescita, sensibili ai prezzi e meno disposti a pagare il blasone occidentale sulla fusoliera.
Il C919 viene proposto, sulla carta, a circa 99 milioni di dollari nella versione base. Ma i prezzi reali degli aerei vengono negoziati e scontati: il confronto diretto con i listini di Airbus e Boeing va quindi preso con cautela.
Naturalmente, il “giocattolo cinese” ha ancora parecchie montagne davanti:
❌ manca la certificazione europea EASA;
❌ la certificazione americana FAA non è attualmente perseguita;
❌ la produzione è ancora limitata;
❌ motori e numerosi sistemi fondamentali provengono tuttora da fornitori occidentali.
Quindi no: domani Airbus e Boeing non falliranno.
Ma farebbero bene a smettere di ridere.
Perché mentre l’Occidente continua a spiegare perché la Cina non potrà competere, la Cina accumula aerei, rotte, passeggeri, esperienza e clienti.
Un duopolio non finisce quando arriva il terzo concorrente.
Finisce quando i primi due si accorgono che nessuno gli ha chiesto il permesso di entrare.
Allacciate le cinture: il volo è appena cominciato. 🇨🇳
Fonti: Caixin, Reuters sull’ordine GallopAir, Reuters sulla certificazione europea
DON CHISCIOTTE
#Cina #C919 #COMAC #Airbus #Boeing #Aviazione #Geopolitica #Pechino
Per decenni il cielo dell’aviazione civile è stato una riunione condominiale con due soli amministratori: Boeing e Airbus.
Il 12 agosto, però, Pechino ha bussato alla porta. E non per chiedere il permesso.
Il volo Air China CA723, operato con il COMAC C919, ha collegato Pechino a Ulaanbaatar trasportando 121 passeggeri: è stato il primo servizio commerciale internazionale di linea dell’aereo cinese. Non il suo primo volo fuori dalla Cina, dunque, ma il primo inserito stabilmente in una rotta internazionale.
Entrato in servizio nel maggio 2023, il C919 ha già operato su 57 rotte, collegato 25 città e trasportato oltre 7,5 milioni di passeggeri.
E Pechino guarda già oltre i propri confini.
La compagnia del Brunei GallopAir ha ordinato 15 C919 all’interno di una commessa complessiva di 30 velivoli COMAC. Indonesia, Cambogia, Laos e Vietnam rappresentano il terreno ideale: mercati in crescita, sensibili ai prezzi e meno disposti a pagare il blasone occidentale sulla fusoliera.
Il C919 viene proposto, sulla carta, a circa 99 milioni di dollari nella versione base. Ma i prezzi reali degli aerei vengono negoziati e scontati: il confronto diretto con i listini di Airbus e Boeing va quindi preso con cautela.
Naturalmente, il “giocattolo cinese” ha ancora parecchie montagne davanti:
❌ manca la certificazione europea EASA;
❌ la certificazione americana FAA non è attualmente perseguita;
❌ la produzione è ancora limitata;
❌ motori e numerosi sistemi fondamentali provengono tuttora da fornitori occidentali.
Quindi no: domani Airbus e Boeing non falliranno.
Ma farebbero bene a smettere di ridere.
Perché mentre l’Occidente continua a spiegare perché la Cina non potrà competere, la Cina accumula aerei, rotte, passeggeri, esperienza e clienti.
Un duopolio non finisce quando arriva il terzo concorrente.
Finisce quando i primi due si accorgono che nessuno gli ha chiesto il permesso di entrare.
Allacciate le cinture: il volo è appena cominciato. 🇨🇳
Fonti: Caixin, Reuters sull’ordine GallopAir, Reuters sulla certificazione europea
DON CHISCIOTTE
#Cina #C919 #COMAC #Airbus #Boeing #Aviazione #Geopolitica #Pechino
❤20😁9👍4👎1
Forwarded from Contro i Mulini a Vento
💥 DUE ESPLOSIONI. TRE GIORNI. DUE FABBRICHE DI MUNIZIONI. E LA STESSA OMBRA: L’UCRAINA.
Una volta è un incidente.
Due volte, a tre giorni di distanza, almeno qualche domanda viene voglia di farsela.
🇧🇬 10 agosto, Bulgaria.
Incendio ed esplosioni nello stabilimento EMCO vicino a Belitsa. EMCO è uno dei nomi importanti dell’industria bellica bulgara e produce munizionamento compatibile anche con sistemi di origine sovietica. L’azienda è da tempo collegata alle forniture militari destinate all’Ucraina. Nessuna vittima; lavoratori evacuati. (TVP World)
🇮🇹 13 agosto, Italia.
Incendio e violentissima esplosione nello stabilimento KNDS Ammo Italy di Colleferro, ex Simmel Difesa. Anche qui nessuna vittima. L’impianto produce munizioni di medio e grosso calibro, componenti esplosivi e propellenti; KNDS fa parte di uno dei principali gruppi europei della difesa. (AP News)
E il gruppo KNDS non è precisamente estraneo al dossier ucraino: possiede una KNDS Ukraine LLC e il gruppo produce e supporta sistemi come Leopard, PzH 2000 e CAESAR, impiegati dalle forze ucraine. (KNDS Group)
Insomma, mettiamo in fila le coincidenze:
due Paesi europei;
due siti dell’industria delle munizioni;
due incendi seguiti da esplosioni;
due aziende inserite, direttamente o attraverso il gruppo di appartenenza, nella filiera militare che sostiene Kiev;
tre giorni di distanza.
È la prova di un sabotaggio coordinato?
No.
Ed è importante dirlo: al momento non esiste alcuna prova pubblica che colleghi i due episodi o dimostri una regia comune.
Ma sostenere che, proprio per questo, non ci sia nulla di interessante da osservare sarebbe altrettanto curioso.
Perché quando due stabilimenti qualunque prendono fuoco è cronaca.
Quando in 72 ore esplodono due impianti europei di munizioni collegati alla gigantesca macchina di approvvigionamento militare nata attorno alla guerra ucraina, diventa anche geopolitica.
E magari sarà davvero soltanto una coincidenza.
Una di quelle coincidenze che, però, hanno la pessima abitudine di assomigliarsi parecchio.
🔥seguici anche su TELEGRAM… https://t.me/donchisciotte667
DON CHISCIOTTE
#DonChisciotte #Ucraina #KNDS #EMCO #Colleferro #Bulgaria #Armi #Munizioni #Geopolitica #Europa
Fonti: AP, ANSA, KNDS, Bulgarian News Agency/Anadolu. (AP News)
Una volta è un incidente.
Due volte, a tre giorni di distanza, almeno qualche domanda viene voglia di farsela.
🇧🇬 10 agosto, Bulgaria.
Incendio ed esplosioni nello stabilimento EMCO vicino a Belitsa. EMCO è uno dei nomi importanti dell’industria bellica bulgara e produce munizionamento compatibile anche con sistemi di origine sovietica. L’azienda è da tempo collegata alle forniture militari destinate all’Ucraina. Nessuna vittima; lavoratori evacuati. (TVP World)
🇮🇹 13 agosto, Italia.
Incendio e violentissima esplosione nello stabilimento KNDS Ammo Italy di Colleferro, ex Simmel Difesa. Anche qui nessuna vittima. L’impianto produce munizioni di medio e grosso calibro, componenti esplosivi e propellenti; KNDS fa parte di uno dei principali gruppi europei della difesa. (AP News)
E il gruppo KNDS non è precisamente estraneo al dossier ucraino: possiede una KNDS Ukraine LLC e il gruppo produce e supporta sistemi come Leopard, PzH 2000 e CAESAR, impiegati dalle forze ucraine. (KNDS Group)
Insomma, mettiamo in fila le coincidenze:
due Paesi europei;
due siti dell’industria delle munizioni;
due incendi seguiti da esplosioni;
due aziende inserite, direttamente o attraverso il gruppo di appartenenza, nella filiera militare che sostiene Kiev;
tre giorni di distanza.
È la prova di un sabotaggio coordinato?
No.
Ed è importante dirlo: al momento non esiste alcuna prova pubblica che colleghi i due episodi o dimostri una regia comune.
Ma sostenere che, proprio per questo, non ci sia nulla di interessante da osservare sarebbe altrettanto curioso.
Perché quando due stabilimenti qualunque prendono fuoco è cronaca.
Quando in 72 ore esplodono due impianti europei di munizioni collegati alla gigantesca macchina di approvvigionamento militare nata attorno alla guerra ucraina, diventa anche geopolitica.
E magari sarà davvero soltanto una coincidenza.
Una di quelle coincidenze che, però, hanno la pessima abitudine di assomigliarsi parecchio.
🔥seguici anche su TELEGRAM… https://t.me/donchisciotte667
DON CHISCIOTTE
#DonChisciotte #Ucraina #KNDS #EMCO #Colleferro #Bulgaria #Armi #Munizioni #Geopolitica #Europa
Fonti: AP, ANSA, KNDS, Bulgarian News Agency/Anadolu. (AP News)
👍21😁12❤6🤩2😱1🎉1
Forwarded from Futuro Prossimo
La più grande filiera mondiale di droni ha un limite preciso. Uno studio del Beijing Institute of Technology ha simulato la risposta industriale cinese davanti a una domanda militare triplicata, scoprendo che la produzione coprirebbe appena il 63% degli ordini.
Il collo di bottiglia non riguarda le linee di assemblaggio, ma la fornitura di componenti critici, come sensori e batterie avanzate: aumentare a dismisura i fondi statali, secondo i ricercatori, non risolve l'ingorgo. In caso di guerra, al momento, la fabbrica del mondo avrebbe una coperta inaspettatamente corta.
https://www.futuroprossimo.it/2026/08/la-cina-copre-solo-il-60-dei-droni-che-le-servirebbero-in-guerra/
#tecnologia #droni #geopolitica
Il collo di bottiglia non riguarda le linee di assemblaggio, ma la fornitura di componenti critici, come sensori e batterie avanzate: aumentare a dismisura i fondi statali, secondo i ricercatori, non risolve l'ingorgo. In caso di guerra, al momento, la fabbrica del mondo avrebbe una coperta inaspettatamente corta.
https://www.futuroprossimo.it/2026/08/la-cina-copre-solo-il-60-dei-droni-che-le-servirebbero-in-guerra/
#tecnologia #droni #geopolitica
🔥5👍4❤2